«Potenza è sempre stata una città difficile da vivere senza auto. Tutta salite e discese che rendono difficile ai più muoversi a piedi o in biciletta, a meno di avere una due ruote con pedalata assistita. Ma a fronte di tali svantaggi, ne esistono altri di benefici come quello di evitare gli allagamenti urbani durante le precipitazioni: l’acqua, si sa, scende sempre e in una città fatta di salite e discese dovrebbe farlo agevolmente. Ma tra il dire e il fare…». Questo il commento del consigliere comunale Vincenzo Telesca, all’indomani delle forti precipitazioni cascate a raffica sul capoluogo lucano. Che, però, oltre a portare refrigerio a queste giornate agostane hanno causato anche gravi danni e disagi. «La realtà è completamente diversa – incalza il consigliere d’oppozione – perché ad ogni temporale la città si allaga in più punti». Alcuni più soggetti di altri a criticità, nonché ad allagamenti e pericoli per i potentini.  «Le reti esistenti inadeguate o non mantenute – spiega Telesca – vanno puntualmente in pressione con il conseguente sollevamento della pavimentazione stradale e gli inevitabili disagi agli automobilisti e, ancora di più, ai pedoni. È quanto si ripete ad ogni temporale». Non si tratta, dunque, di un fenomeno nuovo al capoluogo lucano. E, in particolar modo, non è questo un caso estraneo al quartiere dei Bucaletto – il sobborgo popolare della periferia sud-est di Potenza, progettato all’indomani del terremoto dell’Irpinia del 23 novembre 1980 per accogliere le famiglie sfollate a causa dei crolli di alcune abitazioni della città. «Bucaletto – prosegue il consigliere comunale d’opposizione – che oltre a vivere tutti i disagi connessi allo stato di degrado già esistente, in questi due giorni ha visto l’interruzione della viabilità di accesso», come documentato dalle foto in pagina. «La rete “acque bianche” di Bucaletto – evidenzia Telesca – si presenta, ad ogni temporale, inadeguata per lo smaltimento delle acque piovane con continui allagamenti della parte bassa con annessi disagi per gli abitanti». Perchè parlare di Bucaletto e non delle altre zone del capoluogo lucano? «Perché – spiega Telesca – è oggetto di riqualificazione da parte del Comune e sono numerosi i progetti in corso, ma non è ben chiara la ragione del perché non siano contemplate opere che riguardino la rete delle “acque bianche”». «Occorre ricordare e sottolineare – evidenzia – che proprio su Bucaletto sarebbero previsti ingenti investimenti per la costruzione di nuove abitazioni ma tutto è fermo. così come il progetto di 10 milioni che aveva ad oggetto la costruzione di 5 edifici che vedeva con soggetto attuatore l’Ater, sottratto nel mese di giugno, dal Comune perché riteneva di dare una spinta propulsiva all’esecuzione dell’opera. Tra queste sicuramente anche la realizzazione di opere di regime razione delle acque considerato il nuovo insediamento di nuove abitazioni. Considerato che la condotta delle “acque bianche” risulta essere già oggi non sufficiente come emerge dalle immagini». Dunque, a parere del consigliere comunale «nulla si muove e i progetti restano fermi al palo e i cittadini subiscono sempre più le inerzie di chi dovrebbe amministrare la città». «Tra l’altro – enfatizza il consigliere comunale – giova ricordare che nel parere dell’Ufficio geologico della Regione, ai fini dell’approvazione del Piano attuativo, viene richiesta esplicitamente la verifica della rete di convogliamento di tali acque». «Verifica che – stando all’evidenza, afferma Telesca – non è stata effettuate dal Comune e la cui mancanza ha comportato il blocco dell’intervento». In definitiva, a parere del consigliere comunale di minoranza «l’attuale Amministrazione non effettuando alcuna manutenzione e non effettuando le dovute verifiche tollera implicitamente che, ad ogni temporale, la città si allaghi».

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