Ho scoperto con immensa gioia che in Basilicata c’è il Paese delle Fiabe, si chiama Rapone, che pur con soli 877 abitanti circa, per magia si trasforma in un grande luogo incantato, ed è come ritrovarsi nel Paese delle meraviglie. Potete verificare di persona durante la tre giorni, dal 19 al 21 agosto p.v., del “Rapone Fiaba Festival”. Ad accogliervi saranno i personaggi classici come Cappuccetto rosso, Biancaneve, il Gatto con gli stivali e così via, ma anche altre creature, come “Mana Longa” e “Scorciamana”, la Masciarà, “u lup comunalo”, “u Scazzamaurieddo”. Che meraviglia! D’istinto rivolgo un appello alla Sindaca di Rapone, Felicetta Lorenzo (riconfermata per la terza volta nelle amministrative del 2019 con uno share del 79,38%) di consegnare ai sindaci lucani una fiaba. Il perché? Perché le fiabe sono una cosa seria. Ci dicono che la realtà va affrontata con saggezza, esse cercano di trasmetterci fin da piccoli che la sapienza è la virtù principale per la nostra esistenza, e come i miti, insegnano, educano, ispirano, parlano della vita e della realtà, narrano dell’eterno dualismo bene-male e in questo dualismo tutte le problematiche del vissuto quotidiano con le insidie, le gioie, le speranze, etc. Le fiabe ci aiutano a riflettere sui limiti dell’uomo nella relazione con sé stesso e con gli altri e con la natura. Le fiabe sono la traduzione di tutta quella realtà complessa e a volte oscura che alberga nell’animo umano. Esse insegnano a vivere. E sono per i singoli e per le comunità! Mi complimento dunque con la Sindaca e con l’amministrazione tutta, e ringrazio in particolare il consigliere comunale alla Cultura, Donato Angelillo che mi ha “accompagnata” alla scoperta di questo percorso culturale ideato con saggezza, perché si è trasformato in opportunità di crescita anche economica per Rapone, e potrebbe divenire un’ispirazione per tanti altri Comuni accomunati dalle fiabe popolari (Rapone, a marzo 2022 è rientrata tra i primi cinque migliori progetti nazionali –Progetti di rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici del Ministero della cultura NextGenerationEu). Dal Paese delle Fiabe viene anche un monito da parte della Prima cittadina ai suoi colleghi: “Puntare alla cultura e alla memoria dei nonni”, come volano di crescita dei propri territori. E’ stata anche una scommessa economica, infatti l’intero progetto nasce inizialmente dall’adesione al progetto PIOT (Progetti Integrati di Offerta Turistica). E nel suo proseguire poi l’inaugurazione del museo multimediale e interattivo, nel 2015 “C.E.R.A…una volta” (Centro di educazione rurale ambientale). Altro fiore all’occhiello è la Biblioteca delle Fiabe… Guardando le foto delle precedenti edizioni, il consigliere Angelillo mi ha trasmesso una carica di entusiasmo per un Progetto che richiama colui che ispirò il padre delle fiabe, Giambattista Basile “il quale in un viaggio tra il ‘500 ed il ‘600 in Basilicata, affascinato dai nostri luoghi, – spiega Aneglillo – trascrisse le suggestioni dei racconti orali dei suoi umili abitanti, nel suo libro “Lo Cunto de li Cunti” che diede vita alla fiaba quale genere letterario e che venne poi tradotto e rielaborato in tutta Europa dai grandi della letteratura (Charles Perrault, i Fratelli Grimm, Hans Christian Andersen, Carlo Collodi, Joseph Rudyard Kipling, ecc.) fino ad arrivare in America a far fiorire il mondo fantastico di Walt Disney facendone dei capolavori come: Cenerentola, Il gatto con gli stivali, La bella addormentata nel bosco, Hansel & Gretel, La Sirenetta, Cappuccetto Rosso, Raperonzolo e tante altre fiabe oggi sono note a tutti i bimbi e che hanno avuto ispirazione proprio dai nostri racconti popolari”. E allora tutti a Rapone per vivere una fiaba tra musical, attività di animazione a cura della Compagnia teatrale “Incanto” di Potenza, con tanto di percorsi tra tradizioni, artigianato, arte e degustazione di prodotti tipici.
MARIA DE CARLO
COUNSELOR FILOSOFICA
