All’interno del Parco Nazionale del Pollino sorge un piccolo borgo arrocato su uno sperone roccioso dominante la valle del Sinni, Chiaromonte che con i suoi poco più di 1700 abitanti rischia, come molte aree interne lucane lo spopolamento. Ebbene per provare ad invertire questa rotta, la sindaca Valentina Viola ha approvato il progetto “Case a 1 euro” con lo scopo di “recuperare e valorizzare gli immobili, restituirli alla loro funzione, soprattutto abitativa”. Chiaromonte, come molti altri centri lucani e non, corre ai ripari con un piano di rivitalizzazione della “parte storica del paese, restituendola alla sua funzione di centro propulsivo di vita, di cultura ed attività, favorendo l’insediamento abitativo di famiglie (in primis giovani coppie o famiglie disagiate), di attività turistico – ricettive e di negozi o botteghe artigianali, economizzando, attraverso il coinvolgimento dei privati, i costi di recupero, di risanamento, restauro, riqualificazione urbana e messa in sicurezza degli immobili interessati e riducendo nel contempo la cementificazione del territorio”. Contattata telefonicamente la sindaca Valentina Viola ha affermato: «Il rilancio dei piccoli borghi passa anche da questo tipo di iniziative. L’obiettivo principale è quello di recuperare quanti più immobili possibili, dandogli nuova vita e per restituire al patrimonio immobiliare chiaromontese la dignità che merita». «Sappiamo bene che può costituire anche un importante volano per professionisti e aziende del territorio. – continua il primo cittadino – Vogliamo valorizzare il patrimonio immobiliare esistente, rivitalizzando il centro abitato e favorendo nuovi insediamenti abitativi. Vogliamo, inoltre, aiutare i proprietari a disfarsi degli immobili fatiscenti e consentire a chi vorrà, attraverso la ristrutturazione, di dargli nuova vita». «Tutto ciò fa da cornice ad un’attività amministrativa avviata da ormai 8 anni con l’obiettivo di valorizzare il nostro piccolo borgo per tutte le sue peculiarità» conclude la sindaca di Chiaromonte Valentina Viola. Tutte le case nel territorio comunale possono essere inserite nel progetto purchè siano “fabbricati di proprietà privata, non abitati né abitabili, in condizioni evidenti di degrado strutturale, statico, igienico-sanitario appartenenti a soggetti che, privi di risorse economiche o non interessati ad investire su questa risorsa, manifestino la volontà di aderire all’iniziativa del Comune e disfarsene, anche a prezzo simbolico, soprattutto a causa del peso fiscale che oggi grava su queste proprietà”. Il Comune pubblicherà “specifico avviso all’Albo pretorio on-line, nel proprio sito internet, nei social network, nei locali ed esercizi pubblici e commerciali e realizzerà ogni altra forma possibile di pubblicità anche mediante stanziamento di somme, al fine di sensibilizzare i privati proprietari”. L’Ente si impegna inoltre a raccoglierà le manifestazioni di interesse. Nel regolamento sono descritti anche gli “obblighi” degli acquirenti che dovranno ristrutturare gli immobili iniziando i lavori entro i due mesi dal rilascio del permesso di costruire godendo dell’esenzione “dal pagamento degli oneri concessori, spese per rilascio pareri, nonché le imposte locali a condizione che l’intervento sia concluso entro tre anni dall’inizio dei lavori”. Gli acquirenti dovranno inoltre stipulare una polizza fideiussoria a favore del Comune a garanzia degli oneri concessori e del completamento del progetto.
