Le Cronache Lucane

“BONUS GAS”, IL SÌ AL DISEGNO DI LEGGE DALLA 3A COMMISSIONE

Audite anche le organizzazioni datoriali e i sindacati che vorrebbero una misura più proporzionata a favore delle fasce medio-basse

Il disegno di legge “Misure regionali di compensazione ambientale per la transizione energetica e ripopolamento del territorio lucano” è stato licenziato, ieri, a maggioranza dalla terza Commissione consiliare permanente, “Attività produttive-Territorio-Ambiente), presieduta da Piergiorgio Quarto. Hanno espresso voto favorevole i consiglieri Quarto, Aliandro (Lega), Bellettieri (FI), Sileo (Gm) e Baldassarre (Idea).  I consiglieri Braia (Iv) e Carlucci (M5s) si sono riservati di esprimere il loro voto in Consiglio regionale. Obiettivo della norma l’avvio di un progetto con il quale si riconoscono alle famiglie residenti nel territorio regionale e alle Pubbliche Amministrazioni agevolazioni per il consumo di gas finalizzate alla transizione energetica.  «La norma – si legge nella relazione illustrativa –afferma il principio della concessione della materia gas a titolo gratuito ai cittadini lucani che hanno in titolarità un Pdr (punto di rilascio, ovvero un contatore) classificato per consumi familiari e non imprenditoriali». La copertura finanziaria degli interventi è quantificata in un massimo di 60 milioni di euro per l’esercizio 2022 e in 200 milioni di euro per ciascun esercizio 2023 e 2024. Prima del voto sono stati ascoltati i rappresentanti sindacali e delle Associazioni di categoria e il capo di Gabinetto, Michele Busciolano.

I SINDACATI

Angelo Summa, segretario generale Cgil Basilicata, ha evidenziato alcune criticità relative all’impianto della legge che, a suo parere, definisce la finalità in maniera “molto generica”. «Dobbiamo diminuire la dipendenza dal gas – ha detto Summa – e dovremmo finalizzare la misura ai redditi medio bassi, fino a 35 mila euro. Le risorse risparmiate vanno finalizzate nel lungo periodo con misure per l’efficientamento energetico. L’emancipazione dal gas passa dalle rinnovabili e dai consumi. No, dunque, al gas per tutti, ma una parte consistente destinato al futuro di questa regione».  Per la Cisl è intervenuto Vincenzo Cavallo che si è detto favorevole a questo Ddl.  «Il bonus – ha ribadito -dovrebbe andare soprattutto a favore di quelle famiglie che hanno veramente necessità. Non sperperiamo queste risorse dandole anche a chi non ha bisogno di supporto, la legge deve progettare una visione diversa del futuro, parte delle risorse devono servire allo sviluppo di questa regione». Giuseppe Verrastro, segretario confederale Uil ha posto alcuni quesiti. «Il provvedimento – ha rimarcato Verrastro – in tal modo favorisce chi ha una situazione benestante perché consuma di più. Come si recupereranno le minori entrate per la mancanza di vendita del gas (60 milioni per il 2022 e 200 milioni per gli anni 2023 e 2024)?». Per la Uil, Vaccaro nel ricordare «non troverete nessun lucano contrario ad una simile proposta», ha posto l’attenzione sulla «necessità di fare alcune riflessioni in merito al criterio di proporzionalità: per evitare storture perché non pensare di istituire un quoziente Basilicata, un coefficiente che di fatto può abbassare l’indice?».

CONFINDUSTRIA

«Sicuramente apprezziamo la misura – ha sottolineato Margherita Perretti, vice presidente di Confindustria Basilicata -, sarebbe auspicabile però tener presente il criterio della proporzionalità nell’erogazione del bonus, in modo da dare la percentuale più alta a chi ha Isee più basso. Altro aspetto per noi rilevante, è prevedere da un eventuale risparmio la costituzione di un fondo per attuare una politica industriale, così da attrarre nuovi investimenti sul territorio».

«L’iniziativa verrà accolta a braccia aperte da tutta la comunità lucana, ricordiamo che ad ottobre ci saranno rincari del gas. Nella bolletta ci sono le accise, ci sono altre voci che andranno pagate. Questo gas come arriverà ai cittadini? Tramite le società? Se si vuole partire il 1° ottobre la legge va approvata a breve, le società devono adeguarsi per poter erogare il gas. Se si mette un tetto, la società di vendita come si deve comportare nei confronti del cliente se va al di là del tetto indicato?». Sono i quesiti posti da Vincenzo Latorraca, amministratore delegato Pro-xigas, associazione Confindustria energia che raccoglie gli imprenditori del gas.

CNA E CONFAPI

Renato Zaccagnino, presidente provinciale Cna: «Siamo favorevoli a quanto proposto da Confindustria ma occorre capire dove poi indirizzare l’eventuale risparmio. Le piccole e medie imprese sono in affanno. Pensiamo che sia necessario andare anche in questa direzione. Inoltre, sarebbe utile rapportarsi anche con i servizi sociali dei Comuni affinché il bonus vada veramente a chi ne ha bisogno».  A parere di Pasquale Latorre, vice direttore Confapi Matera il ddl «è troppo scarno».  «Siamo sicuri – ha domandato – che non ci siano profili di incostituzionalità della norma? La misura è valida se viene fatto il monitoraggio dei consumi e dell’erogazione perché ci vuole trasparenza. Altro punto è l’efficientamento energetico, occorrerebbe mettere un limite al consumo del gas per evitare sprechi. Per dare il gas alle imprese bisogna liberare risorse» Il capo di Gabinetto Michele Busciolano, dopo aver ribadito la filosofia che regge l’intero impianto normativo: la transizione energetica, ha affermato che il primo passo da compiere è quello di approvare quanto prima la norma e, subito dopo i disciplinari, per poter così poi definire le interlocuzioni avviate con Arera e Acquirente unico. I successivi passaggi riguarderanno la gestione del monitoraggio e del controllo, processo nella sua interezza complesso e non immediato.

I CONSIGLIERI REGIONALI

Nel dibattito sono intervenuti i consiglieri Coviello (FdI) che ha chiesto di approvare nel più breve tempo possibile la norma, Sileo (Gm) che ha parlato di «fase emergenziale senza precedenti». «È fondamentale che lo strumento venga approvato subito da tutta l’Assemblea regionale e venga licenziata all’unanimità perché non è una norma bandiera», ha detto Trerotola (Pl) il quale ha auspicato che si superino le criticità. Carlucci (M5s) si è detta «d’accordo con la norma ma contesto il metodo, occorrevano più giorni per approfondire la materia». Il consigliere Braia (Iv), nella sua dichiarazione di voto ha sottolineato che: «In base alle osservazioni emerse dalle due audizioni, ritengo che il provvedimento così come costruito ha una finalità positiva ma la modalità con cui è stato formulato ad esclusivo e non definito beneficio di una parte dei cittadini lucani, solo coloro che fanno uso di gas e sono titolari di un Pdr, può essere migliorato estendendo la misura a tutti i cittadini e imprese di Basilicata in maniera proporzionale alle proprie capacità di reddito, così come suggerito da tutti i sindacati e organizzazioni datoriali intervenuti». «Se tale condizione non viene considerata e si vuole procedere a prescindere da queste considerazioni è necessario avere la possibilità di interloquire con il presidente Bardi e gli organismi di Arera e di Acquirente unico al fine di valutare nel dettaglio le opportunità e criticità politiche e tecniche insite nel provvedimento annunciate dal dott. Busciolano e dal prof. Iorio, che potrebbero bloccare la totalità delle risorse economiche equivalenti ai 200 milioni di metri cubi di gas opzionati (circa 400 milioni di euro annui). Per queste considerazioni mi riservo di esprimere il voto in Consiglio regionale nella speranza di avere risposte al le proposte e dubbi espressi».

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