Le Cronache Lucane

IN BASILICATA LA POLITICA CONTINUA ANCORA A NON PUNTARE SULLE DONNE

A vedere l’elenco dei papabili all’elezione in Parlamento non ci sarà nessuna donna eleggibile. L’ennesima occasione persa?

Non è una regione per donne. Almeno a vedere l’elenco dei papabili all’elezione in Parlamento. Certo ci saranno donne candidate nelle liste e il rispetto formale dell’alternanza donna/uomo sarà rispettata ma sarà un mero formalismo. Legge elettorale e sondaggi alla mano, se i nomi saranno quelli che circolano non ci sarà nessuna donna in posizione eleggibile in Basilicata. Portatrici d’acqua, riempilista, militanti sacrificate per far eleggere altri ce ne saranno. Quelle che molto probabilmente non si vedranno saranno donne capolista nei partiti che puntano ad eleggere il Deputato o il Senatore.

IL SILENZIO DI TUTTI

È normale il silenzio dei partiti sul punto. I partiti in questa fase parlano pochissimo, tacciono e ascoltano nelle riunioni. Quello che è assordante è il silenzio delle associazioni femministe. Qualche mese fa avevano occupato le aule della Regione per protestare contro la battuta di cattivo gusto di Rocco Leone. Oggi, davanti all’annunciata esclusione delle donne lucane dal Parlamento, tacciono.

IL SENNO DI POI

Probabilmente aspettano l’ufficialità delle liste per poter dire che si è persa un’occasione e che sarebbero servite più donne. Del senno di poi, però, son piene le fosse e, se non ci si vuole limitare ad un ruolo di chiasssosi ed ininfluenti osservatori è questo il momento di sollevare la questione. A meno che ciascuno di loro non abbia timore di sconfessare da uno dei tanti segretari di partito di appartenenza, questo è il momento per poter richiamare la questione all’ordine del giorno per evitare che le donne lucane restino fuori dal Parlamento. Quando tutto sarà compiuto e le liste presente-te, infatti, non resterà loro che dichiarare la propria impotenza lamentandosi a fatti già compiuti. La speranza, da parte nostra, è che ognuno dei partiti candidi una donna quale capolista in almeno uno dei due lati del Parlamento.

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