Le Cronache Lucane

VIA RIDOLA “LASTRICATA DI BUONE…INTENZIONI”

Matera, situazione dell’igiene architettonica in via Ridola e piazzetta Pascoli con angoli di strada incrostati

Via Ridola è il salotto buono di Matera, la promenade borbonica, abbellita da edifici barocchi dove gli intellettuali soprattutto nell’ ’800, si soffermavano a disquisire di filosofia e dove tutt’oggi sorgono i musei nazionali di Matera, conosciuti in tutto il mondo in quanto scrigni preziosi che custodiscono la memoria archeologica, pittorica e antropologica della città dei Sassi e dell’intera Basilicata.
Ed è sempre via Ridola che oggi rappresenta un costante punto di riferimento e di attrattiva per i turisti che ogni giorno a migliaia l’attraversano, guardandosi intorno ammirati da tanta bellezza architettonica e ricchezza culturale.
Ma il motivo per cui anche noi siamo andati per così dire a spasso per la storica via degli intellettuali materani, non è certamente per disquisire di filosofia, ma per verificare se una promessa fatta dal Comune un anno fa e riguardante le strade del centro storico in generale e via Ridola in particolare è stata mantenuta o meno.
Ci riferiamo per l’esattezza al summit del G20 che lo scorso anno vide i più potenti ministri del pianeta riunirsi proprio a Matera, a Palazzo Lanfranchi, e in quella occasione, l’intero lastricato di quella zona, vale a dire piazzetta Pascoli e appunto via Ridola, venne meticolosamente pulito e poi letteralmente lucidato con fortissimi getti di acqua e speciali sostanze disinfettanti.
Quello straordinario intervento di pulizia rese dunque via Ridola, gli spazi esterni ai musei Ridola e Lanfranchi e le vicine panchine marmoree a dir poco scintillati e pronti ad accogliere i famosi ministri del G20, e l’amministrazione comunale materana soddisfatta per il risultati promise che tali tipi di ‘lucidatura’ urbana sarebbero stati fatti più di frequente e non solo in occasioni di grandi eventi.
Beh! A poco più di un anno dal G20 il nostro ritorno in via Ridola ha documentato una situazione di igiene architettonica, è il caso di dirlo, ‘globalmente’ buona, quanto all’ordinaria pulizia, ma non altrettanto meticolosa negli angoli di monumenti e basamenti dei lampioni, sotto le panchine marmoree e soprattutto intorno ai contenitori di ghisa per i rifiuti.
L’igiene e la pulizia del lastricato adiacente a questi ultimi andrebbe decisamente migliorata scrostando da terra le varie macchie dei percolati che i rifiuti scioltisi per il gran caldo hanno lasciato.
Situazione igienica non gradevole proprio nei pressi dei due contenitori di rifiuti posizionati davanti Palazzo Lanfranchi. Pur riconoscendo che il servizio di raccolta di urbana li ha puntualmente svuotati, resta tutt’intorno ad essi l’evidenza di incrostazioni maleodoranti frutto del sedimentarsi sul lastricato di più strati di macchie da gocciolamento di rifiuti debordati dai cestini e sciolti dal fortissimo sole di questi giorni
La chiesa di Santa Chiara poi, capolavoro architettonico del XVII secolo che fonde barocco e reminiscenze di classico, cattura letteralmente lo sguardo dei passanti, ma chi decidesse di entrare a visitarla, all’uscita sarebbe atteso da una vista non altrettanto suggestiva, il nerume e la sporcizia che ristagnano sulla strada e soprattutto intorno al contenitore dei rifiuti e su tutti i basamenti dei lampioni storici.
Anche la gradinata della chiesa barocca del Purgatorio non è che splenda proprio e anche qui più che buone intenzioni ci vorrebbero una bella strigliata e getti d’acqua per lucidare. Soprattutto qui perché tutti questi teschi poterebbero prenderla male, e ricordarci che -Di buone intenzioni è lastricato l’inferno!-

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