Le Cronache Lucane

POLITICA, PROFESSIONISTI ESTERNI E TECNICI INTRANEI AL COMUNE: IL FATALE «ALLATTAMENTO»

Dall’Assise e Giunta di Matera, l’ordinanza del Giudice Sasso arriva fino in Consiglio regionale

Nell’intreccio criminale, definito dalla Procura di Matera, «allattamento», tra politica, amministrazione comunale e professionisti esterni, di vari ambiti, molti i nomi che colpiscono scorrendo la lista dei 90 indagati dell’inchiesta su incarichi e appalti pilotati nella Città dei Sassi.

QUARTO-SCAROLA: DOPO LE REGIONALIDEL 2019, DI NUOVOINSIEME NEL REGISTRODEGLI INDAGATI

Come da ordinanza di custodia cautelare del giudice Valerio Giovanni Antonio Sasso, disposte anche perquisizioni, tra quelli più “alti in grado”, per l’attuale carica di consigliere regionale, l’elenco potrebbe iniziare da Piergiorgio Quarto che del suo partito, Fratelli d’Italia, è anche coordinatore regionale. L’accusa che lo riguarda, tuttavia, vede il suo coinvolgimento come privato cittadino e non come politico. Indagato anche Giovanni Scarola che in “Basilicata positiva Bardi presidente”, è risultato alle regionali del marzo del 2019, il primo dei non eletti in Consiglio regionale, poichè piazzatosi proprio dietro a Quarto. Se Quarto, dalle prime nomine ai successivi 2 rimpasti, fosse riuscito ad en-trare in Giunta come assessore, a prendere il suo posto in Consiglio, come “supplente”, sarebbe stato Scarola.

DE RUGGIERI E GLI EX CONSIGLIERI: IL CASO BUCCICO: COINVOLTI PADRE E FIGLIO

Sempre sul versante politico, nel registro degli indagati anche l’ex sindaco di Matera, Raffaello de Ruggieri. Degli ex consiglieri comunali, invece, Fabio Mazzilli, Vito Michele Tralli, Michele Lamacchia, Vito Sasso e Rocco Buccico, figlio, quest’ultimo, del noto avvocato materano Emilio Nicola, anche lui indagato. Come anticipato, il mondo delle professioni attenzionato dalla Procura di Matera ha riguardato vari ambiti. Dal mondo forense a quello specialistico come, nel caso dell’indagato Giuseppe Gravela, nel  Consiglio e del responsabile dell’Organismo di Mediazione, istituito presso l’Ordine degli Ingegneri di Matera, per il quadriennio 2017-2021.

L’IMPRENDITORE BAROZZI

Spicca il nominativo, è l’indagato numero 54, del pugliese Vito Matteo Barozzi. Risaltato indirettamente alle cronache giudiziarie lucane, in qualità di amministratore della società Cobar S.p.A, nell’inchiesta della Procura di Potenza che portò all’arresto dell’avvocato Cristalli Raffaele Mario De Bonis. Così come è coinvolto dall’inchiesta pure l’ex segretario cittadino del Partito democratico, si è dimesso nel 2020, Cosimo Damiano Muscaridola. Per lui, per esempio, un “affare” con l’Ater di Matera. L’Ente ha condotto gli inquirenti sulla tracce di Francesco Paolo Gravina, del funzionario Vito Lupo e, in qualità delle ricoperte funzioni dirigenziale dell’ufficio tecnico, Pasquale Lionetti.

COLPITO ANCHE L’ATTUALE CONSIGLIO COMUNALE

Tra amministratori passati e attualmente in carica, molti i nomi. Ad oggi tra i banchi dell’Assise comunale di Matera, versante opposi-zioni, compaiono tra gli indagati sia Angelo Lapolla che Mario Morelli di Fratelli d’Italia. Anche l’ex assessore comunale alle opere pubbliche del Movimento 5 stelle, lo è stata fino al novembre dell’anno scorso, Graziella Corti. Così come tra gli indaga-ti anche l’ex assessore alla mobilità e Polizia Lo-cale del Comune di Matera, Angelo Montemurro.

FALCIDIATA LA MACCHINA AMMINISTRATIVA

Sono comprensibili le preoccupazioni del sindaco di Matera Domenico Bennardi per le ripercussioni dell’inchiesta sulla macchina amministrativa. Ai domiciliari sono finiti Francesco Paolo Gravina, ex dirigente dell’Ufficio Opere Pubbliche del Comune di Matera, Domenico Pietrocola, ingegnere dell’Area Tecnica della Provincia, e Tommaso Di Bari, ingegnere libero professionista. Altri 3 tecnici del Comune hanno sono stati destinatari delle misure interdittive della sospensione dell’esercizio di pubblico ufficio per 12 mesi. A vedere la pianta organica del personale amministrativo e tecnico con particolare riferimento ai dipendenti del settore opere pubbliche sino a quando al comando c’era l’architetto Gravina sono numerosi gli indagati. Bruna Di Cecca, Emanuele Lamacchia Acito, Giuseppe Gandi, Biagio Ferrara, Raffaele Stella Brienza.

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