Le Cronache Lucane

PETROLIO, SARÀ BOOM DI ROYALTIES

La Banca d’Italia fa i conti a Regione e Comuni: «Nel 2022, arriveranno anche a 127 milioni di €»


Cala la produzione automotive, non la cassa integrazione. L’export frena, l’edilizia vola solo grazie al bonus


Superato il 2020, l’anno della pandemia da Covid- 19, nel 2021 l’economia lucana è cresciuta «in misura intensa», ma solo a livello relativo, tanto che i livelli di attività pre-pandemici sono stati recuperati «solo in parte».

Gli indicatori disponibili relativi ai primi mesi del 2022, inoltre, segnalano un «indebolimento » della fase ciclica, sul quale incide l’aumento dei prezzi degli input produttivi, acuitosi a seguito del conflitto in Ucraina.

Così inizia, in riferimento al 2021, il rapporto annuale della Banca d’Italia, “L’economia della Basilicata”, presentato ieri a Potenza.

ROYALTIES: SI SFONDERÀ QUOTA 100 MLN

La dinamica del settore industriale ha beneficiato del forte incremento del valore della produzione dell’estrattivo, «sostenuto dai rincari degli idrocarburi».

In Basilicata si concentra oltre un quarto del valore aggiunto dell’industria estrattiva nazionale: in particolare le estrazioni lucane rappresentano rispettivamente circa un terzo e oltre i quattro quinti della produzione nazionale di gas naturale e di petrolio greggio.

La quasi totalità del valore aggiunto settoriale regionale, circa 850 milioni di euro nel 2019, deriva dall’attività di estrazione di petrolio e gas delle concessioni della Val d’Agri e, più di recente, di Gorgoglione (Tempa Rossa), entrambe in provincia di Potenza, che costituiscono il più importante polo estrattivo nazionale.

Nel settore estrattivo il valore della produzione a prezzi correnti «è aumentato marcatamente», beneficiando della crescita dei prezzi di gas e petrolio, in forte espansione dopo la contrazione dovuta alla crisi pandemica. In termini di quantità estratte, «la produzione di petrolio greggio è invece diminuita dell’11 per cento circa rispetto ai valori dell’anno precedente».

La flessione della produzione del 2021 rispetto al 2020 «è attribuibile alla concessione Val d’Agri (-25 per cento), il cui centro oli è rimasto chiuso per l’intero mese di aprile per interventi di manutenzione straordinaria ». Questa temporanea chiusura ha inciso anche sulla produzione di gas naturale, che è risultata in calo rispetto all’anno precedente (-21 per cento).

Le royalties, determinate in base al valore della produzione dell’anno precedente all’erogazione, sono diminuite nel 2021 del 15,3 per cento, portandosi a circa 93 milioni di euro, di questi, l’85 per cento è devoluto alla Regione Basilicata e la quota restante ai Comuni interessati dalle attività estrattive.

La dinamica ha risentito delle quotazioni particolarmente basse del petrolio e del gas nel corso del 2020. Secondo «nostre stime», riporta la Banca d’Italia nel rapporto annuale sull’economia lucana, «per effetto degli andamenti dei prezzi delle materie prime energetiche registrati nel corso del 2021, le royalties erogate nel 2022 dovrebbero registrare un forte aumento, raggiungendo approssimativamente i 127 milioni di euro».

AUTOMOTIVE

L’automotive è il «più rilevante comparto industriale lucano»: nel 2019 costituiva circa la metà del valore aggiunto dell’industria manifatturiera regionale e il 7 % del totale delle attività economiche.

Le esportazioni della regione sono costituite per tre quarti da autoveicoli; circa il 5 per cento degli occupati lucani è impiegato nella fabbricazione di mezzi di trasporto. Nel sistema locale del lavoro (Sll) di Melfi gli addetti dei settori a monte e a valle si sono ridotti tra il 2012 e il 2014 di quasi il 20 per cento; il successivo recupero è stato solo parziale.

Il numero di imprese dell’Sll connesse a Stellantis, anch’esse in diminuzione nel periodo di ristrutturazione, è rimasto invece sostanzialmente stabile in quello successivo, in linea con l’andamento regionale, per effetto anche della strategia di integrazione verticale adottata dall’azienda. Nel corso dell’ultimo biennio la produzione dello stabilimento Stellantis è passata da 248.000 a circa 164.000 vetture.

Le ore di cassa integrazione autorizzate, che nel 2020 avevano raggiunto valori estremamente elevati, nel 2021 sono ulteriormente aumentate. Il gruppo Stellantis prevede di incrementare la produzione di veicoli elettrici.

Secondo il piano industriale del gruppo, gli investimenti nello stabilimento lucano dovrebbero portare, entro il 2024, se realizzati, al lancio di quattro nuove vetture full electric, che andrebbero a sostituire i modelli attuali, con un incremento della produzione a 400.000 vetture l’anno Nell’industria il fatturato delle imprese è aumentato, «risentendo solo in parte del calo della produzione del comparto automobilistico », sul quale continuano a incidere le difficoltà di approvvigionamento di componenti elettronici.


 

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