Delle 7 specie di Cince stanziali, presenti in Italia ed appartenenti alla famiglia dei Paridi, il documentarista lucano Carmine Lisandro è riuscito a monitorarne nel nostro territorio, ben quattro: la Cincia bigia che vive nei querceti e nelle faggete; la Cincia mora il cui habitat preferenziale sono i boschi di conifere; la Cinciallegra che ha un areale variegato fatto di macchieti, alberi da frutto, aree rurali ed urbane e, per ultima la Cinciarella che frequenta diversi habitat che vanno dai boschi di latifoglie a quelli di conifere, dalle aree umide alle zone agricole ricche di alberi, cespugli e frutteti ed anche parchi e giardini dei centri urbani, dove è possibile vederla saltellare sul terreno o mentre compie vere e proprie acrobazie, alla ricerca di prede, tra i rami di alberi, dei cespugli di rosacee e graminacee.

È proprio la Cinciarella, tra le quattro specie, che Lisandro ci descrive per immagini: “un grazioso e paffutello uccellino di pochi grammi, lungo circa 12 cm del quale non è facile riconoscere il maschio dalla femmina in quanto entrambi hanno una mascherina bianca, marcata di nero, che circonda i loro occhi, il piumaggio di capo, nuca e ali è di un blu acceso, il dorso presenta delle striature verdi ed il petto è giallo. Hanno un piccolissimo becco nero e le zampette sono grigio-blu.
I giovani non hanno i colori brillanti degli adulti ma, la maggior parte del piumaggio ha un colore verde-oliva che perderanno nel giro di qualche mese.
Con l’arrivo della Primavera il maschio, dalla cima degli alberi, con un canto non troppo melodioso oltre a segnalare la sua presenza ad eventuali rivali, richiama l’attenzione della femmina per mostrarle il luogo scelto per il nido che può essere una cavità naturale, vecchi nidi di altri uccelli, oppure crepe nei muri di edifici abbandonati nel quale, avvenuto l’accoppiamento, la femmina costruirà un nido fatto con erba, muschio e piume dove, due volte l’anno, è solita deporre dalla 8 alle 14 uova che la coppia cova per due settimane. Alla nascita dei piccoli entrambi i genitori, provvederanno con incessanti viaggi a nutrirli per una ventina di giorni e, non appena lasceranno il nido la coppia ancora per qualche settimana si prenderà cura di loro.
La Cinciarella durante la stagione riproduttiva, cattura compiendo acrobazie molto belle su rami e piante di graminacee prede come afidi, bruchi, insetti adulti e loro larve al punto che da ricerche fatte è risultato che in un giorno la coppia porta ai piccoli oltre 1000 insetti facendo si, che con tale comportamento, venga apprezzato dagli agricoltori quale uccellino utilissimo per limitare l’aumento degli insetti nocivi.
Con l’arrivo della stagione fredda, venendo a mancare gli insetti non è raro che si unisca ad altri gruppi di passeriformi come i codibugnoli, integrando la dieta con semi e bacche oppure beccando frutta ricca di calorie, come kaky e uva rinsecchita ma, non esita a frequentare anche mangiatoie ricche di semi vari e palline di grasso poste nei giardini o nei parchi da cittadini sensibili.
Purtroppo, anche se le Cinciarelle sono molto prolifere, più della metà dei piccoli sono vittime delle intemperie invernali oppure di predatori come la Gazza ladra e lo Sparviere euroasiatico.
La Cinciarella è una specie che non viene considerata in pericolo ma è rigorosamente protetta dalla Convenzione di Berna, allegato II e protetta dalla Legge nazionale 11 febbraio 1992, n. 157″.
