Le Cronache Lucane

BASILICATA, È MORTA LA CULTURA

Tutto fermo al palo, la Film Commission di fatto chiusa con il governo del cambiamento


Quanto di buono fatto dagli ottimi Leporace e Stabile alle ortiche. Quando le nuove nomine?


Carmina non dant panem o, più banalmente, con la cultura non si produce reddito. Deve evidentemente pensarla così la Giunta Regionale di Basilicata e la maggioranza di Governo che sembra non avere nessuna intenzione di investire risorse né di dotarsi delle strutture necessarie per costruire una immagine della Lucania o per provare a realizzare un piano culturale che possa lasciare il segno di sé.Leporace

LUCANIA FILM COMMISSION

«Sono entrato nel vostro territorio in punta di piedi e a testa bassa, me ne vado a testa alta, fiero come un vero lucano, ma con il dolore nel cuore per non poter realizzare quanto avevo promesso in Basilicata, anche io costretto a emigrare», con queste parole si dimise il Direttore-Presidente della Lucana Film Commission in una lettera pubblicata sul suo profilo Facebook nella quale lamentava tutto il suo dolore per non aver potuto realizzare quanto voluto con un j’accuse rivolto alla classe politica lucana per l’immobilismo cui era costretto.

Da allora niente, la carica di Presidente e di Direttore sono ancora scoperte, senza nessun incarico a nessuno (se non ovviamente per un facente funzioni) e senza nessun movimento che lasci immaginare una qualsivoglia attività in tal senso.

L’EREDITÀ DEL PASSATO

Eppure, almeno in questo campo, l’eredità del passato non dovrebbe essere un problema, anzi potrebbe essere un pungolo e un termine di paragone. The Passion di Mel Gibson e 007 sono solo le punte di diamante delle attività cinematografiche che hanno scelto la Basilicata come set cinematografico, addirittura di valore mondiale. Un’attività che, almeno nel mondo del cinema, aveva dato una visibilità mondiale ed internazionale alla Basilicata.

Il grande lavoro svolto dall’ottimo Leporace, troppo frettolosamente liquidato e dimenticato dal centrodestra di Governo, era riuscito nell’intento di far conoscere attraverso il grande schermo, la Basilicata a tutto il mondo. Un modello che oggi dovrebbe essere ripreso dal Governo Regionale e dai soci della fondazione, un lavoro assolutamente necessario che, a causa della sua brusca interruzione, rischia di veder disperso tutto l’immaginario costruito in passato.

LA CULTURA CHE MANCA

Non è soltanto una questione limitata alla Lucania Film Commissione ma che riguarda tutto il progetto culturale del centrodestra di Governo che sul tema sembra assolutamente insensibile. Nessuna idea e nessuna visione traspare quasi che si abbia paura di costruire un immaginifico diverso da quello che il centro-sinistra ha lasciato.

Eppure gli uomini di valore anche a destra non mancano né difettano le idee, forse è assolutamente assente la sensibilità e, soprattutto, la volontà egemonica o quanto meno il desiderio di lasciare un segno nella cultura della nostra Regione.

Carmina non dant panem, dicevamo all’inizio ma certamente senza una visione culturale e senza gli strumenti adatti si rischia di rimanere al palo, immobili e senza nessun segnale di cambiamento perché sarà pur vero che i fatti interessano più delle idee ma sono le idee che muovono la storia.


 

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