Le Cronache Lucane

“PACE, LAVORO, GIUSTIZIA SOCIALE E DEMOCRAZIA” AL PARK HOTEL ARRIVA L’ASSEMBLEA DELLA CGIL

Questa mattina l’incontro delle delegate, dei delegati e delle Leghe Sp: presente anche il segretario nazionale Ferrari


POTENZA. Si terrà questa mattina alle 9.30, al Park Hotel di Potenza, l’assemblea delle delegate, dei delegati e delle Leghe Spi Cgil di Potenza in vista della manifestazione nazionale promossa dalla Cgil il 18 giugno a Roma, dal titolo “Pace, lavoro, giustizia sociale e democrazia”.

Oltre al segretario generale della Cgil Basilicata Angelo Summa, interverrà il segretario nazionale Cgil Cristian Ferrari.

«Con la manifestazione del 18 giugno la Cgil non solo ribadisce la propria ferma condanna all’invasione russa nei confronti dell’Ucraina, chiedendo il cessate il fuoco e l’apertura di un negoziato di pace, ma reclama, a gran voce, interventi urgenti per il contrasto alla precarietà e ad ogni forma di sfruttamento in ambito lavorativo.

Una mobilitazione, in questa fase di forte crisi economica e sociale, non ulteriormente rinviabile, per pretendere dal governo nazionale una riforma del mercato del lavoro che ponga fine, una volta per tutte, alla precarietà dei posti di lavoro, al finto lavoro autonomo, al lavoro povero e sommerso che penalizzano, in particolare, giovani e donne».

A renderlo noto è la Cgil stessa con una nota diffusa alla stampa. «Una riforma – continua la note – che preveda, prima di tutto, la riduzione delle tipologie contrattuali e la limitazione dell’utilizzo dei contratti a termine e delle forme precarie, con percorsi di stabilizzazione per le lavoratrici e i lavoratori che hanno rapporti di lavoro precari.

Una riforma che affronti anche la questione dei salari minimi e il tema della riduzione e della redistribuzione dei tempi di lavoro a parità di salari, per una nuova occupazione stabile, per il diritto alla formazione permanente, sostenendo così con l’azione legislativa quella contrattuale.

Superare il precariato significa ridurre le forbici delle disuguaglianze sociali, della povertà e della denatalità ma anche garantire maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro».

«La crisi in atto – si legge ancora – sta mettendo sempre più a rischio la tenuta sociale del Paese. Ecco perché la Cgil chiede sostegni strutturali per i redditi più bassi (200 euro di bonus non bastano); l’aumento del ”netto” in busta paga, la tassazione delle rendite finanziarie per diminuire il carico fiscale per lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati; l’aumento del valore e della platea della quattordicesima.

Sono necessari strumenti adeguati per il rafforzamento degli investimenti pubblici e la spesa ordinaria e per l’attuazione di misure specifiche per la piena e buona occupazione attraverso un programma straordinario di vincoli occupazionali e condizionalità per i settori privati a salvaguardia dei diritti, delle tutele e della stabilità del lavoro e per favorire la riqualificazione delle conoscenze e delle competenze.

Altro elemento essenziale a tutela dei lavoratori è il rinnovo dei contratti collettivi nazionali e la legge per la rappresentanza e la validità dei contratti nazionali per tutte e tutti, oltre che un piano straordinario di assunzioni per donne, giovani e nella pubblica amministrazione, insieme a investimenti per la salute e la sicurezza e al diritto alla formazione permanente».

«Per quanto riguarda la Basilicata, – conclude la nota – il governo regionale dovrebbe fare la sua parte, finalizzando le risorse del Piano Gol per l’occupazione, le royalties provenienti dal petrolio e le risorse comunitarie 21-27 per creare occupazione stabile e favorire la trasformazione di tutti i contratti precari in contratti a tempo indeterminato.

La piena e buona occupazione e l’abolizione della precarietà sono obiettivi concreti e raggiungibili, doverosi e necessari complementi di una trasformazione del modello di sviluppo economico, soprattutto in questa ultimo periodo di forte accelerazione all’accompagnamento alla transizione ecologica e digitale di tutti i processi produttivi e occupazionali».


 

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