Le Cronache Lucane

PIRO VS CICALA, FINISCE A CARTE BOLLATE

Il presidente minaccia di denunciare il suo vice che replica: «Altra carta per pulire il c… del mio cane»


Si acuisce lo scontro nel cdx regionale e il Forzista ora vuole scrivere al Prefetto sull’Udp


POTENZA. La politica lucana negli anni ci ha abituato a scontri di ogni natura. Questa legislatura regionale non è certamente da meno a quello a cui abbiamo assistito negli anni addietro. Anzi, probabilmente sono volate parole grosse più in questi tre anni di governo di centrodestra che in quelli governati dal centrosinistra.

L’ultimo epocale scontro che stiamo riportando in questi ultimi giorni, ma ultimo solo in ordine di tempo, e che si “arricchisce” di un nuovo capitolo è quello tra Francesco Piro (FI), vice presidente del Consiglio regionale, e Carmine Cicala (Lega), presidente del Consiglio regionale lucano.

Tra i due sin dall’inizio della legislatura non è mai corso bon sangue, il livello dello scontro però questa volta pare addirittura essere finito delle mani dei legali dei due esponenti politici.

UN ATTRITO “STORICO” TRA PIRO E CICALA

Il capogruppo di Forza Italia Piro anche prima di essere eletto vice presidente del Consiglio regionale non ha mai risparmiato critiche sull’atteggiamento del presidente Cicala. Anzi, a differenza di molti suoi colleghi il forzista ha pubblicamente ammesso, in più di una occasione, che il leghista non fosse adatto a ricoprire quel ruolo di garanzia e terzietà che spetterebbe ad ogni presidente del parlamentino lucano e non si è mai nascosto nel confermare che per lui Cicala non meritava un secondo mandato.

Le vicende sulle trattative della rielezione di Cicala a presidente del Consiglio sono note a tutti. La sua rielezione è stata rimandata più volte proprio per la mancanza di unità nel centrodestra a fare sintesi sul suo nome.

E non è un segreto che proprio Piro non si sia dichiarato a sostegno del collega leghista. I loro dissapori però sono aumentati con la rielezione di Cicala a capo dell’UdP e dell’elezione di Piro a vice presidente. Volendo o dolendo i due si sono ritrovati a dover collaborare gomito a gomito.

Lo si potrebbe definire un avvicinamento forzato, anche se è appena passato un solo mese dalle loro elezioni. Ma se Piro non ha mai nascosto la sua contrarietà verso gli atteggiamenti di Cicala, quest’ultimo almeno all’apparenza ha sempre fatto buon viso a cattivo gioco per poi però intervenire con note ufficiali.

Anche se a detta dei ben informati anche Cicala non avrebbe poi così tanta simpatia per il forzista e riterrebbe troppo crudi e duri i suoi modi di fare. A questo punto potremmo dire che tra Piro e Cicala non ci sarà mai un rapporto idilliaco.

LEVATA DI SCUDI DELLA LEGA

Piro già 5 minuti dopo la sua elezione a vice presidente del Consiglio regionale ha dichiarato di voler essere quella parte critica nell’UdP che fino ad oggi era mancata e di voler “sistemare” in questa seconda parte di mandato una gestione poco soddisfacente dell’Ufficio di Presidenza.

In un solo mese Piro si è dissociato dalle scelte di Cicala sul caso Leone-Merra, denunciato l’immobilismo dell’Udp con le conseguenti ricadute negative sui dipendenti dei gruppi e ribellatosi alle “imposizioni” di Cicala su consegna targhe e utilizzo del logo della Regione.

Le uscite pubbliche di Piro, e soprattutto l’ultima riportata ieri dalle nostre colonne, a quanto pare hanno colpito nel segno. Il silenzio di Cicala, smosso solo dalla sua scelta di inviare una nota ufficiale a tutti i consiglieri per mettere nero su banco le regole istituzionali, è stato interrotto dal commissario regionale della Lega, Roberto Marti, che ha preso le sue difese.

«Per l’ennesima volta nel giro di pochi giorni, sulla stampa locale leggiamo di attacchi volgari, sconsiderati e privi di motivazione alcuna, tutt’altro che consoni ai ruoli istituzionali coinvolti, da parte del Vicepresidente del Consiglio della Regione Basilicata Francesco Piro contro il Presidente Carmine Cicala.

Questo modo di fare, che mina gravemente l’unità della maggioranza di centrodestra, denota la totale inadeguatezza di Francesco Piro al ruolo che gli è stato affidato».

«Non si tratta soltanto di difendere la Presidenza del Consiglio regionale e chi oggi la rappresenta – Carmine Cicala – a cui va tutta la nostra solidarietà e stima -aggiunge il commissario della Lega lucana-, ma si tratta di tutelare la credibilità delle istituzioni tutte e la solidità di una coalizione, per rispetto verso i cittadini, ancor più dopo le fibrillazioni degli ultimi mesi: i lucani meritano serenità e stabilità, e non ci pare che il comportamento di Piro vada verso questa direzione».

Non solo. Marti chiede «viste la sua inadeguatezza e la sua insofferenza, da addebitare unicamente a se stesso evidentemente, non può fare altro che dimettersi, così da permettere agli uffici interessati di poter lavorare nel giusto clima».

PIRO DRITTO COME UN TRENO

«Chi si deve fare da parte è sicuramente Cicala, inadeguato e privo di dignità. Per colpa sua non si pagano gli stipendi ai collaboratori dei gruppi consiliari da mesi. Da oltre un mese è stato rinnovato l’ufficio di Presidenza, che non ha mai convocato. Con lui, non vogliono avere a che fare dirigenti e funzionari».

Così il Vice presidente del Consiglio, Francesco Piro replica alle dure parole di Marti. Per Piro «Chi lede l’immagine delle Istituzioni è sicuramente Cicala – dice – e chi per partito preso, tipo il Senatore Marti, venuto da chissà dove, incapace di tenere il gruppo della Lega compatto, tenta inutilmente di difenderlo. Inoltre secondo Cicala, i componenti dell’Ufficio di Presidenza non potrebbero usare loghi e carta intestata della Presidenza del Consiglio regionale. Può farlo solo lui ed invia, come se fosse il Presidente del Consiglio dei Ministri, note; note e carta straccia che personalmente ho utilizzato per altro».

«Rammento al Senatore Marti e al caro Cicala – conclude – che le pergamene sono state pagate con fondi propri. Il capogruppo e Vice Presidente Piro, non ha utilizzato risorse regionali e tanto mai ha usufruito o richiesto rimborsi al contrario di qualcun altro. Per queste ragioni e per altre che presto renderò pubbliche invito Cicala a dimettersi e a ridare dignità alla Presidenza del Consiglio regionale».

L’AVANZATA DEGLI AVVOCATI

La querelle tra Piro e Cicala non sembra però avere la parola fine a breve. Anzi, dai comunicati stampa potrebbe presto trasferirsi alle carte bollate. I ben informati ritengono che il leghista Cicala stanco delle frecciatine di Piro, dopo l’ultimo attacco frontale, avrebbe dato mandato al suo legale di denunciarlo.

Il rumors, però, sarebbe giunto anche allo stesso forzista che non si sarebbe fatto cogliere impreparato e avrebbe fatto sapere di voler rispondere alla sua denuncia con un altrettanto denuncia verso Cicala. La questione potrebbe quindi presto trasferirsi dal Consiglio regionale al Tribunale. M


 

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