Le Cronache Lucane

«POLITICA REGIONALE: CUORE AFFATICATO»

Negli studi di Policoro di Cronache Tv Leone racconta la Sanità che avrebbe voluto


Rocco Leone, consigliere regionale in carica per Fratelli d’Italia, ex Assessore alla Sanità della Regione Basilicata, ieri ha parlato per circa un’ora ad Acropolis (la trasmissione in onda su Cronache Tv al canale 76), ospite di Antonio Orlando, andando a braccio sulle dinamiche che stanno portando alla crisi dell’ospedale di Policoro.

Ma non solo: anche la vicenda del nosocomio di Tinchi e i due anni di pandemia, vissuti fra angoscia e dolore. Leone ha lodato l’apertura della sede di CronacheTv a Policoro con la speranza che possa diventare il faro televisivo per illuminare l’intera costa jonica. Da consigliere regionale ha promesso di mantenere viva l’attenzione sugli accadimenti riguardanti la costa, perché la sua città ideale è “il metapontino” tutto, perché soltanto unendo i comuni che vanno da Bernalda fino Nova Siri si potrà giocare un ruolo da protagonisti.

Per tornare all’argomento “Sanità”, la decadenza di alcune unità dell’ospedale di Policoro partono dal 2015 quando furono tagliati i primari, ed è logico afferma Leone che «Senza un primario nessun giovane medico chiederà mai di trasferirsi a Policoro per lavorarci. Un primario è un maestro, e il giovane ha bisogno di crescere professionalmente.

Con il taglio del 2015 è stato impossibile “attrezzare” l’ospedale di Policoro ». Addirittura ha usato un termine forte «mascalzone» indirizzato all’uomo artefice di questo taglio, anche perché vivendo nella stessa cittadina, avrebbe dovuto proteggerla.

Con la sua riforma ha tentato di creare un’unica azienda sanitaria, perché questo avrebbe potuto facilitare il turnover fra i medici e senza elemosinare la presenza degli stessi agli ospedali di Matera e Potenza. Anche il nuovo Pnrr ha chiarito: «Bene potenziare la medicina generale e/o acquistare attrezzature mediche di ultima generazione, ma se non ci saranno medici in servizio per utilizzarle, sarà tutto inutile».

E da lì la stoccata al numero chiuso delle università di medicina: «Io sono sempre stato contrario al numero chiuso alla Facoltà di Medicina perché così facendo si inibiscono tanti bravissimi ragazzi che avrebbero fatto i medici, però oggi mancano all’appello 44.000 medici in tutta Italia».

La vicenda “Pandemia” ha scosso anche l’assessore Leone anche perché come lo stesso ha dichiarato «Tutti all’inizio l’hanno sottovalutata, persino l’Organizzazione Mondiale della Sanità: soltanto dopo svariati mesi l’hanno definita pandemia. Io porto anche il dolore dei morti che abbiamo avuto in regione, soprattutto dei più giovani.

E voglio ringraziare il personale medico che ha lottato contro un nemico invisibile, notte e giorno, senza tregua». E qui Leone sferra un duro attacco ai sindacati: «Io volevo premiare il personale sanitario che aveva combattuto, in prima linea, contro il Covid-19, ma i sindacati mi hanno linciato. I premi vanno distribuiti a tutti, anche agli amministrativi ».

Un ulteriore rammarico è derivato dal fatto di essere stato lasciato solo dall’apparato regionale tutto, anche da quello politico, tranne qualche eccezione. Difatti ha definito un «cuore affaticato » l’attuale situazione politica in Basilicata, anche se con l’approvazione del bilancio regionale si potrà dare corso a innumerevoli progetti.

E alla domanda “Cosa farai da grande” posta da Antonio Orlando che ha condotto e trattato l’ospite con tatto e gentilezza (senza cadere nel retorico), Rocco Leone ha risposto: «Io guardo alla future generazioni, il mio percorso, sia di medico che di politico l’ho percorso, fra alti e bassi, ma con orgoglio e dignità, senza mai piegare la testa. Io dico ai giovani “Proponete, proponetevi in prima persona, io vi ascolterò come sempre ho fatto”».


 

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