CRIMINI DI GUERRA

È SEMPRE NECESSARIO DICHIARARE CHE TRATTASI DI GUERRA ASSURDA DI PUTIN CON INVASIONE DELLA UCRAINA

Cadaveri ammassati in un supermercato a Mariupol: nuove testimonianze delle atrocità dei soldati russi

Il consigliere del sindaco della città, Petro Andriushenko, lancia una nuova agghiacciante accusa contro le truppe del Cremlino.
(Attenzione: Immagine forte. La foto che segue potrebbe urtare la sensibilità dei lettori)

Secondo quanto citato da Ukrinform “nei locali del Schyryi Kum supermarket sul viale Svobody, i russi hanno creato una discarica di corpi dei caduti ucraini riemersi dalle tombe quando hanno cercato di aggiustare le condotte d’acqua e anche cadaveri riesumati.
Mariupol, la denuncia del consigliere del sindaco:
“I russi ammassano cadaveri in un supermercato”
“Hanno creato una discarica di corpi”
Il consigliere ha denunciato inoltre
“il saccheggio del metallo dai territori ucraini”
La denuncia viaggia su Telegram e a farla è il consigliere del sindaco di Mariupol, Petro Andriushenko:
“I russi stanno accumulando cadaveri di ucraini uccisi in un supermercato”
Secondo quanto citato da Ukrinform
“nei locali del Schyryi Kum supermarket sul viale Svobody, i russi hanno creato una discarica di corpi dei caduti ucraini riemersi dalle tombe quando hanno cercato di aggiustare le condotte d’acqua e anche cadaveri riesumati. Li stanno accumulando come se fossero immondizia”, scrive Andriushenko, postando anche una foto diffusa dal canale Telegram ‘Mariupol Now’, a testimonianza di quanto descrive.
Il consigliere ha denunciato poi “il saccheggio del metallo operato dai russi”
Ieri al porto, rende noto, con la scorta dei militari russi, ha attraccato la nave “Slavutych” registrata a Rostov sul Don. È il secondo giorno che continua il carico, ha aggiunto, precisando che “il porto di consegna dovrebbe essere quello di Rostov”.
La denuncia era partita ieri da Lyudmilla Denisova, commissaria parlamentare ucraina per i diritti umani, attraverso la sua pagina Telegram: “Dopo il grano, ora i russi portano via il metallo dai territori ucraini”, aveva affermato attribuendo a questo fatto la scelta di sminare una parte del porto della città.
Corpi gettati in un sacco nero o accatastati l’uno sull’altro come se fossero immondizia. Continuano a emergere nuove atrocità commesse dalle truppe del Cremlino a Mariupol, la città ormai sotto il controllo dei russi. Il consigliere del sindaco della città, Petro Andriushenko, lancia una nuova agghiacciante accusa:
“Nei locali del Schyryi Kum, supermarket sul viale Svobody, i russi hanno creato una discarica di corpi dei caduti ucraini riemersi dalle tombe quando hanno cercato di aggiustare le condotte d’acqua e anche cadaveri esumati. Li stanno accumulando come se fossero immondizia”, scrive Andriushenko, postando anche una foto diffusa dal canale Telegram Mariupol Now, a testimonianza di quanto descrive.
(Attenzione: Immagine forte. La foto che segue potrebbe urtare la sensibilità dei lettori)

La nuova immagine racconta, ancora una volta, come in questa guerra non vengano osservate quelle “regole” che impongono il rispetto per la vita e dignità umana.
I soldati russi, stando a quanto denunciato da Andriushenko, sono impegnati anche nella razzia e nel saccheggio di metalli a Mariupol.
Ieri al porto, rende noto il consigliere, la nave “Slavutych” registrata a Rostov sul Don ha attraccato al porto di Mariupol con la scorta dei militari russi. È il secondo giorno che continua il carico, ha aggiunto Andriushenko, precisando che il porto di consegna dei metalli dovrebbe essere quello di Rostov.
Il primo episodio di questa razzia si è registrato già ieri 29 maggio, quando Lyudmilla Denisova, la commissaria parlamentare ucraina per i diritti umani, ha denunciato attraverso la sua pagina Telegram che i russi “dopo il grano, portano via il metallo dai territori ucraini”
L’azione di depredazione delle truppe del Cremlino, spiega Denisova, viene giustificata con l’esigenza di sminare una parte del porto della città per consentire l’apertura di un “corridoio” per l’esportazione del grano accumulato nei silos dell’Ucraina.

Ucraina, a Mariupol corpi di civili ammassati in un supermercato: la foto choc

La denuncia del consigliere del sindaco:
“Per i russi sono spazzatura, hanno creato una discarica con i cadaveri”

Syobody Avenue è un bel viale alberato nella zona Est di Mariupol, non lontano dalla costa sul Mar d’Azov. Qui c’è un supermercato che si chiama Schyryi Kum, con una insegna sgargiante bianco e rossa e la riproduzione di un gigantesco carrello.
Quando a Mariupol la furia distruttrice dei russi non era ancora arrivata, prometteva prezzi bassi e merce di ogni tipo, dagli smartphone alla carne. Oggi l’enorme stabile, dove la gente di Mariupol andava a fare shopping, è stato trasformato dall’esercito di Putin in un deposito di cadaveri. Vengono ammassate, senza rispetto, decine di corpi di ucraini uccisi durante l’assedio.

A febbraio a Mariupol scorreva la vita normale di chi andava a fare la spesa o a comprarsi un tablet, oggi c’è l’odore dei cadaveri, c’è il monito che tutto può cambiare in poco tempo, passando dalla normalità all’incubo. Racconta sul canale Telegram Mariupol Now, Petro Andriushenko, consigliere del sindaco deposto della città:
«I russi stanno accumulando in un supermercato i cadaveri di ucraini uccisi. Per la precisione succede nei locali del supermercato Schyryi Kum. All’interno hanno creato una discarica di corpi dei caduti ucraini. Li stanno accumulando come fossero immondizia»
ASSEDIO
Secondo Andriushenko «i russi stanno portando qui le salme, che sono stati portate via dai cimiteri, quando hanno tentato di ripristinare l’approvvigionamento idrico e in parte quelle che sono state riesumate. Li stanno semplicemente ammassando come rifiuti»

Prima della guerra Mariupol era una vivace e graziosa città affacciata sul Mar d’Azov di 430 mila abitanti.

Oggi è un cumulo di rovine: il 90 per cento degli edifici è stato distrutto o danneggiato, una parte della popolazione è fuggita prima dell’assedio, l’altra ha dovuto sopportare sofferenze, tra carenza d’acqua e cibo.

Qui fu bombardato l’ospedale dove c’erano donne in stato interessante, qui i missili hanno abbattuto il Teatro che veniva utilizzato come rifugio (indagini indipendenti parlano di almeno 600 vittime).

Si stima che a Mariupol siano morti almeno 22mila civili. Ad oggi, nonostante i russi abbiano il pieno controllo della città, mancano ancora corrente elettrica, acqua e gas.

A Mariupol per 86 giorni c’è stato l’assedio dei 2.500 soldati ucraini asserragliati, insieme a molti civili, nei sotterranei dell’acciaieria Azovstal.

Si tratta di un porto molto importante, che oggi i militari di Putin stanno usando per sottrarre risorse all’Ucraina.
Secondo Andriushenko «continua il saccheggio del metallo operato dai russi: arrivano delle navi che poi portano il materiale a Rostov sul Don»
Spiega Lyudmilla Denisova, commissaria parlamentare ucraina per i diritti umani: «Dopo il grano, ora i russi portano via il metallo dai territori ucraini»
Mariupol, cadaveri ammassati al supermarket.
E i russi rubano 3mila tonnellate di metallo
La denuncia del consigliere del sindaco: “Corpi come fossero immondizia” Una nave ormeggiata al porto riempita di materiale prelevato in Ucraina
Mariupol capitale dell’inferno
La città sulle rive del Mar d’Azov, da qualche settimana nelle mani dei russi, continua a non trovare pace. È di ieri la notizia che i russi starebbe ammonticchiando i cadaveri degli ucraini da loro stessi uccisi in un supermercato: ad affermarlo è Petro Andriushenko, consigliere del sindaco, su Telegram: «Nei locali del Schyryi Kum supermarket sul viale Svobody, i russi hanno creato una discarica di corpi dei caduti ucraini riemersi dalle tombe quando hanno cercato di aggiustare le condotte d’acqua e anche cadaveri esumati. Li stanno accumulando come se fossero immondizia». Andriushenko posta anche una foto diffusa dal canale Telegram «Mariupol Now»
Lo stesso Andriushenko racconta anche dei continui saccheggi di metallo da parte dei russi.
Una nave, la «Slavutych», registrata a Rostov sul Don, in Russia, avrebbe gettato l’ancora nel porto di Mariupol scortata dai militari russi, e da due giorni starebbe caricando il metallo rubato nelle varie località ucraine e destinato probabilmente a essere portato proprio a Rostov.

Il «bottino» ammonterebbe a 2.700 tonnellate di metallo
La denuncia era partita sabato da Lyudmilla Denisova, commissaria parlamentare ucraina per i diritti umani, attraverso la sua pagina Telegram:
«Dopo il grano, ora i russi portano via il metallo dai territori ucraini», aveva scritto, spiegando in tal modo il fatto che i russi si fossero dati da fare per sminare una parte del porto della città.

«Inoltre, per una più conveniente rimozione del bottino, gli occupanti hanno iniziato a ripristinare i collegamenti ferroviari a Mariupol e Volnovakha», ha aggiunto la commissaria, secondo cui prima dell’invasione Mariupol ospitava circa 200mila tonnellate di metallo per un valore di 170 milioni di dollari.

Mariupol ospita alla sua periferia meridionale una delle più grandi acciaierie d’Europa, Azovstal, che per settimane e fino alla resa è stata il cuore della resistenza delle milizie ucraine nell’assedio della città.

Mariupol è certamente uno dei luoghi in cui è avvenuto il maggior numero di crimini di guerra
Dei quali parla diffusamente, in un’intervista all’Adnkronos, Arsen Avakov, ex ministro dell’Interno ucraino dimessosi dopo oltre sette anni di governo meno di un anno prima dell’inizio dell’invasione russa.

«La Russia – assicura Avakov – sta effettuando un’invasione militare dell’Ucraina sovrana. Il regime di Putin sta conducendo il genocidio del popolo ucraino, bombardando le nostre città e villaggi, uccidendo, stuprando e rapinando la popolazione civile, mandando le persone nei campi di concentramento. Ma perderà, senza dubbio, e subirà le meritate conseguenze della guerra di aggressione, il collasso dell’economia, il pagamento di enormi riparazioni»

Secondo l’ex ministro «i criminali di guerra, il governo, i militari che stanno commettendo crimini efferati nelle città occupate, i propagandisti dovranno affrontare un Tribunale internazionale, un nuovo grande processo di Norimberga le cui udienze, a mio avviso, dovrebbero tenersi a Kharkiv e a Mariupol vittime di violenti bombardamenti. Se qualcuno riuscisse a sfuggire al banco degli imputati, sono sicuro che lo troveremo: puniremo chiunque abbia le mani sporche del sangue ucraino, chiunque abbia impartito ordini criminali, chiunque li abbia eseguiti, chiunque si sia occupato della propaganda del nuovo fascismo russo e della guerra contro l’Ucraina»

Ucraina, a Mariupol decine di cadaveri di civili ammassati in un supermercato
«Le condizioni nel Donbass sono indescrivibilmente difficili»
Ad ammetterlo è Volodymyr Zelensky in persona, incontrando le truppe ucraine a Kharkiv, nella sua prima visita fuori dalla regione di Kiev dall’inizio della guerra.

I russi infatti avanzano nell’est del Paese, mentre a sud consolidano l’occupazione nelle città già conquistate. Dove emergono sempre più agghiaccianti atrocità.
A Mariupol i russi hanno ammassato decine di cadaveri di civili in un supermercato.
Secondo Petro Andryushenko, consigliere del sindaco, molto attivo sui social e molto presente sui media locali, durante i lavori per il ripristino della rete idrica gli occupanti hanno trovato dei resti umani sepolti alla bene e meglio.
Una volta riesumati, «hanno creato una discarica di corpi» trattandoli «come fossero rifiuti», ha detto il consigliere, citato da Ukrinform che pubblica anche una foto: lungo la fila di casse del Schyryi Kum supermarket, sul viale Svobody, tra arredi distrutti e su un pavimento sporco, si vedono cadaveri in avanzato stato di decomposizione, più o meno avvolti in coperte, stracci e buste nere dell’immondizia, un paio in divisa militare, gli altri in abiti civili. Una foto raccapricciante che, sottolinea il sito di informazione ucraino, denuncia la mancanza di sepolture dignitose, di personale per la traslazione dei cadaveri e «persino di obitori improvvisati» nella città che, rasa al suolo e strozzata da 3 mesi di guerra, da sola secondo le autorità ucraine conta almeno 20.000 morti. La regione di Kharkiv, per lo più liberata dalla presenza russa, continua a essere presa di mira dai missili di Mosca. Bombe sono state lanciate anche oggi sulla seconda città dell’Ucraina, a soli 40 km dal confine con la Russia, dove Zelensky ha deciso di dedicare la sua prima trasferta nell’est e incontrare le truppe. «Provo un orgoglio sconfinato per i nostri difensori. Ogni giorno, rischiando la vita, combattono per la libertà dell’Ucraina. Grazie a ciascuno di voi per il vostro servizio!», ha scritto il presidente sui social dopo aver premiato i suoi militari.

Consueta tenuta verde militare e giubbotto antiproiettile, Zelensky ha poi visitato le zone che fino a due settimane erano state occupate dal nemico, per constatare di persona i danni subiti, in particolare dai civili, e ha licenziato il capo della sicurezza locale per «non aver fatto il suo lavoro nel difendere la città»

Secondo le autorità locali, infatti, 2.229 abitazioni sono state distrutte: «Ripristineremo tutto, le ricostruiremo, le riempiremo di vita. A Kharkiv e in tutte le altre città e i villaggi dove è arrivato il male», ha promesso il leader ucraino in un video della visita su Telegram. I russi, ha insistito, «non hanno alcuna chance. Ci batteremo e vinceremo»

Nel Donbass, ora è Severodonetsk a temere la stessa sorte di Mariupol.
Assediata da giorni, continua a essere bombardata e teatro di aspri combattimenti.

Siamo «in una posizione difensiva difficile», ammettono le forze ucraine che però smentiscono che le forze russe ne abbiano preso il controllo come invece ha rivendicato il leader ceceno, Ramzan Kadyrov.

«La settimana prossima sarà molto dura», ha detto il capo dell’amministrazione militare dell’oblast di Lugansk, Serghei Gaidai. Il sindaco, Oleksander Stryuk, ritiene che Severodonetsk «resisterà», ma ha lanciato l’allarme sulle condizioni umanitarie e sanitarie che si stanno deteriorando per l’impossibilità di far arrivare i rifornimenti, in particolare l’acqua potabile, in una città già priva di elettricità da due settimane.

La situazione si è «molto aggravata» anche a Lysychansk, dove un mortaio ha ucciso una ragazza e ferito altre quattro persone, ha aggiunto Gaidai. Un morto e due feriti si contano anche Mykolaiv, la città del sud ultimo bastione difensivo prima di Odessa, ancora pesantemente bombardata dai russi.

Anche il nord dell’Ucraina ha subito attacchi russi: almeno dieci solo oggi, denuncia il servizio di guardia frontiera, negli oblast di Sumy e Chernihiv abbandonati dai russi ad aprile per rafforzare l’offensiva nell’est.
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