Le Cronache Lucane

NUOVO INCENDIO A SCANZANO JONICO VITTIMA L’AZIENDA SURIANO FRUTTA

Quarto episodio incendiario in pochi giorni , si intensificano le indagini della magistratura


Ancora un dramma nella bella terra della Basilicata con l’ennesimo rogo che ha coinvolto ancora una volta Scanzano Jonico.

Stavolta, però, a farne le spese è stata l’azienda ortofrutticola Suriano, sita un via Parisi. Nella notte il magazzino è andato in fiamme. Secondo le prime indiscrezioni il rogo sarebbe partito dall’esterno, dove si trovavano impilate diverse casse della frutte e avrebbe, in seguito, coinvolto l’intera struttura distruggendo completamente il capannone.

Sul posto sono giunti i Carabinieri, gli uomini della Polizia di Stano con la squadra della scientifica e anche i Vigili del Fuoco. Si tratta, tra l’altro, del quarto episodio incendiario nel giro di pochissimi giorni tutti successi nel comune di Scanzano Jonico.

Adesso i fari puntati della magistratura si intensificano così come quelli delle forze dell’ordine per la presenza di radicati e pericolosi gruppi criminali. Nei giorni scorsi gli episodi incendiari avevano interessato due stabilimenti balneari: uno in località Bufaloria e l’altro a Terzo Cavone. In uno di questi casi le fiamme sono tate appiccate due volte consecutive. Anche su questi casi sono in corso delle indagini, così come annuncitao dal procuratore Capo Curcio.

Nei giorni scorsi sono state diverse le manifestazioni di solidarietà ai titolari dei lidi coinvolti, i quali, tra l’altro, si apprestavano a concludere i lavori per l’apertura di stagione che, purtroppo, hanno visto andare in “fumo” il proprio lavoro e i propri sacrifici.

Quello che ha coinvolto l’azienda Suriano Frutta risulta essere un ulteriore motivo di allerme sul fatto che la criminalità del territori abbia alzato il tiro ancora una volta. Già nei giorni scorsi erano evidenti i timori di chi lavora nel settore ortofrutticolo poiché non hanno dimenticato quanto accaduto negli scorsi anni. Resta una situazione che preoccupa sempre di più, adesso si spera nell’esito delle indagini volute dalla magistratura e dalla Dia.


 

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