Niente di nuovo sotto il sole caldo di Potenza, quello che ci si attendeva è arrivato. Il Prefetto di Potenza, Campanaro, infatti, ha diffidato il Comune del capoluogo lucano ad approvare il bilancio del 2021 pena lo scioglimento anticipato del Consiglio Comunale.

IL PASTICCIO

L’atto si è reso necessario dopo che l’Amministrazione guidata dal leghista Mario Guarente non ha rispettato il termine del 30 aprile scorso per approvare il Bilancio.

Entro il 30 aprile, infatti, il Comune di Potenza doveva avere rassicurazioni sui fondi assegnati e procedere, in questo modo, all’approvazione del bilancio in Giunta, alla discussione in Commissioni ed al via libera in Consiglio comunale. Solo consumati questi passaggi si poteva evitare che il Prefetto Campanaro richiamasse all’ordine i componenti di via Nazario Sauro.

Ma tra crisi politiche in Comune e questioni regionali in bilico Guarente ha pensato bene di prendere tempo. L’ultima seduta del Consiglio comunale è stata, infatti, una seduta tutt’altro che tranquilla dal momento che molti esponenti della maggioranza erano assenti. I dissapori interni al centrodestra sembrano tutt’altro che conclusi. A dimostrarlo la mancata elezione del presidente del Consiglio comunale che pur avendo un accordo tra i partiti ha evitato che nella scorsa seduta venisse rispettato.

E così anche questo fattore, non di poco conto, ha fatto sì che si sconfinasse il limite imposto dalla legge per l’approvazione del Bilancio.

I CONTI

Sette anni dopo il contributo straordinario stanziato dal Consiglio regionale la città capoluogo batte, nuovamente, cassa con la Regione. Chiedendo 40 milioni di euro per evitare un nuovo dissesto per la città, il terzo in pochi anni. Il “Salva Potenza” viene così nuovamente ritirato in ballo considerato che i conti sono di nuovo in rosso: al 31 dicembre 2021 il disavanzo ha raggiunto quota 86 milioni di euro. Deficit che non è stato definito contabilmente rilevante dall’Organo straordinario di liquidazione, nominato dal Ministero, a seguito alla dichiarazione di dissesto del 2014.

Insomma, come annunciato dal sindaco Guarente: «Potenza è un caso unico in Italia perchè dopo aver dichiarato un dissesto sarebbe obbligata a dichiararne un altro pur in presenza di un bilancio sano ma con massa debitoria a 40 anni fa». Ma in soccorso di Guarente, probabilmente ben agevolato anche per una presenza del governo di centrodestra a capo di via Verrastro, è subito accorsa la Regione Basilicata.

Nel bilancio della Regione spunta infatti il maxi emendamento del “Salva Potenza” da 40 milioni di euro. Soldi che la Regione potrebbe individuare tra le risorse provenienti dalle royalty del petrolio, uniche entrate che sono libere e che possono impiegate dal governo regionale senza vincoli.

LE RASSICURAZIONI DI BARDI

Il sì per i fondi dovrebbe giungere nella seduta odierna del Consiglio regionale. Dopo numerosi slittamenti sulle sedute del Consiglio regionale oggi dovrebbe essere quello decisivo. Ad annunciarlo anche lo stesso presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, che nella sua relazione di ieri ha evidenziato come: «anche nel Piano strategico il destino e la tenuta della città capoluogo riguarda l’intera provincia che peraltro beneficia ampiamente di quella tipologia di servizi che inevitabilmente e città capoluogo sono chiamate ad esercitare.

Ed è in questa prospettiva che si colloca anche l’intervento a favore della città capoluogo di 10 milioni di euro per il 2022 e più in generale di sostenere il piano di riequilibrio della città capoluogo».

Una rassicurazione, quest’ultima, che segue le interlocuzioni che il sindaco di Potenza, Mario Guarente, e l’assessore al ramo Gianmarco Blasi (anche attraverso note scritte) hanno avuto con i vertici regionali. Interlocuzioni definite da più fonti «positive» e che in quest’ottica hanno portato allo stesso slittamento dell’approvazione di Bilancio.

I TEMPI

Se nella giornata di oggi la Regione Basilicata dovesse approvare il bilancio la seduta programmata per sabato 28 maggio del Consiglio comunale dovrebbe filare liscia come l’olio. gli amministratori comunali ricevuta la diffida del Prefetto hanno subito convocato, nonostante sia di sabato, una seduta del Consiglio comunale il cui unico punto all’ordine del giorno è proprio l’approvazione del bilancio. Nel frattempo, a correre dovrà essere la Regione, chiamata a fare, la seconda legge “Salva Potenza”.

Un ennesimo slittamento dei tempi avrebbe certamente ripercussioni non di poco conto sull’amministrazione Guarente. Ma dopo aver ascoltato il discorso rassicurante di Bardi c’è chi giura di aver visto i consiglieri comunali di Potenza tirare un sospiro di sollievo. In barba a tutte quelle amministrazioni che in queste settimane, appresa la notizia, sono insorte e hanno scatenato una nuova guerra tra comuni.


 

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