Le Cronache Lucane

LUCANI NEL MONDO, CICALA FLOP

Il vice presidente Piro scarica ancora il Re e va in soccorso del dimissionario Mollica


L’ex presidente: «Passo indietro per il bene della Comunità, fatti giochetti beceri contro gli emigrati»


Franco Mollica ha rassegnato con effetto immediato le sue dimissioni dalla carica di componente Anci Basilicata nell’ambito della Commissione regionale Lucani nel mondo, presieduta da Carmine Cicala. Dimissioni che hanno fatto discutere e che hanno raccolto la solidarietà del mondo politico e del mondo associativo.

Una decisione meditata a lungo, della quale ne parliamo proprio con Franco Mollica attualmente consigliere comunale di opposizione al Comune di Venosa e già presidente del consiglio regionale.

Consigliere Mollica, lei si è dimesso dalla carica di componente Anci nell’ambito della Crlm alla vigilia della giornata dedicata ai lucani nel mondo, perchè prende questa decisione? «La decisione era già maturata da tempo e l’ho comunicata nella giornata dei Lucani nel mondo, istituita dal Consiglio regionale nel 1973, perchè voglio accendere i riflettori su una materia nella quale il Consiglio regionale non si sta muovendo ed è in ritardo di tre anni.

La Commissione dei lucani nel mondo deve tanto a tutti i nostri corregionali residenti all’estero. È noto a tutti come il presidente del Consiglio regionale Carmine Cicala, che contestualmente è anche presidente della Commissione dei lucani nel mondo, abbia permesso ad un suo vicepresidente, che è anche un consigliere regionale di Venosa, di piegare le Istituzioni. È stata consumata una vendetta politica in barba a tutte le regole della democrazia.

Giochetti beceri che non hanno niente a che fare con la Commissione e che non hanno nulla a che fare con tutti gli emigrati che in questa Commissione hanno creduto. Il presidente Cicala doveva aspettarselo, non avendo nemmeno chiarito, così come mi aveva detto in qualche incontro, questa questione.

In questa commissione io ero rappresentante di tutti i 131 comuni della Basilicata. Dovevo rappresentare la vicinanza anche dei Comuni che partecipano alla Commissione, a tutti quelli che sistematicamente hanno all’inizio mandato rimesse, successivamente hanno voluto chiudere un raccordo e un rapporto con la regione, fino a definirli ambasciatori lucani che sono nel mondo per poter meglio promozionare la nostra terra.

Sono serviti durante il periodo in cui abbiamo lavorato tutti insieme per definire la vittoria di Matera come Capitale della Cultura 2019. In questo momento si vedono negare da tre anni qualsiasi tipo di aiuto o di raccordo o di contatto insieme alla stessa Commissione.

Con questo mancato raccordo tra l’inerzia del Consiglio regionale e quindi con colpe dovute a chi guida bloccando di fatto qualsiasi tipo di iniziativa, questi avevano già programmato».

Consigliere è riuscito a passare oltre lo “sgarro istituzionale” perpetrato nei suoi confronti? «Io sono un uomo delle istituzioni, ho rivestito il ruolo di presidente del Consiglio regionale e mi auguro di averlo fatto nella migliore maniera possibile e soprattutto con il rispetto dovuto a quella istituzione. Ritengo che quello che è accaduto sia una pagina bruttissima a servizio delle istituzioni, tant’è che ho riferito nella mia lettera di dimissioni al presidente Cicala che “nella vita c’è chi prende onore alle poltrone e chi dà onore alle poltrone”.

Lui prende solo onori da quella poltrona, mentre dovrebbe essere il contrario.

Dovrebbe essere al servizio della comunità, dando con il proprio lavoro decoro e onore alla poltrona che occupa». Durante questo anno, quali sono state le attività poste in essere dalla Commissione? «Assolutamente nessuna.

Dopo l’assemblea, alla quale mi è stata negata la partecipazione, non c’è stato un solo atto che la Commissione abbia fatto, anche perché credo che la stessa elezione dell’esecutivo sia sub iudice, in quanto è giacente un ricorso da parte di una persona non eletta all’interno dell’esecutivo per un’interpretazione personale da parte degli uffici e anche dello stesso presidente, rispetto alle regole imposte dalla norma e dalla legge sulla costituzione dello stesso esecutivo della Commissione dei lucani nel mondo. Io sono stato vicepresidente e presidente della Commissione e sono stato il firmatario di tutte le modifiche che la legge ha subito. E proprio perché sono stato l’artefice di tutte queste modifiche che conosco la norma, conosco il sistema, conosco la commissione, conosco i lucani nel mondo. Avrei voluto dare il mio contributo».

Consigliere nella sua lettera di dimissione lei scrive che questa scelta non cambierà la sua vità e la sua attività politica «Assolutamente nessun cambiamento, nessun stravolgimento della mia vita.

Io sono il vice segretario regionale del Partito di Azione, sono stato politico, sono stato anche un funzionario e ho la mia famiglia.

Tutto questo non inciderà assolutamente sulla mia vita, mentre credo che qualche avrà problema chi in quell’organismo ci rimane e quindi il presidente Cicala e gli altri componenti, i quali devono recuperare rispetto alle mancanze di questi tre anni.

Tutto ciò che noi dobbiamo a questi nostri connazionali corregionali che sono all’estero lo dobbiamo perché in 50 anni di vita di questa associazione hanno dimostrato come la Regione Basilicata, anche attraverso loro, possa avere e possa salire agli onori della cronaca per tutto quello che l’immigrazione ha comportato e tutto quello che loro fanno nei loro comuni attuali di residenza, tenendo sempre cuore e mente legati ai comuni di questa nostra regione».

Nelle scorse ora è arrivata anche la solidarietà del mondo politico e del mondo associativo «Ringrazio il capogruppo di Forza Italia, attualmente vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Piro, il quale, condividendo le parole scritte nella lettera di dimissione, mi dà la sua solidarietà, perché poi, del resto, non è molto difficile capire chi avesse ragione e chi avesse torto in questa brutta storia.

Prima di rassegnare le mie dimissioni direttamente al Presidente del Consiglio regionale e Presidente della Commissione dei Lucani nel mondo, ho avvisato e quindi ho rimesso il mio mandato al direttivo dell’Anci di cui faccio parte. Nel mondo politico ci son state delle prese di posizione così come nel mondo associativo.

Ho ricevuto telefonate e messaggi da parte dei componenti di varie associazioni e federazioni che chiedevano le spiegazioni del mio gesto e ho spiegato loro che questa mia decisione potesse essere per loro un fatto positivo perchè smuove le acque, acque stagnanti da troppo tempo ormai».


 

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