Le Cronache Lucane

DIO SALVI LA REGINA

Tacco&Spillo

Non c’era granché da scommettere che alla prova dei fatti Raffaele La Regina, il baby segretario come lo ha magnificamente ribattezzato Carlo Trerotola, avrebbe mostrato tutti i suoi limiti, compresa l’incapacità del governo politico sulle comunità democratiche, di cui s’era pure fanciullescamente vantato, almeno nelle baggianate radical chic scopiazzate a Roberto Speranza, peggior ministro in giro. Ora l’appuntamento elettorale che riguarda 22 comuni lucani, rischia di far ballare la sua seggiola non solo per la scomparsa del simbolo, manco ci fosse lo zampino di Chi l’ha visto, ma anche per via di quel suo profilo amletico con cui ha reso anonimo perfino il PD. Eppure, a guardare la catena di figuracce, errori e bocciature che questo centrodestra d’improvvisati ha collezionato, pareva facile inventarsi almeno il mestiere dell’opposizione anziché limitarsi a buttare in rete due paroline, magari per avere un retweet del suo Giuseppe Provenzano, altro campione di sconfitte. Tutto questo per dire che l’età non sempre porta merito e buon governo delle cose e che avere in tasca 29 anni può far fare danni simili a chi come Vito Bardi di anni ne ha ben 70 anni. Pare risentire la battuta del film Porgi l’altra guancia: “Dio salvi la Regina!Perché sta male?No, sta benissimo!”.

Andrea Mattiacci

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