Le Cronache Lucane

«PARLAMENTARI LUCANI FACCIANO DI TUTTO PER SALVARE LA CLAUSOLA SOCIALE DAGLI APPALTI PUBBLICI»

I segretari di Uil Fpl e Uil Tucs, Verrastro e Rosa: «La nostra richiesta è che la Camera dimostri la giusta sensibilità verso le lavoratrici e i lavoratori»


«In seguito all’approvazione in Senato del testo di Legge Delega sugli Appalti, Uil Fpl e Uil Tucs denunciano l’eliminazione dell’obbligo di inserimento della clausola sociale negli appalti prevista nel codice degli appalti».

Così i segretari regionali Giuseppe Verrastro e Donato Rosa «L’eliminazione dell’obbligatorietà lascia alla volontà delle stazioni appaltanti che potranno decidere di inserire o non inserire questo importante strumento di tutela occupazionale del personale impiegato negli appalti.

«Per le scriventi Organizzazioni Sindacali è assolutamente necessario prevederne il ripristino obbligatorio nel testo attualmente all’esame della Camera dei deputati. – proseguono i due segretari – La nuova previsione, se confermata, inficia la giusta tutela dei livelli occupazionali con evidenti e drammatiche ricadute per moltissime lavoratrici e lavoratori che lavorano nei servizi negli appalti che ad ogni successione di datore di lavoro potranno perdere irrimediabilmente la propria occupazione.

La politica, in nome della semplificazione, riduce ulteriormente diritti e tutele a danno delle lavoratrici e dei lavoratori degli appalti che proprio per la natura dei servizi in cui operano vivono già una constante precarietà, la quale senza il ripristino dell’obbligo della clausola sociale si trasformerà in una sicura e certa disoccupazione ».

La Uil Fpl e Uil Tucs unitariamente chiedono – affermano i due segretari – ai Parlamentari lucani di confermare e non cancellare l’obbligo di inserimento della clausola sociale negli appalti labour intensive.

«La nostra richiesta è che la Camera dimostri la giusta sensibilità verso le lavoratrici e i lavoratori e ripristini l’obbligo dell’inserimento delle clausole sociali nei bandi di gara da parte dei committenti, a tutela della continuità, delle retribuzioni e dei livelli occupazionali di centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori occupati in servizi essenziali per il settore socio-sanitario- assistenziale-educativo e di inserimento lavorativo».

«Alla luce di tutte queste ragioni, – concludono i due segretari – oggi più che mai abbiamo messo in campo una vigilanza sul sistema degli appalti utilizzando tutti gli strumenti legali a nostra disposizione, ed a tal proposito abbiamo creato anche uno sportello dedicato, affinché si possa vigilare sulla congruità e sulla trasparenza degli appalti per tutelare al meglio i lavoratori del comparto dei servizi.

Un settore molto delicato come questo degli appalti che si è ridotto da diversi anni ad una “giungla selvaggia”, mai vigilata da nessuno e nella quale i livelli di concorrenza si sono imbarbariti, con appalti al massimo ribasso, “pirateria contrattuale”, violazioni di norme per l’esercizio dell’attività che si scaricano direttamente ed indirettamente sulla vita dei lavoratori e delle lavoratrici del settore privato e del settore pubblico».


 

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