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I TROPPI SILENZI DI BARDI E CDX

Con una maggioranza impegnata più a stare sui giornali solo per le poltrone, il mondo sindacale sopperisce alle assenze anche dell’opposizione


DI MASSIMO DELLAPENNA


Francesco Piro, con le contestate parole rivolte al segretario della Cgil di Basilicata ha però almeno un merito: quello di porre al centro del dibattito la questione della necessità per il centrodestra di uscire dalla sudditanza psicologica nei confronti della sinistra.

IL SILENZIO DI BARDI

Al di là degli aspetti formali, dell’ossequioso rispetto delle forme e, ovviamente, della libertà di espressione da parte di chiunque, valori sacrosanti e indiscutibili in una democrazia, resta un quesito sospeso: chi decide e, soprattutto, quale giudizio conta? Le parole con cui Piro ha risposto a Summa sono quelle che qualsiasi elettore di centrodestra avrebbe voluto sentire dire da Bardi ogni qualvolta la Cgil e qualsiasi espressione della sinistra hanno messo becco sulle decisioni del Governo Regionale. Ma mai vi fu tanto assordante silenzio.

IL COMPLESSO DI INFERIORITÀ

Non si tratta qui di mettere in discussione la legittimità dell’azione politica della Cgil ma del fatto che un governo espressione del centrodestra, che vede la presenza di uomini di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia ha il dovere di respingere al mittente ogni critica proveniente dalla sinistra.

La stessa cosa dovrebbe valere per ogni critica proveniente da quel mondo. Chi ha votato Bardi non lo ha fatto per avere da sinistra il consigliere ombra, non lo ha votato per far decidere cosa sia giusto e cosa sbagliato dalla sinistra più radicale né da quella moderata. Chi ha votato Bardi lo ha fatto affinché il sistema della sinistra fosse mandato a casa non solo dalle istituzioni ma anche dalla sua funzione di guida morale.

IL CORAGGIO DI PIRO

Con una sola frase, il capogruppo di Forza Italia ha detto chiaramente che la Basilicata è cambiata, che le opinioni che prima contavano adesso non contano più perché il voto democratico ha deciso che al Governo ci andassero le forze politiche distanti dalla sinistra lucana. La democrazia prevede che governi chi vince le elezioni e che chi le perde si collochi all’opposizione, con il suo diritto di critica che non comprende il diritto di essere ascoltato.

Sia chiaro Summa fa il suo gioco e lo fa bene, si muove sulle debolezze del centrodestra, svolge una funzione di leader e coerentemente fa opposizione al Governo Bardi e alla destra. Fa benissimo il suo lavoro anche coprendo il vuoto di leadership che c’è a sinistra, si mostra autorevole e tocca bene le pulsioni moralistiche che tanto piacciono a sinistra e che spaventano Bardi.

LA MAGGIORANZA SILENZIOSA

Esiste in Basilicata una minoranza chiassosa che occupa la stampa e i giornali e una maggioranza silenziosa che vorrebbe un cambiamento vero che consista anche nel dire al chi fa opposizione che deciderà le nomine quando avrà vinto le elezioni. Del resto negli ultimi vent’anni è andata così e le critiche alle nomine politiche della sinistra sono state sempre prese in poca considerazione dalla sinistra di governo.

È la democrazia che vuole così, una lezione che Piro ha imparato bene e che ha insegnato con una sola battuta a quelle parti di maggioranza, tra cui Bardi, che cercano da troppo tempo l’apprezzamento morale di chi le elezioni le ha perse.


 

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