Le Cronache Lucane

MENSA A CHIANCHETTA, IL PARROCO SI DIFENDE: LA PAROLA ALL’AVVOCATO

Il sacerdote denunciato per furto e violazione di domicilio: ecco la ricostruzione del suo difensore Singetta


Sulla querelle per la mensa tra la comunità rione Lucania di Potenza e il parroco Don Sergio, sfociata in una denuncia, da parte dei primi nei confronti del secondo, per furto e violazione di domicilio, l’avvocato difensore del sacerdote, Alessandro Singetta, ha inviato una nota a Cronache Lucane nell’intento di fornire anche la versione e la ricostruzione della non comune vicenda, in rappresentanza del proprio assistito. Di seguito, la nota integrale.


DI ALESSANDRO SINGETTA


Egregio Direttore, in relazione al recente articolo pubblicato suo Suo giornale, Don Sergio Sannino, Parroco della Chiesa di S. Giuseppe, mi ha incaricato di precisare quanto segue, contestando in toto la ricostruzione di alcuni parrocchiani (che, a quel che sembra, non si sarebbero neppur firmati).

È bene premettere che, probabilmente, l’unico errore (senz’altro veniale) di Don Sergio è stato quello di voler vederci chiaro in alcune situazioni stratificatesi nel tempo, al limite (o anche oltre) della legalità.

Girare la testa dall’altro lato non è un comportamento che, per quanto frequente ai giorni nostri, si addica ad un buon cristiano e, soprattutto, non si addice a Don Sergio, il quale sta solo operando per il benessere della sua comunità, con risultati tangibili ed apprezzati dai tanti che, dopo anni, hanno ripreso a frequentare la Parrocchia.

Purtroppo, sono proprio gli “oscuri” firmatari della nota che hanno inteso – con le loro azioni mediatiche e giudiziarie – accentuare la conflittualità nell’ambito di una comunità che avrebbe bisogno di tutt’altro, rifiutando, al contempo, sia di incontrare il Parroco che di accettare di collaborare con lui nelle attività che Don Sergio sta portando avanti.

Venendo al merito delle contestazioni, è opportuno precisare che: – in data 20.7.20, all’atto di “consegna canonica”, veniva già evidenziata la mancanza della licenza canonica per il comodato con la Fondazione (stipulato dall’allora Parroco Don Peppino Nolè nella duplice veste anche di Direttore della Fondazione); – la mensa, realizzata ed arredata con fondi pubblici, già prima di allora non era funzionante; – per quanto riguarda il presunto furto di beni della Fondazione, agli atti della Chiesa non risulta alcun inventario di oggetti appartenenti a terzi, ma vi è solo l’elenco dei beni affidati alla stessa ma acquistati dalla Parrocchia (il che rende il presunto furto di cose proprie un reato impossibile…); – proprio Don Sergio, in seguito ad atti vandalici e furti avvenuti nei locali adiacenti la Parrocchia, ha sporto regolare denuncia (guardandosi bene dal gettare sospetti su chiunque, al contrario di quanto fatto, con capziosa malizia, da altri); – per quel che concerne le chiavi del cancello esterno del piazzale e del locale mensa, le stesse non sono mai state consegnate a Don Sergio (nonostante i possessori delle stesse abbiano continuato, saltuariamente, ad utilizzarli); – i locali in cui ha operato la Scuola di Musica non sono mai risultati oggetto di un regolare contratto: le varie proposte inoltrate da Don Sergio sono sempre state respinte (nonostante la Scuola svolgesse attività a pagamento), con il rifiuto anche di partecipare alle attività della Parrocchia o di corrispondere alla stessa un contributo, anche minimo, di partecipazione alle spese.

Infine, di recente Don Segio è stato invitato, dall’Ufficio Diocesano preposto, a rescindere il contratto in essere e a non intraprendere alcun percorso con “realtà” già precedentemente impegnate in loco.


*AVVOCATO DIFENSORE DI DON SERGIO SANNINO

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