Le Cronache Lucane

COL VOTO ANTICIPATO IL CRACK

Se il cdx non trova la quadra, a pagarne le conseguenze i lucani a cui toccherà un bel Pesce d’aprile


Se Bardi cade prima del bilancio, dal 1° aprile stop a tutti i pagamenti: molte aziende già in ginocchio verso il default


POTENZA. La crisi scoppiata all’interno della maggioranza di centrodestra in Regione Basilicata è diventata il nuovo punto all’ordine del giorno dell’agenda dei vertici romani. La questione non sarà più trattata a livello locale, ma toccherà ai big del centrodestra trovare una quadra.

La mossa del presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, di lasciare fuori dal rimpasto di Giunta Fratelli d’Italia è diventato tema troppo scottante per essere trattato a livello regionale.

A rischio non c’è solo la tenuta dell’attuale legislatura, ma un percorso politico costruito in anni e anni di trattative. I tre maggiori partiti di centrodestra, FI, Lega e FdI, per una “crepa” a livello regionale rischiano di avere ripercussioni anche sul fronte nazionale.

Per questo motivo domani se ne discuterà a Roma delle sorti della Regione Basilicata. Sul tavolo è stata appena “servita” anche la mozione di sfiducia che dall’opposizione hanno presentato per Bardi e che ha ormai avviato il conto alla rovescia (deve essere discussa entro 10 giorni dalla deposizione).

A cercare di ricucire lo strappo consumatosi all’indomani della nomina del Bardi bis non saranno i semplici segretari regionali ma bensì i big. Per FI, oltre al coordinatore regionale Moles ci sarà anche Gasparri, mentre per la Lega oltre a commissario regionale Marti ci sarà anche Pepe (responsabile del Mezzogiorno).

Infine, per FdI, presenzieranno il neo segretario Quarto e Donzelli. Toccherà a loro provare a ricucire lo strappo che, al momento, vede fuori FdI dalla maggioranza che sostiene Bardi e che potrebbe votare quella mozione di sfiducia, depositata da Pd e M5S, rischiando di dare vita alle elezioni anticipate.

Nelle scorse ora si è sparsa la voce che Bardi abbia intenzione di disertare l’incontro, stanco delle continue diatribe tra i partiti. I ben informati, però, assicurano che Bardi sarà presente e che la notizia fatta circolare appare più come lo stratagemma di qualche dissuasore nel voler mettere un ombra sulla riappacificazione.

Per quanto il governatore lucano sia poco avvezzo alla politica avrà ben compreso che la situazione va risolta una volta per tutte.

Soprattutto perchè in ballo non c’è solo il suo possibile ritorno a casa, ma il rischio di buttare i lucani in una campagna elettorale che allungherebbe la crisi economica e sociale che sta vivendo il territorio.

Se Bardi dovrà mostrarsi propenso a ogni soluzione i big del centrodestra dovranno essere altrettanto bravi a fare sintesi e tentare, ognuno per la propria parte, di fare un passo indietro e salvare il rapporto che li vede alleati ormai da diverso tempo.

FdI ha già teso la mano al governatore lucano non firmando la mozione di sfiducia in attesa che Bardi faccia «atti concreti nella loro direzione». Ora tocca agli altri accettare il ramoscello d’ulivo.


 

Le Cronache Lucane
error: Contentuti protetti