Le Cronache Lucane

“SEI SICURA IN CASA?”: PRESENTATO A POTENZA IL PROGETTO DEDICATO ALL’ABITARE CONSAPEVOLE

Sinergia tra Inail Basilicata, Moica, Consigliera Regionale di Parità e Ater Matera per proteggere le donne lucane


 

POTENZA. Un’analisi sulla percezione dei rischi domestici delle casalinghe lucane a tempo pieno o parziale, per promuovere un percorso di prevenzione volto ad elevare la consapevolezza della salute e della sicurezza in ogni luogo di vita e di lavoro, abitazione compresa.

Questo quanto prevede l’iniziativa “Sei sicura in casa?”. A presentarla, nel corso di una conferenza stampa ieri in Regione, la Consigliera Regionale alle Pari Opportunità Ivana Pipponzi, accompagnata da Alba dell’Acqua, Presidente Moica Basilicata (Movimento Italiano Casalinghe e Donne attive in famiglia e società) che ha lanciato la proposta alla quale hanno aderito, unitamente alla Regione, l’Istituto Inail Basilicata e Ater Matera.

Un progetto pilota, nato da una stipulazione di un protocollo d’intesa nel luglio 2020, che si pone come obiettivo un disegno concreto, dalla valenza sociale e formativa, in grado di esplorare e conoscere meglio il rischio degli incidenti domestici, aumentandone la consapevolezza e la percezione in chi si dedica completamente o anche solo in parte alla cura dell’ambiente casalingo.

Il fine è quello di mappare un target, quello delle donne casalinghe lucane, e, di conseguenza, focalizzarne l’attenzione sul rischio concreto degli incidenti domestici di cui sono vittime, che rappresentano oggi, a tutti gli effetti, un problema sanitario, sociale e, cosa da non sottovalutare affatto, psicologico: tutti elementi che incidono economicamente sulle spese del Servizio Sanitario Nazionale.

«Dati preziosissimi quelli che si andranno a raccogliere – come ha spiegato la Consigliera Regionale Pipponzi – poiché coinvolgeranno tutta la Basilicata e permetteranno di analizzare e di comprendere quanto il rischio infortuni nell’ambito domestico sia percepito dalle donne lucane».

Un progetto, dunque, mirato alla prevenzione da veicolare in modo trasversale: sia per rendere consapevoli le donne casalinghe, in generale e lucane in particolare, sia per dare un quadro decisamente più delineato alle Istituzioni regionali per comprendere quali possano essere le azioni più opportune da compiere.

«Non tutte le casalinghe, ad esempio, hanno contezza che esiste un’obbligatorietà di assicurazione Inail appositamente per gli infortuni domestici – esemplifica la Consigliera Pipponzi – e già solo questo la dice lunga sul lavoro di consapevolezza che bisogna compiere, da una parte, e di informazione e tutela, dall’altra ».

Iniziativa chiaramente necessaria, quanto ambiziosa considerati i dati Istat che descrivono un quadro decisamente crititico, quanto irresoluto, in merito agli infortuni domestici che la Direttrice Inail Basilicata, Carmen Angiolillo, ha solo confermato: «Questo progetto parte proprio dalla rilevazione del rischio esistente, per poi avviare tutta una serie di iniziative di prevenzione e di sensibilizzazione su quelli che sono i diritti nel caso di un infortunio tutelato dall’Inail ».

Al fine di ottenere una rappresentazione quanto più precisa della situazione nell’ambito territoriale lucano e sviluppare le opportune e correlate azioni preventive, è stato predisposto un questionario da somministrare, in modalità telematica e rigorosamente in forma anonima, a quante più madri casalinghe possibile. Da compilare entro e non oltre il 15 marzo.

Un questionario che possa fare il punto su quella che è la percezione attuale del rischio in ambiente domestico per potere, così, aumentare la consapevolezza nonché il supporto per un progetto che mira a migliorare la gestione di un lavoro a tutti gli effetti non riconosciuto e precario, che la condizione di pandemia ha solo aggravato.

Con la preziosa collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale della Basilicata, insieme con figure strategiche si mira, così, a coinvolgere tutte le madri dei bambini e ragazzi che frequentano le scuole di ogni ordine e grado della Basilicata, che non svolgano altri lavori se non quello di casalinga. I dati acquisiti nell’ambito di questo studio – che saranno raccolti, come già detto, rigorosamente in forma anonima, trattati in forma aggregata ed utilizzati esclusivamente per finalità istituzionali prevenzionali – permetteranno di ottenere importanti elementi conoscitivi utili ai fini della descrizione del fenomeno infortunistico in ambiente domestico e alla relativa percezione del rischio nonché alla messa in atto di misure di prevenzione per rendere la casa e le persone che vi abitano più sicure. Entrando più nel merito del questionario, oggetto principe del progetto, al momento sono pervenute più di 200 compilazioni in cui si inizia ad abbozzare, da un primo campione, un quadro sul fenomeno infortunistico in ambito regionale relative agli eventi incidentali degli ultimi 12 mesi, in cui emerge che «si percepisce la casa come un ambiente sicuro, in cui non si avverte rischio alcuno».

Bisognerebbe, a questo punto, approfondire la correlazione che può esserci tra la percezione reale e concreta del pericolo e di quanto gli intervistati sottovalutino la sicurezza all’interno dellla propria abitazione. Cercare di creare consapevolezza significa aiutare e, quindi, diminuire i casi di infortunio e contemplare il diritto alla salute.


 

Le Cronache Lucane
error: Contentuti protetti