Le Cronache Lucane

CONTROLLI ANTI COVID, IL DG ARPAB TROVATO POSITIVO NEL SUO UFFICIO

Denunciato dai Carabinieri Tisci avrebbe violato la quarantena. L’ira di politica e sindacati. Oggi in Regione la valutazione della Commissione disciplinare


POTENZA. Ispezione dei carabinieri del Nas nella sede dell’Arpab (Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente) di Potenza. Ispezione che avrebbe portato alla denuncia per violazione della quarantena anti-Covid il direttore generale dell’Arpab, Antonio Tisci.

Tisci, sarebbe risultato positivo ad un tampone rapido lo scorso 2 febbraio, ieri mattina però si sarebbe recato ugualmente nel suo ufficio. Il Dg era infatti insieme a personale della segreteria quando i militari del Nas sono intervenuti per un’ispezione finalizzata alla verifica del possesso del green-pass da parte dei presenti. Certificazione verde della quale il Dg Arpab era sprovvisto. A quel punto è scattata, inevitabile, la denuncia per violazione della quarantena e dell’isolamento domiciliare.

I carabinieri hanno notificato il provvedimento al governatore Bardi per ogni eventuale provvedimento che intenderà adottare. Ricevuta la segnalazione dai Carabinieri, il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi si è immediatamente attivato. Nel pomeriggio di oggi è infatti convocata in Regione la commissione di disciplina che valuterà il caso e la posizione di Tisci.

I COMMENTI DELLA POLITICA

«Credo che la misura sia colma. Tisci si dimetta oppure Vito Bardsi lo sollevi dall’incarico». Così in un tweet il capogruppo in Regione del Pd Roberto Cifarelli. A fargli eco il collega dem Marcello Pittella: «Senso civico, rispetto e condotta istituzionale non barattabili. Vito Bardi verifichi e prenda provvedimenti». A tuonare anche il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle che definisce la notizia «di una gravità inaudita.

Nel caso in cui fosse confermata, Bardi farebbe bene a revocare immediatamente l’incarico di Dg conferito a questo individuo. Ricordiamo che le opposizioni ne avevano già chiesto formalmente la rimozione, a seguito di altri episodi censurabili, proseguiti fino al culmine odierno. Errare è umano ma il limite del diabolico è stato abbondantemente oltrepassato».

A chiedere provvedimenti anche il segretario regionale del Pd, Raffaele La Regina secondo cui «La prepotenza e lo squadrismo possono manifestarsi con molti volti: quello del sopruso, come quello della violazione delle regole. Avevamo già denunciato l’assoluta mancanza di decoro ed inadeguatezza del Dg Arpab, Antonio Tisci. Oggi scopriamo che, a quanto descritto, si unisce la mancanza di rispetto verso le restrizioni e le norme anti-covid che, invece, noi cittadini e cittadine da quasi tre anni rispettiamo, per il bene di chi ci sta intorno. Non si può sorvolare anche su questo.

Presidente Vito Bardi, rimuova Antonio Tisci». Parole altrettanto dure sono giunte dal segretario regionale di Articolo Uno Carlo Rutigliano che sottolinea la «gravità inaudita» del mancato rispetto della quarantane.

«Uno schiaffo a tutti i lucani che da due anni rispettano, con sacrificio e senso di responsabilità, ogni norma e restrizione contro la diffusione del virus. Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: Tisci è un impresentabile che getta discredito sull’intera Regione. Spero che Bardi non scelga, ancora una volta, di girarsi dall’altro lato. Lo rimuova subito» conclude Rutigliano.

LE PAROLE DEI SINDACATI

Sulla vicenda non sono mancati i commenti della “triplice”. Su tutti il segretario generale della Cgil Angelo Summa che unitamente alla segretaria della Fp Cgil Giuliana Scarano definiscono «Un comportamento gravissimo, che peraltro configura una ipotesi di reato, emerso solo a seguito di un’accesso dei Nas del comando dei carabinieri di potenza presso la sede Arpab.

Fatti che aggiungono – a quanto già noto – un ulteriore carico di inadeguatezza rispetto all’incarico che Tisci ricopre. In sostanza chi riveste un incarico istituzionale in un ente deputato alla tutela della salute pubblica si sarebbe macchiato di un reato contro lo stesso bene pubblico che è chiamato a salvaguardare. Non è ammissibile che un incarico di tale rilievo sia ricoperto da chi pone in essere simili comportamenti, che rivelerebbero una profonda irresponsabilità in spregio di tutte le norme. Di fronte a migliaia di cittadini lucani che, oltre ad essersi vaccinati e ad aver vaccinato i propri figli, si attengono scrupolosamente alle regole dettate a garanzia di se stessi e della collettività, non è accettabile tanta superficialità e insolente sfrontatezza.

Chiediamo, dunque, al Presidente Bardi di fare chiarezza sulla vicenda perché è diritto dei cittadini e dei lavoratori venire a conoscenza di tali fatti che, se appurati, sarebbero di una gravità inaudita, ma soprattutto di porre fine a questa pagina, la più buia che ha tratteggiato la gestione dell’arpab sino ad oggi». Condanna anche dai segretari regionali Uil Vincenzo Tortorelli e Uil Fpl Antonio Guglielmi, Giuseppe Verrastro segretario generale aggiunto: «Il sindacato – con la Uil da tempo impegnata in una campagna per la sicurezza in tutti i posti di lavoro con protocolli di prevenzione alla diffusione del Covid – non può tollerare il comportamento del direttore generale dell’Arpab Tisci sanzionato oggi dai Carabinieri dei Nas.

Il suo comportamento – da accertare in tutti suoi aspetti e ad ogni livello – è particolarmente grave perché compiuto da responsabile dell’Azienda che ha come scopo principale la tutela dell’ambiente e della salute delle persone e quindi anche della salute dei dipendenti. Un comportamento che tra l’altro fa un torto a quanti sono impegnati in prima linea sul fronte della lotta alla pandemia ed in primo luogo a medici, infermieri, sindacati, tecnici ed operatori sanitari che si sacrificano ogni giorno per curare i nostri concittadini. Chiediamo che il Presidente Bardi questa volta, a differenza della precedente che ha coinvolto lo stesso Tisci, assuma un’iniziativa decisa.

E’ un’azione dovuta ai lavoratori e per affermare il pieno rispetto delle normative e dei protocolli anti Covid». Infine non è mancato anche un commento dei segretari generali della Cisl e della Cisl Fp della Basilicata, Vincenzo Cavallo e Giuseppe Bollettino che hanno sollecitato il presidente della Giunta regionale Bardi a rimuovere con effetto immediato l’attuale direttore generale dell’Arpab Antonio Tisci.

«Quanto accaduto non trova alcuna giustificazione e va perciò sanzionato con la massima celerità e severità poiché ne va della credibilità e della reputazione di un ente che tra i suoi compiti istituzionali ha proprio la tutela della salute dei cittadini. È inammissibile sul piano giudico e deprecabile sul piano morale mettere a repentaglio la salute dei dipendenti con comportamenti che evidenziano una concezione del potere incompatibile con uno stato di diritto.

Questa disdicevole vicenda mette il sigillo ad una gestione che è stata caratterizzata dalla sistematica ricerca del conflitto sociale. L’Arpab ha bisogno oggi più che mai di una gestione dall’elevato profilo tecnico e scientifico in linea con la mission dell’ente, se necessario anche attraverso una fase di gestione commissariale. È tempo di chiudere la stagione delle gestioni politicizzate degli enti di sottogoverno e aprire con coraggio quella della meritocrazia» concludono dalla Cisl.


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