Il provvedimento anticovid del presidente del consiglio dei ministri Draghi si chiama “Festività”, ma le disposizioni in vigore da oggi primo febbraio le “feste”, è il caso di dirlo, le hanno fatte a tutti i cittadini in ritardo sui vaccini e dunque sul green pass.
Quest’ultimo tra l’altro da oggi è stato ridotto da 9 a 6 mesi, ma il vero problema sono i nuovi limiti introdotti per entrare nei luoghi pubblici come uffici o esercizi commerciali. Da oggi inoltre diventa più difficile entrare nelle poste, in banca, nei tabacchi e perfino nelle librerie. Per accedere in questi luoghi sarà infatti obbligatorio esibire il proprio green pass ottenibile tramite vaccino, tampone o certificato di guarigione.
Siamo così andati a vedere come se l’è cavata la città dei Sassi nel primo giorno della stretta anticovid
Le maggiori complicazioni si sono riscontrate agli uffici postali dove diversi anziani, non molto familiari con dpcm e regolamenti sanitari, hanno temuto di non poter entrare e dunque di non poter ritirare la pensione. C’è voluta tutta l’abilità delle operatrici postali per spiegare le nuove modalità e cercare di gestire al meglio le file, la calca e gli assembramenti che le nuove regole sul contegno della pandemia in realtà cercano proprio di prevenire. E va anche detto che fare code per un bel pò di tempo con il gran freddo di questi giorni non è affatto piacevole soprattutto per gli anziani.
Nessun problema invece per l’accesso alle farmacie dove non è richiesto alcun tipo di green pass ma basta una mascherina facciale FFP2 e nessuna certificazione verde per approvvigionarsi di medicinali. Eppure anche davanti alle farmacie qualcuno ha esitato prima di entrare cercando di leggere attentamente le avvertenze affisse all’ingresso.
Vita durissima invece per i fumatori perché anche le tabaccherie necessitano del GreenPass per entrare. E se nella prima ondata di Covid i tabaccai gioirono perché i loro esercizi di vendita erano aperti anche in zona rossa al pari di alimentari, farmacie e beni di prima necessità, adesso invece tutti per entrare in tabaccheria devono necessariamente essere muniti del green pass base.
Ricordiamo tra l’altro che la regolamentazione governativa prevede che i titolari degli esercizi per i quali è richiesto il green pass base non devono effettuare necessariamente i controlli sul possesso del green pass stesso all’ingresso, ma possono svolgerli a campione successivamente all’ingresso della clientela nei locali”.
Accessibili a tutti restano i negozi di generi alimentari, quelli per la vendita del cibo per gli animali domestici, nei distributori di carburante, nei negozi di di articoli igienico-sanitari, in farmacie, parafarmacie e ottiche.
Sempre in base al decreto festività da oggi primo febbraio gli over 50 che non si sono sottoposti al vaccino obbligatorio e che superano di poco il milione e mezzo, dovranno affettarsi a vaccinarsi per non pagare una sanzione una tantum di 100 euro.
E infine a metà febbraio l’obbligo del Super Green pass ti guarderà tutti i lavoratori over 50. Chi verrà beccato senza il certificato rischia una multa che dai 600 ai 1.500 euro.
Ma per ora non ci resta che munirci del nostro bravo green pass e entrando in una tabaccheria tentare la sorte al gioco del lotto! Non si sa mai che con una bella vincita il green passe stesso non ci possa servire per un bel viaggio alle Maldive!

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