Le Cronache Lucane

ASSOLTO L’IMPRENDITORE MASTROIANNI


ACCUSATO INSIEME A TECNICI COMUNALI E PROGETTISTI DI “SPARTIRSI” APPALTI PUBBLICI NEL LAGONEGRESE


POTENZA. Si mette il punto ad un vicenda giudiziaria che nel 2018 scosse il Lagonegrese per presunti appalti truccati. La Procura della Repubblica di Lagonegro aveva chiuso il cerchio attorno a un gruppo di dieci persone contestandogli di essere d’accordo per spartirsi appalti e incarichi per lavori pubblici nei comuni di Trecchina, Nemoli e Castelluccio Inferiore. Tra le persone coinvolte figurarava un imprenditore molto attivo nelle gare pubbliche, Angelo Mastroianni, di Lagonegro e legale rappresentante della Costruzioni generali Srl. Secondo gli inquirenti l’imprenditore sarebbe stato aiutato da una serie di componenti delle commissioni giudicatrici e tecnici esterni. Ognuno col proprio ruolo – secondo le accuse della procura –, decidevano a chi affidare gli appalti e gli incarichi per le opere pubbliche in esame.

Ovvero la scuola media di Trecchina, il Palazzetto dello Sport di Castelluccio Inferiore e una strada di collegamento al Lago Sirino a Nemoli. Con la sentenza numero 80/2022 emessa il 27 gennaio scorso il Tribunale di Lagonegro in composizione Collegiale, presieduto dal dott. Nicola Marrone e dai Giudici a latere dott.ssa Giusy Viterale e dott.ssa Carmela Pagano, è stato assolto da ogni accusa l’imprenditore Angelo Mastroianni, difeso dagli avvocati Antonello Coppola del foro di Lagonegro e dall’avvocato Paolo Loria. Oltre a Mastroianni, sono stati assolti anche Angelo Patti e Nicola Cresci, difesi dall’avvocato Cesare Albanese, Antonio Senise, difeso dall’avvocato Leonardo Pace e Nicola Anania difeso dall’avvocato Mariano Orenga.

A Mastroianni, così come agli altri imputati, ognuno nelle rispettive qualità ed in relazione delle proprie competenze di ufficio, venivano contestate gare di appalto truccate e varianti dei lavori fuori legge ai progetti originali, così come incarichi pilotati e collaudi per opere mai realizzate per i lavori eseguiti, per svariate centinaia di migliaia di euro. Ben 6 i capi di imputazione riportati nella richiesta di rinvio a giudizio, relativi ad abuso di ufficio, turbata libertà degli incanti e falsità ideologica.

Già all’udienza preliminare, il GUP del Tribunale di Lagonegro, Ennio Trivelli, disponeva sentenza di non luogo a procedere per i primi due capi di imputazione.

Angelo Mastroianni, secondo gli inquirenti aveva un ruolo centrale in questa vicenda. In tutti e tre gli appalti attenzionati risultava essere in contatto con i responsabili dell’area tecnica dei rispettivi municipi.

Gli accordi – secondo gli inquirenti – erano volti a procurare ingiusti profitti a Maiostranni, che otteneva appalti pubblici con affidamento diretto (scuola di Trecchina), variazioni ai progetti (palazzetto di Castelluccio Inferiore e strada Nemoli – Lago Sirino), attestazioni contabili per lavori mai svolti (Nemoli). I tecnici invece, come nel caso di Trecchina, beneficiavano illecitamente di incarichi diretti grazie alla compiacenza dei responsabili comunali che in tutti i casi in esame risultano essere anche responsabili del procedimento. Tutte accuse smontate.

Dopo una intensa istruttoria dibattimentale, il Tribunale di Lagonegro è pervenuto alla decisione di assolvere gli imputati dai reati loro rispettivamente ascritti ai capi C) E) ed F) della imputazione perché il fatto non sussiste e di assolvere il Mastroianni ed il Cresci dal reato loro ascritto al capo D) della imputazione perché il fatto non costituisce reato. L’impianto accusatorio gettava le proprie basi sulle considerazioni svolte da una consulenza tecnica di ufficio disposta dalla Procura della Repubblica di Lagonegro e dalle conclusioni nella stessa rassegnate, smontata punto per punto con evidenti dati ed elementi di fatto e di diritto dai difensori degli imputati.

Soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Coppola che difende l’imprenditore Mastroianni: «Sono stato sempre convinto dell’innocenza del Angelo Mastroianni, della sua lealtà imprenditoriale sia sotto ogni principio giuridico che morale, così come per gli altri imputati. Questa sentenza rappresenta la degna conclusione di un difficile percorso giudiziario. Aspettiamo di conoscere le motivazioni per trovare maggiore conforto nella decisione presa».


 

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