Le Cronache Lucane

IL PD GRIDA ALLO SCANDALO PER LE OFFESE AL SEGRETARIO LA REGINA


POTENZA. La Lega di Basilicata torna ad essere nell’occhio del ciclone. Le nubisul partito di Salvini giungono dopo una discussione social.

Ad essere preso di mira questa volta il segretario regionale del Partito democratico, Raffaele La Regina. Reo, secondo gli esponenti del Carroccio, di essersi permesso di contestare le dichiarazioni su nucleare e elezioni del presidente della Repubblica rilasciate in una intervista a Cronache Lucane dal senatore lucano della Lega Pasquale Pepe. Il dibattito che, a livello politico, è cosa buona giusta che ci sia, in realtà ha preso una brutta piega tanto da scaturire l’ira di cittadini e altri esponenti politici. E che a quanto pora potrebbe finire anche tra le vie legali. Il tutto è avvenuto via social. A scatenare il tutto sulla piazza virtuale un post scritto dal braccio destro di Pasquale Pepe, il consigliere provinciale di Potenza Giovanni Barbuzzi.

Con tanto di foto con il pugno alzato del giovane segretario regionale dem Barbuzzi ha commentato: «Mi sono imbattuto nel cinguettio del segretario regionale del Pd in Basilicata…. ma questo ragazzino esce dal pacchetto delle patatine? Ma è del mestiere? ». Parole quelle di Barbuzzi che prese certamente singolarmente potrebbero anche lasciare indisturbati. Probabilmente i più sensibili avrebbero comunque da ridire ma al di là di questo è chiaro che il post del consigliere provincilae leghista tolta probabilmente la domanda sull’uscita dal pacchetto di patatine resta su un dibattitto più goliardico.

Il post di Barbuzzi ha però accompagnata dalla foto che ceratemnte attirava l’attenzione ha scatenato una serie infinita di commenti. Se da una parte cerano altri esponenti della Lega e non ad inveire con parole certamente poco carine e a sostenere le parole dell’autore del post dall’altra vi era anche chi si dissociava da tale confronto politico. E sono state una serie di commenti a rendere la vicenda su unaltro piano. «È un tolate imbecille». «Al Pd serve un bidello che suoni la campanella quando la ricreazione finisce ».

E poi ancora: «Nu’ ciutariedd’, s’ ver’ ra la facc’ e ancora cu’ lu’ pugn’ chius’». Frasi che poco hanno a che vedere con un confronto e che sfociano nell’attacco personale nei confronti di La Regina. C’è però da dire che se su queste frasi, alcune scritte anche da militanti della Lega c’è stato qualche like da altri è giunto un commento d i senso opposto. «Denigrare, sbeffeggiare, un giovane ragazzo di 29 anni, che ha la ” colpa” di essere il segretario regionale del Pd, ed essere inondato poi con ulteriori post che offendono la dignita’ della persona, di un ragazzo, prima che di appartenere ad partito politico, ci da’ la visione di quanto questo Paese sia alla deriva democratica..e si pretende pure di parlare di valori..Quali??».

Ma c’è anche qualcuno di destra che si dissocia: «Con questo post si è raggiunto il limite massimo della bassezza personale e politica del centrodestra in Basilicata. E lo dico da elettore del centrodestra. Condanna assoluta al post pubblicato da Barbuzzi che, tra l’altro, utilizzando un post di un terzo (e non di Raffaele La Regina) sarebbe perseguibile legalmente ». Il post social del leghista Barbuzzi ma soprattutto le offese in risposta in poco tempo hanno fatto il giro del web fino ad imbattersi nello stesso citato segretario che senza troppi giri di parole ha risposto per le rime: «Ringrazio questo Giovanni Barbuzzi, consigliere provinciale della Lega, di Palazzo San Gervasio, per avermi riproposto un bel ricordo: il concerto di Liberato di 4 anni fa a Roma. Il Covid non lo potevamo nemmeno immaginare.

Il Barbuzzi decide di rispondere con una diffamazione ad una mia posizione politica sul merito delle questioni tirate in ballo dal suo leader, il senatore Pasquale Pepe, espressa tramite un tweet molto composto. Rivendico con orgoglio di aver partecipato a molti concerti e molte feste nella mia vita. Se occorre posso inviare foto e testimonianze, così evito la fatica di cercarle di notte come emerge e, magari, evitare di esporre il nome di amici che erano con me alla gogna mediatica, che non si interessano di politica.

Non vedo l’ora di tornare ai concerti peraltro. Ovviamente il post del Barbuzzi e le offese verranno indirizzate alle sedi opportune. Se da un lato trovo avvilente che non si riesca a stare sulle questioni e sui temi ma si risponda con la diffamazione, dall’altro mi compiaccio: vuol dire davvero che non c’è nessun contenuto che questa destra è capace di esprimere. Quanto al pugno chiuso: rivendico con fierezza di essere un antifascista. Con buona pace di chi indossa catenine con le croci celtiche. Lo squadrismo non mi fa paura, figuriamoci quello social».


Si consuma così un dibattito politico. Da qui la domanda: questa volta la Lega ha esagerato? A pensarla così sono certamente in tanti. Sui social il post di Barbuzzi non è passato inosservato portando una pioggia di commenti di solidarietà. «Le offese e le denigrazioni personali subite dal Segretario regionale La Regina non ci fermeranno. Il Pd Basilicata continuerà a lavorare sui temi e sulle questioni. Nei territori e con la gente. Forza Segretario» è il cinguettio che il Pd Basilicata ha fatto subito dopo l’accaduto, ritwittato a sua volta dal segretario nazionale dem Enrico Letta e dal senatore lucano del Pd Salvatore Margiotta.

«Quando non si hanno argomenti si scade attaccando gli avversari politici sul piano personale, Raffaelle continua a lavorare con lo stesso vigore… se ti attaccano è perchè ti temono» ha twittato Roberto Cifarelli, capogruppo del Pd in Regione. Anche la presidente del Pd di Basilicata Maddalena Labolita ha condannato il post rivolto a La Regina: «La mancanza di contenuti della destra lucana è avvilente. Alle offese e alle denigrazioni personali la comunità democratica lucana risponde con i temi e le questioni di merito ». Solidarietà anche dalla vice segretaria vicaria Maura Locantore: «”Non ragioniam di loro…” In politica il confronto anche duro, non può mai scadere nella denigrazione personale. La comunità del Pd è più forte e andrà avanti per sconfiggere ogni forma di violenza »

Solidarietà anche dal segretario del Pd di Potenza Carmine Lombardi: «La “Politica” quella vera sta sul merito delle questioni e su queste si basa il confronto. Tutto il resto si commenta da solo» A scendere in campo anche Piero Lacorazza: «Bravo. In politica possono esserci anche toni duri ma il rispetto per le persone non deve venire meno ». Solidarietà espressa anche dal segretario regionale dei Giovani democratici lucani, Marco Zampino che scrive: «Avanti a testa alta segretario. I GD sono con te. Gli attacchi sono la dimostrazione che stiamo facendo bene.

Per il Pd e per la nostra terra» «Un abbraccio fraterno» è quello che manda anche se virtualmente il segretario regionale di Articolo 1 Carlo Rutigliano a La Regina: «So per certo che non c’è insulto che possa fermare il suo impegno serio, concreto e appassionato per una Basilicata più giusta». Contrariata anche Vittoria Purtusiello dei Verdi che sostiene: «Non c’è politica dietro l’attacco personale della Lega di Basilicata a Raffaele La Regina a cui va la mia stima e il mio affetto».

«Questa non è politica» ha tuonato il coordinatore regionale di Azione Basilicata Donato Pessolano: «Raffaele La Regina, politico giovane e preparato, molto più di lati pseudo politici. Giovanni Barbuzzi i temi posti dal segretario Pd sono più che legittimi. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Pasquale Pepe».

Per la presidente della Crpo Margherita Perretti si tratta del: «nulla, il vuoto politico dietro l’attacco personale a Raffaele La Regina a cui riconfermo tutta la mia stima». Dal centrodestra, almeno fino ad ora, nessun commento in merito. Fino al momento in cui siamo andati in stamoa nessun esponente del Carroccio pare aver ritenuto di doversi dissociare della parole rivolte al giovane segretario dem. Eppure oltre ad un aspetto personale la situazione di ieri potrebbe anche rischiare di tramutarsi in Bisogna infatti prestare attenzione a lasciarsi coinvolgere in battibecchi sui social perché lanciare in rete post offensivi può costare una condanna per diffamazione aggravata dall’uso del mezzo di pubblicità. Il reato è quello previsto dall’articolo 595, comma 3, del Codice penale che punisce (con la reclusione da sei mesi a tre anni o con la multa minima di 516 euro) chi offenda l’altrui reputazione comunicando con un mezzo di pubblicità.

Per i giudici, infatti, anche un messaggio postato a un gruppo limitato di amici ha potenzialmente la capacità di raggiungere un numero indeterminato di persone. diffamazione aggravata. Così, uno sfogo rischia di sconfinare in crimine se – per tenore letterale o contenuto – sfori i limiti del rispetto delle persone coinvolte. A stabilire i confini tra commenti solo inopportuni e le fattispecie di reato è la giurisprudenza. Se infatti il semplice post di Barbuzzi poteva definirse anche “gogliardico” per molti, è quello che ne è scaturito dopo a rendere la situazione decisamnte più grave. Il segretario La Regina infatti ha annunciato di non voler soprassedere su questa vicenda.

Si preannuncia così una serie infinita di carte bollate che potrebbero portare anche conseguenze spiacevoli per alcuni autori di post pubblicati in seguito. Per ora però rimane certamente in bocca l’amaro di una semplice discussione politica che poteva rimanere sui toni, se pur duri, certamente civili e non offensivi. Il messaggio inviato ieri al di là del colore politico sottolinea la strada tutta in salita che ancora ci troviamo davanti.

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