Le Cronache Lucane

POTENZA, CRISI INFINITA

A Guarente “scappano i buoi”, fumata nera per l’elezione del Presidente del Consiglio: mancano i suoi consiglieri


Continuano le fibrillazioni nella maggioranza del Comune di Potenza. Ieri si è tenuto il Consiglio comunale durato meno di un’ora per mancanza del numero legale. Un minuto di silenzio in ricordo del Presidente del Parlamento Europeo David Sassoli e poi è bastata la pregiudiziale ad una osservazione del consigliere comunale pentastellato Falconeri perchè quei pochi esponenti della maggioranza presenti se ne andassero e così a presenziare la seduta ci è rimasto solo Fratelli d’Italia insieme all’opposizione.

Ormai la crisi politica è sempre più evidente. Il sindaco Mario Guarente non è riuscito a trovare una quadra tra le forze politiche che lo sostengono. Il nodo cruciale è il rimpasto di Giunta, fortemente voluto dal gruppo consiliare Fratelli d’Italia che vorrebbe un terzo assessore considerato quanto è cresciuto il partito dall’inizio del mandato ad oggi.

Attendendo una soluzione da un punto di vista politico Guarente e la sua maggioranza hanno pensato bene di bloccare anche la vita amministrativa della città. All’Assise di ieri,infatti, molti rappresentanti della maggioranza non si sono presentati. Eppure questa era una seduta importante in quanto si sarebbe dovuto votare per il rinnovo dell’ufficio di presidenza. Il mandato come presidente del Consiglio comunale di Cannizzaro è scaduto,al suo posto fino al nuovo rinnovo è subentrato Bernabeidi FdI.

Oltre che sulla Giunta anche sull’Ufficio di Presidenza pare non esserci la quadra, come dimostra l’assenza “strategica” della maggioranza in questo Consiglio. Non sarebbe ancora stato raggiunto un accordo che punti ad individuare un nome condiviso da tutti per provare a non sfaldare ancor più di quanto già non lo sia, la maggioranza.

Un nome che però ancora non c’è e per evitare di non avere i numeri in aula necessari per approvare i diversi provvedimenti, Guarente&co. hanno preferito non presentarsi. Questo comportamento ha lasciato basiti i consiglieri di minoranza che da tempo ormai parlano di “stallo amministrativo”.

Non si dovrebbe mai bloccare l’attività amministrativa dell’Ente, non è giustificabile soprattutto se lo si fa perché dal punto di vista politico non c’è più accordo tra le parti.


 

Rosamaria Mollica

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