Le Cronache Lucane

LA MANCATA TRASPARENZA UNISCE GUARENTE E ANDRETTA

Quando gli Enti si arroccano nel chiuso dei loro palazzi non fanno altro che incrementare dubbi tra i cittadini


La trasparenza negata che accomuna Acquedotto Lucano e il Comune di Potenza


Per commentare la triste vicenda di venerdì 14 gennaio, quando Acquedotto lucano non ha consentito l’accesso a chi cerca semplicemente di informare la gente comune di un’assemblea pubblica, eviteremo di parlare dell’importanza della libertà di stampa. Più semplicemente diremo che Al ha perso un’altra occasione per provare a scalfire il pessimo concetto che di questa azienda ha la stragrande maggioranza di quella stessa gente comune che il giornalista voleva solamente informare. Già, perché è veramente difficile raccogliere commenti positivi su Acquedotto lucano tra gli utenti, che non siano soci.

Da anni raccogliamo al contrario una marea di proteste, lamentele, richieste di interventi per provare a trovare soluzioni a disservizi quasi quotidiani. Ecco, venerdì 14 gennaio abbiamo compreso perché quella che doveva diventare l’azienda fiore all’occhiello dei lucani, nella gestione del bene primario dell’acqua, per la maggioranza dei cittadini non è mai stata considerata un vanto regionale ma al contrario un altro carrozzone di derivazione regionale ed un “poltronificio” spicciolo per saldare cambiali elettorali.

Chiudersi a riccio, non consentire ad un giornalista di aggiornare i suoi lettori su una normalissima assemblea di approvazione del proprio bilancio conferma l’idea di cosa rappresenti per l’opinione pubblica lucana questa azienda. Acquedotto lucano farebbe bene ad interrogarsi e magari a fornire spiegazioni che non rappresentino “pezze peggiori del buco”.

Questa storia ci ricorda un po’ ciò che sta accadendo col Comune di Potenza cui la nostra redazione ha inoltrato una normale richiesta di accesso agli atti per altra vicenda e che nemmeno il monito del Difensore Civico è riuscito a scalfire. Quando gli enti si arroccano nel chiuso dei loro palazzi non fanno altro che ingenerare e incrementare dubbi, sospetti, antipatie inevitabili e soprattutto aumentare la sfiducia di chi per la politica e gli amministratori ha già scarsa considerazione.

Diventa così fin troppo facile cogliere il senso della disaffezione (eufemismo assoluto) delle gente comune verso simili amministratori che hanno mostrato solidarietà alla stampa che avrebbe fornito un punto di vista indipendente sull’attività di Al. Oggi rimane solo tanta tristezza!

Le Cronache Lucane