Le Cronache Lucane

MATERA NEI SASSI TORNANO I PANNI AL VENTO

Approfittando della pausa turistica invernale, gli abitanti degli antichi vicinati riscoprono usi e tradizioni

Gennaio, si sa, per una città ad economia prevalentemente turistica come Matera è un mese di grande tranquillità e di quasi totale assenza di turisti. Ma se l’attività economica cittadina è senz’altro penalizzata dalla penuria di visitatori invernali, gli antichi Rioni Sassi tuttavia conservano e forse accrescono il loro fascino e la loro arcaica bellezza e sembrano quasi ritornare indietro nel tempo. Gli stessi abitanti del sasso “Caveoso e del Barisano” approfittano di questa pausa invernale e del silenzio dovuto all’assenza delle grandi folle turistiche per ritrovare quell’intimità e anche quelle abitudini che il veloce procedere della vita odierna purtroppo spesso fa perdere.
È così timidamente gli abitanti che ancora vivono nei Rioni Sassi ne approfittano per tornare a riappropriarsi degli antichi vicinati, di quegli spazi piccoli e un tempo condivisi da tante famiglie abituate a far fronte comune contro le grandi difficoltà della vita. E il ritorno alla quiete nei Sassi fa riscoprire anche alcune abitudini ormai affievolitesi col tempo. Cronache Lucane, approfittando di una giornata di sole, si sono avventurate in una passeggiata per le viuzze, i vicinati e le stradine scoscese dei Sassi dove, complice il silenzio e l’assenza dei tanti occhi spesso indiscreti di gente proveniente da tutto il mondo, si è tornati all’antica tradizione di stendere i panni per le strade, nei vicoli, su corde improvvisate e un po’ come sospese tra il presente e il passato. Un’antica abitudine tipica di tanti paesini e dei Rioni Sassi quella di stendere il bucato all’aperto, spesso ritratta in numerosi film girati nella città di Matera, osservando i panorami delle grotte e nello stesso tempo i panni stesi ad ondeggiare al vento. È così quasi magicamente la tradizione è ritornata e se, proprio nei pressi di queste stradine, tra un po’ sorgerà il “Parco della civiltà contadina”, un museo reale e virtuale dotato di moderna tecnologia, lettori ottici e strumentazioni interattive d’avanguardia, va detto che nessuna di queste apparecchiature potrà mai suscitare in chi attraversa questi luoghi sia come turista che come abitante, quell’emozione visiva e sensoriale che si prova osservando i panni, che un pó sono il ritratto di ciascuna delle nostre vite, ondeggiare spensierati al vento. Una scena che per un istante riporta alla nostra memoria un ricordo antico, profondo e indimenticabile, quello dei nostri nonni che tanti anni fa hanno vissuto proprio in queste stradine dei Sassi, lottando tenacemente contro le difficoltà della vita e indossando indumenti talvolta un po’ logori e rattoppati, ma sempre portati con la fierezza e l’orgoglio di appartenere a agente povera ma dignitosa.

Le Cronache Lucane