Le Cronache Lucane

16 NEONATI RICEVONO IL SACRAMENTO DEL BATTESIMO DA PAPA FRANCESCO

CUSTODITE L’IDENTITÀ CRISTIANA
messa battesimale Papa Francesco

#cappellasistina

I Battesimi nella Sistina, il rito dove la “predica” è dei piccoli
Domenica 9 gennaio, in occasione della Festa del Battesimo del Signore, il Papa presiede la celebrazione della Messa impartendo il Sacramento a 16 neonati
Santa Messa Battesimo del Signore
Dalla Cappella Sistina, in Vaticano, Santa Messa con amministrazione del Sacramento del Battesimo, presieduta da Papa Francesco nella Festa del Battesimo del Signore

Amedeo Lomonaco – Città del Vaticano

Nella Cappella Sistina i dipinti, come le immagini di un libro, rendono più comprensibili le verità espresse nelle Sacre Scritture.
In questo luogo, inaugurato da Papa Giulio II nel 1512, si svolge il Conclave e viene eletto il Pontefice. In questo straordinario scenario rinascimentale, oltre cinque milioni di persone ammirano ogni anno – ad eccezione di questo periodo scosso dalla pandemia – capolavori artistici che attingono alla fonte della Bibbia.

In particolare, nei nove riquadri centrali, sono raffigurate le Storie della Genesi, tra cui quelle del Diluvio e del successivo rinascere dell’umanità con la famiglia di Noè.

Una scena che si intreccia probabilmente con la prima lettera di Pietro, dove l’acqua del Battesimo è vista come segno profetico dell’acqua del Battesimo, dalla quale esce un’umanità nuova.

In questa straordinaria cornice, sotto la volta della Cappella Sistina dove lo sguardo è rapito dal Giudizio Universale affrescato Michelangelo, quest’anno vengono battezzati 16 neonati, figli di dipendenti vaticani.

L’anno scorso il Pontefice non aveva impartito il sacramento del Battesimo a bambine e bambini a causa della pandemia.

La consuetudine di battezzare figli di dipendenti della Santa Sede è stata istituita da San Giovanni Paolo l’11 gennaio nel 1981 con la Messa presieduta nella Cappella Paolina del Palazzo Apostolico.

Nel 1983 Papa Wojtyła ha presieduto per la prima volta la Messa con il rito del battesimo ad alcuni bambini tra le mura della Cappella Sistina.


Svolgimento della celebrazione

La santa Messa con il rito del Battesimo si apre, domenica 9 gennaio, con la processione verso l’altare.

Dopo il saluto iniziale, comincia il dialogo con i genitori, i padrini e le madrine.

Ha quindi inizio il rito del “Segno della croce sulla fronte dei bambini” e dopo l’introduzione del Santo Padre, l’organo suona in sottofondo.

I genitori, con i loro bambini, si avvicinano al Papa che, stando in piedi con la mitria, segna ciascun bambino con il segno della croce.

Al gesto del Pontefice fa seguito lo stesso gesto da parte dei due genitori, prima la mamma e poi il papà.
Vengono quindi proclamate le letture da alcuni fedeli e terminata l’omelia, la Cappella Sistina fa da cornice alla preghiera dei fedeli.

Il rito del Battesimo

Terminata l’invocazione dei Santi, ha inizio “l’orazione di esorcismo e l’unzione prebattesimale”

L’organo suona in sottofondo fino a quando il Papa arriva vicino al fonte battesimale.
I due vescovi concelebranti, intanto, si avvicinano ai bambini per ungerli con l’olio.

Dopo la “Rinuncia a satana” e la “Professione di fede”, il Pontefice toglie il pastorale, mentre i genitori, insieme con i bambini, si avvicinano al fonte per il Battesimo.
L’organo accompagna in sottofondo il rito del Battesimo con cui vengono poste le fondamenta di nuove vite cristiane.

Unzione con il Crisma

Dopo il Battesimo, i due vescovi concelebranti, insieme ai due diaconi, ungono i bambini con il Crisma.
Il Santo Padre introduce quindi il rito della “Consegna della veste bianca e del cero acceso”

I padri dei bambini battezzati vengono poi accompagnati al cero pasquale per accendere la candela.
L’organo suona in sottofondo fino all’accensione dell’ultimo cero.


Dopo il “Rito dell’Effetà”, la Messa procede “more solito”.
I sacerdoti che distribuiscono la Comunione, durante l’“Agnus Dei” prendono le pissidi dall’altare e vengono accompagnati dal cerimoniere ai posti indicati.

Lasciate piangere i bambini

Nella Cappella Sistina, in occasione dei Battesimi, le eccezionali opere custodite in questo luogo avvolgono lo straordinario dono della vita.

Il 12 gennaio del 2020, nella Festa del Battesimo del Signore, Papa Francesco, aveva detto ai genitori di “lasciar piangere e gridare i bambini”

Non spaventarsi, lasciate piangere e gridare i bambini. Ma piuttosto, se il tuo bambino piange e si lamenta, forse è perché ha troppo caldo: togliete qualcosa; o perché ha fame: allattalo, qui, sì, sempre in pace.
Una cosa che ho detto anche l’anno scorso: loro hanno una dimensione “corale”: è sufficiente che uno dia il “la” e incominciano tutti, e si farà il concerto. Non spaventarsi.
È una bella predica quando piange un bambino in chiesa, è una bella predica. Fate in modo che si senta bene e andiamo avanti.

Quel pianto si rinnoverà probabilmente anche domani.

Come i primi vagiti accompagnerà i primi istanti di una vita nuova e riecheggerà tra i tesori della Cappella Sistina.

Il Papa battezza 16 bimbi e ai genitori dice: fateli crescere con la luce che oggi hanno ricevuto
“Questo è il vostro lavoro durante la vostra vita: custodire l’identità cristiana dei vostri figli”, così Papa Francesco nell’omelia alla Messa con il rito del Battesimo celebrata stamattina.
Nella Cappella Sistina risuonano le voci e i pianti dei piccoli. Il Papa parla brevemente a braccio in un clima di festa e di grande emozione. La Chiesa accoglie infatti con gioia oggi i suoi nuovi figli

Adriana Masotti – Città del Vaticano

La Chiesa celebra oggi la Festa del Battesimo del Signore e, dopo la pausa dell’anno scorso, a causa della pandemia, Papa Francesco riprende la consuetudine di impartire, in questa domenica, il battesimo ad alcuni neonati figli di dipendenti vaticani. Sono sedici, questa volta, i bambini e le bambine a ricevere dal Papa il sacramento che li introduce nella vita cristiana in un contesto davvero speciale: la Cappella Sistina. L’ultima volta, il 12 gennaio 2020, erano stati 32 e il Papa aveva tenuto una breve omelia a braccio per non “stancare” i piccoli e i loro genitori alle prese con strilli e vagiti, soprattutto le mamme a cui Francesco aveva detto di sentirsi libere di allattare lì in Cappella i loro bambini.

Le letture della liturgia di oggi

La celebrazione si apre con le formule previste dal rito pronunciate dal Papa: che nome date ai vostri bambini? Che cosa chiedete per loro? Siete consapevoli della vostra responsabilità?” “Cari bambini, con grande gioia la Chiesa vi accoglie”, dice il Papa prima di segnare su ciascun neonato, portato al Papa dai genitori, il segno distintivo della fede cristiana, il segno della croce. La prima Lettura è tratta dal profeta Isaia: 2Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri”. La seconda è un brano della Lettera di san Paolo apostolo a Tito che ci parla della salvezza portata dal Signore: “egli ci ha salvati, non per opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia, con un’acqua che rigenera e rinnova nello Spirito Santo, che Dio ha effuso su di noi in abbondanza per mezzo di Gesù Cristo”. Il Vangelo, proclamato da un diacono, racconta il Battesimo di Gesù sulle rive del fiume Giordano: “Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, – scrive l’evangelista Luca – ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo:

“Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento”

Il Papa: custodite la loro identità cristiana 

L’omelia di Papa Francesco è brevissima e a braccio, come lo era già stato in passato nella stessa circostanza. Ricorda un inno liturgico che dice che il popolo di Israele andava al Giordano “con i piedi scalzi e l’anima scalza”, cioè riconoscendo il bisogno di essere bagnati da Dio.

E prosegue:

Questi bambini oggi vengono qui anche con l’anima scalza a ricevere la giustificazione di Dio, la forza di Gesù, la forza di andare avanti nella vita, di ricevere l’identità cristiana.

È questo, semplicemente. I vostri figli riceveranno oggi l’identità cristiana. E voi padri e padrini dovete custodire questa identità. Questo è il vostro lavoro durante la vostra vita: custodire l’identità cristiana dei vostri figli. È un lavoro di tutti i giorni, ma farli crescere con la luce che oggi riceveranno. Soltanto volevo dire questo.

Questo è il messaggio di oggi: custodire l’identità cristiana che voi avete portato oggi per [farla] ricevere ai vostri figli.

Afferma poi che la cerimonia è piuttosto lunga e che forse i piccoli si sentiranno a disagio in un ambiente che non conoscono, forse avranno caldo o fame.
Allora raccomanda:

Cercate che non siano troppo caldi; liberateli da cose, che sentano a loro agio, bene, e se hanno fame, allattateli tranquilli qui, davanti al Signore. Non c’è problema. E se gridano, lasciateli gridare”, perché loro hanno uno spirito di comunità, diciamo , possiamo dire uno “spirito di banda”, uno spirito di essere insieme, e basta che uno incomincia perché tutti sono musicali e viene l’orchestra subito.

“Lasciateli piangere tranquilli – ripete ancora – e così “con questa pace andiamo avanti nella cerimonia e non dimenticare: riceveranno l’identità cristiana e il vostro compito sarà custodire questa identità cristiana”.

L’acqua, la veste, la luce

Dopo l’invocazione a tutti i Santi, i due concelebranti, il cardinale Konrad Krajewski, Elemosiniere apostolico, e monsignor Fernando Vérgez Alzaga, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, segnano sul petto ciascun neonato con l’olio consacrato, segno di nutrimento e di difesa per la lotta inevitabile contro il peccato e di consolazione per le inevitabili ferite. Il Papa prosegue leggendo le formule successive del rito e la professione di fede pronunciata da genitori e padrini con cui si dichiara la rinuncia al demonio, alle sue opere e alle sue seduzioni.
Infine, ad uno ad uno i neonati vengono portati al fonte battesimale e Francesco versa sul capo di ciascuno l’acqua benedetta.
Segue la consegna della veste bianca simbolo della rinascita a creature nuove e poi la luce di Cristo: ogni papà si reca al cero pasquale e accende la propria candela, è la luce che accompagnerà i genitori nella testimonianza della fede per i loro bambini.
Al termine della celebrazione Papa Francesco si ferma a salutare ogni famiglia presente e a dare ancora una carezza affettuosa ai loro piccoli.

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