Le Cronache Lucane

ASM, IL DS MAGNO: «SIAMO AD UNA “PESTE MODERNA”»

Direttore Sanitario Asm a Cronache parla dei dati non drammatici e della necessità di dare informazioni chiare ai cittadini


Sono duemila i contagiati dal Covid-19 nella provincia di Matera, di cui mille e sei persone nella sola città, e con la variante ‘Omicron’ che corre e infetta. Gli ultimi dati parlano di ottonuovi campioni sequenziati dal laboratorio della Asm in cui è emersa la presenza di Omicron, una variante temibile, che compare come un classico raffreddore ma che di fatto è l’emblema del virus pandemico. A Matera città la percentuale di contagiati è davvero bassa se si considera che, come detto, sono di sei unità superiori ai mille su una popolazione totale che è di poco più di sessantamila abitanti.

Quanto ai ricoveri, nell’unico ospedale covid di riferimento- quello del “Madonna delle Grazie”- ce ne sono 34, non tutti della provincia materana, e di questi solo otto sono i presunti “no vax”. Uno solo dei ricoverati è in terapia intensiva mentre gli altri sono divisi tra i reparti di Malattie Infettive e Pneumologia. La forbice anagrafica dei ricoverati per Covid nell’Ospedale di Matera varia tra gli over sessanta e gli ottantenni. Solo due sono i soggetti più giovani. Per il Direttore Sanitario della Asm di Matera, Giuseppe Magno, «la situazione del materano è sovrapponibile esattamente a quella regionale essendoci una curva epidemiologica in aumento a causa di un elevato e costante numero di contagi, ma non di importanza tale da poter sovraccaricare le strutture sanitarie».

Il che significa che ci si contagia pur se la virulenza del virus è diminuita. «Questo- dice Magnograzie a quell’ottanta percento di persone vaccinate con due dosi e di circa sessantamila con tre dosi in tutto il comprensorio». Ricordiamo che i vaccinati con tre dosi nella sola città di Matera sono circa trentamila. Una condizione, dunque, di relativa tranquillità in cui molto ha inciso la decisione di vaccinarsi. Il messaggio che il Direttore Sanitario della Asm vuole far passare è proprio quello dell’importanza del vaccino che «rappresenta un’arma preziosa ma non deve indurre nessun cittadino lucano a pensare di poter tornare alla vita precedente al periodo della pandemia per il solo fatto di aver ricevuto le dosi».

Per cui risulta necessario- aggiunge Magno- «avere ancora cautele nella vita sociale attraverso il necessario distanziamento, l’uso dei dispositivi di sicurezza come la mascherina e la costante igienizzazione delle mani ». Opportuno seguire tutte le cautele necessarie ricordando non solo che a Matera è previsto, come un po’ ovunque, nuovamente l’utilizzo della mascherina anche all’aperto, ma che anche chi è vaccinato con tre dosi può contagiarsi e contagiare.

Non a caso, basti esaminare il dato dei ricoveri per capire che l’ospedalizzazione è stata necessaria anche in quei soggetti già sottoposti a vaccinazione. Su questo punto giriamo al Direttore Sanitario le domande che si pone l’opinione pubblica: perché rischio di contagiarmi pur col vaccino – cosa che non succede con le vaccinazioni tradizionali a cui ci sottoponiamo sin dall’infanzia- e qual è realmente l’efficacia del siero? La risposta che arriva da Magno è più che altro scientifica: «il punto principale è che siamo in presenza di un virus particolareche ha trasformato un’epidemia in endemia aggressiva.

Qualcosa che nella storia della medicina e nell’era moderna riferita agli ultimi cinquant’anni, non si è mai vista. È un virus particolare in cui ha giocato a sfavore la reticenza che molti hanno avuto all’inizio nel vaccinarsi. Se si fosse fatto immediato ricorso alla vaccinazione, il passaggio interumano del virus sarebbe stato bloccato prima e si sarebbero affievoliti anche gli effetti deleteri non consentono il proliferare delle mutazioni». Le evidenze scientifiche per cui il virus si diffonde nonostante il tasso elevato di vaccinazione, ci devono far capire quindi come mai ci si continua a contagiare e soprattutto perché al momento non è debellabile.

Magno, che era primario di Medicina fino a qualche mese fa, sottolinea che «il punto focale non deve essere basato sulla ricerca delle cause, ma sulla capacità di poter bloccare gli effetti perché sulla pericolosità del virus oggi l’unica arma è il vaccino del quale dobbiamo valutare solo che gli effetti positivi siano superiori ai danni collaterali». La complessità del vaccino e la poca chiarezza che si fa sull’argomento, inducono migliaia di persone a chiamarsi fuori dalla campagna vaccinale. Nel materano non sono molti quelli che vengono etichettati come “no vax” e su questo argomento Magno evidenzia che «non si è in presenza di veri e propri ‘no vax’ che sono tutt’altro rispetto a chi oggi sceglie di non vaccinarsi.

Tuttalpiù si ha invece a che fare con persone che hanno un pregiudizio, ma che di fatto chiedono solo un’informazione chiara ». Certo è che è libera scelta appellarsi autonomamente al ‘principio della precauzione’ per cui occorre una direttrice specifica che porti a chiarire la questione e a derimerla nel migliore dei modi. Immaginando che ad ogni azione corrisponde una reazione, «è del tutto fisiologico- dice il Direttore sanitario Asm- che anche sul vaccino ci possano essere, come per tutti i farmaci, effetti collaterali ma quanto a mortalità, va evidenziato che su circa settecento morti che ci sono stati in Basilicata affetti da Covid, non si sono avute evidenze tali riconducibili per patogenesi al vaccino stesso». Anche sulla vaccinazione ai più piccoli ed in particolare nella fascia 5-11 anni, l’inoculazione delle dosi resta fondamentale e i materani lo hanno capito tanto che i numeri parlano di già settecento vaccinati in età di scuola primaria.

«Siamo ad una “peste moderna”- dice Magno- in cui la curva epidemiologica in salita è rappresentata da contagiati giovani che si attestano intorno ai trent’anni mentre i minori sono davvero pochi, motivo per cui ci sono anche reticenze a vaccinare i più pSulla campagna di screening alla popolazione studentesca che verrà fatta nelle prossime ore e prima della riapertura delle scuole, Magno si pone positivamente «perché è un modo per poter cominciare a capire se ci sono situazioni di contagio e quindi prevenirle singolarmente prima di diffondere il virus in comunità numerose come quelle scolastiche». C’è però un dato di fatto: bisognerà capire quanto tali screening siano utili considerato che i tamponi antigenici rapidi pare buchino la variante ‘Omicron’ che non verrebbe rilevata dando così degli ipotetici falsi negativi.

Un po’ come il cane che si morde la coda a cui contribuisce la “chicca” del Governo che annulla l’obbligo di quarantena per il vaccinato che si sia contagiato. Liberi tutti, quindi, di contagiare gli altri ma costringendo i sanitari a fare sforzi immani per bloccare un virus aggressivo che potrebbe tenere ancora per molto tempo in scacco la società. Vale a tal punto il messaggio egeliano della “sintesi” per cui è inutile prendere posizioni ma affidarsi solo alla necessità di guadagnare una libertà “sub iudice” che porti ciascun individuo alla responsabilità.

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