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LA “LISTA DELLA SPESA” È SERVITA

Ecco la delibera di Giunta con la quale si dice chi assumere, mancano solo nomi e cognomi 


Il lato oscuro della stagione dei concorsi:
la “lista della spesa” è diventata realtà


In pieno stile da retorica del «cambiamento », anche il presidente Vito Bardi non si è sottratto all’usanza italiana e ancor più meridionale, di politicizzare i concorsi per le assunzioni in Regione. La tristemente etichettata «stagione dei concorsi» in realtà è atto che chiunque fosse stato eletto, avrebbe dovuto obbligatoriamente prevedere poichè, per sintesi e per gradi principali, due le esigenze da soddisfare a via Verrastro: il «ricambio generazionale » e l’evidente vuoto di personale, pur col totale impiego dei dirigenti a tempo indeterminato, per colmare tutte le postazioni.

A seguito di interpello interno, per esempio, la Giunta regionale ha deciso di lasciare vacanti, al Dipartimento generale per la programmazione e la gestione delle risorse strumentali e finanziarie, 5 su 6 degli uffici previsti.

BARDI E L’«OPPORTUNO BILANCIAMENTO, CONCORSI SÌ, MA ANCHE NO: LE SCORCIATOIE PER ALCUNI DIRIGENTI

Dopo breve premessa, alla già strumentalizzazione politica dei concorsi, va sommata l’ancor maggiore strumentalizzazione politica di quanto avverrà nell’area del non detto delle assunzioni, che Bardi ha preferito pubblicamente tacere: il militare in pensione ha fatto un «opportuno bilanciamento » tra le diverse modalità di reclutamento. Tradotto in pratica, non tutte le professionalità che servono in Regione, saranno assunte con i nuovi concorsi.

Tre le «urgenze» che sottrarranno posti ai concorsi, l’esempio merita menzione poichè ben si comprende l’entità dell’entrata a piedi uniti sulle assunzioni, da parte delle politica regionale, determinando, in maniera arbitraria, le modalità di provvista del personale, anche «alcune figure dirigenziali da destinare, in particolare, all’ufficio Sistemi Culturali e turistici ». L’annuncio della cosiddetta “stagione dei concorsi” fatto dal Presidente Bardi sarebbe da salutare con grande favore, se non vi fosse una serie di interrogativi sulle scelte e sul percorso che l’Amministrazione ha intrapreso nella seduta di Giunta dello scorso 16 dicembre.

CAMBIA DG AL PERSONALE, MA LA “LISTA DELLA SPESA” RESTA INVARIATA

I dubbi riguardano, in particolare, i colpi che nell’immediato la Regione Basilicata si appresta a battere mediante l’assunzione di due dirigenti attingendo, in un caso, dalla graduatoria di altra Amministrazione e, nell’altro, scorrendone una propria. Sin qui apparentemente tutto normale. Se non fosse che l’atto approvato dall’esecutivo tenta di fare apparire a tutti i costi come possibile un’assunzione invece scorretta perché la graduatoria utilizzata appartiene all’Azienda sanitaria di Potenza, ente per norma nazionale rientrante in altro comparto di contrattazione.

Con disinvoltura infatti l’ufficio del personale, che oggi non più diretto da Gerardo Travaglio ma da Maria Carmela Panetta, tenta di far passare come amministrazioni tra loro comunicanti la Regione Basilicata e l’Asp perché nell’area delle Funzioni Locali dell’ultimo contratto per la dirigenza sono inclusi anche i cosiddetti Pta, ovvero i dirigenti amministrativi, tecnici e professionali delle amministrazioni del comparto Sanità. Peccato che le norme dello Stato, dalla più vecchia 3 del 2003 alla più recente legge di Stabilità 2019, la dirigenza amministrativa del Servizio sanitario nazionale appartenga esclusivamente all’area della contrattazione collettiva della sanità.

A ben guardare però non c’è nessuna soluzione di continuità tra l’era pre e post Travaglio, visto che la dirigente da assumere, che sarà certamente incoronata negli uffici della Direzione al bilancio e programmazione nei quali già lavora da più di vent’anni, è la stessa inclusa nella “lista della spesa” del Capo di Gabinetto Busciolano di cui Cronache diede notizia lo scorso ottobre. Un’operazione studiata “a tavolino” e perseguita con intento fermo.

Al punto tale che, a quanto sembra, l’Azienda sanitaria potentina, che ha ricevuto le dimissioni di altro vincitore della stessa graduatoria, stia tergiversando sullo scorrimento, magari cedendo la precedenza alla Regione Basilicata nell’attingimento dalla propria lista e accontentandosi del candidato posizionato subito dopo la predestinata alle poltrone del quarto piano di via Verrastro. L’altro fortunato invece apparterrebbe ad una graduatoria neppure scorribile perché derivante da una procedura di mobilità tra amministrazioni per la quale era previsto solo un posto e nessuna ulteriore utilizzazione.

E si preannunciano già anche altre mobilità definite “temporanee” ma che sarebbero previste nel Piano di Fabbisogno approvato mesi fa. Eppure a ben guardare di queste mobilità non vi è traccia alcuna nel Piano. Magari si tratta solo di un altro paio di acquisti dell’ultim’ora, tipo quelli che si aggiungono in fondo alla lista della spesa e che potrebbero persino coincidere con imbarazzanti “ritorni” in Regione. La sensazione è che la Giunta Bardi stia procedendo con delle forzature per assicurarsi di chiudere, in tutta fretta, poche ma interessate assunzioni. Tutto ciò in barba alle norme e alle aspettative di chi avrà creduto alla favola della stagione dei concorsi che, come spesso accade, fanno solo da cornice a un quadretto già dipinto da un artista maldestro.

DIRETTORI SANITÀ, BARDI CHIUDE AI NUOVI LUCANI: IL CASO DEGLI ALBI CHE NON S’AGGIORNANO

Restando in tema di decisioni politiche capaci di influire direttamente sugli incarichi, ma deviando leggermente il percorso dalla stagione dei concorsi per saltare su un binario che scorre parallelo, molto ambiguo l’operato di Bardi e assessori in tema di Sanità. Come noto, di fresca nomina di Direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Potenza (Asp), il veneto Stopazzolo alla sua prima esperienza del genere. Un po’ come per la Pulvirenti all’Asm. La Basilicata è stata come trasformata in una sorta di scuola di formazione per alti dirigenti di altre regioni.

Come da quadro normativo, il Dg, in questo caso Stopazzolo, una volta insediatosi, provvederà in tempo congruo alla nomina del Direttore sanitario e del Direttore amministrativo dell’Asp per così completare il rinnovo della governance. Gli ultimi albi regionali dei rispettivi idonei alle cariche citate, riportano rispettivamente 10 e 18 nominativi. Entrambi gli elenchi, però, potrebbe essere, con semplicità prammatica, incrementati anche con l’inserimento di altri lucani.

Ciò perchè nonostante i ritardi dovuti ai soliti intoppi burocratici lucani, all’Irccs Crob di Rionero, da settimane si è concluso il corso è terminato, con attestati finali consegnati, il corso di formazione manageriale in ambito sanitario per Direttore generale, sanitario, amministrativo delle Aziende e degli Enti del sistema sanitario regionale Basilicata. Bardi e assessori, tuttavia, nonostante le due nomine imminenti all’Asp, non “riaprono” l’elenco degli idonei per consentire, mediante Avviso pubblico, a chi ha ottenuto l’attestato del corso citato, di essere inserito nell’elenco degli aspiranti alla nomina a direttore amministrativo o sanitario. I nuovi lucani, destinati a saltare un giro per volontà dell’organo di indirizzo politico.


Ferdinando Moliterni

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