Le Cronache Lucane

IN AULA IL GIUDICE SERGI SENTE LA TESTE CHIAVE MARIANI SULL’AFFAIRE CARTELLE CLINICHE E SULLO SCANDALO RIMBORSI

Processo ex Clinica Luccioni, la Dirigente ha spiegato ai giudici come l’Asp ha scoperto le cartelle sospette e i rimborsi gonfiati


Seconda udienza del processo a carico dell’Istituto Clinico Lucano spa, meglio noto come “Clinica Luccioni”, che vede imputati medici ed amministratori per associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Potenza. Ad esser ascoltata in aula, in un’udienza molto breve rispetto a quelle che erano le aspettative, Maria Mariani, Dirigente di struttura complessa della Asp.

È lei la testimone chiave di un ipotetico sistema di mala gestione relativa alla richiesta di pagamento di alcune prestazioni sanitarie effettuate mediante interventi chirurgici dalla clinica “Luccioni”. Sentita dal presidente del collegio giudicante, Sergi, ha confermato in buona sostanza le sue tesi accusatorie, da cui i Nas hanno avviato l’inchiesta, ma non avrebbe saputo in ogni caso giustificare alcuni punti cruciali della stessa indagine.

Ha poi confermato «la complessità e la difficoltà oggettiva riscontrata in fase di controllo» delle 115 cartelle incriminate, sostenendo che «essendo materia abbastanza complessa, all’epoca dei fatti ha ritenuto necessario richiedere l’intervento di una commissione ad hoc, da lei stessa nominatacon l’obiettivo di valutare tutte le cartelle cliniche e l’esatta compilazione sia delle “Dso” cioè le schede di dimissione ospedaliera, sia dei “Drg” che raggruppano le isorisorse dei ricoveri da cui emergono il carico assistenziale edil consumo medio delle risorse».

Mariani ha dato quindi solo dei piccoli chiarimenti nonostante ci sia stato qualche tentativo di minare l’attendibilità della teste ponendole domande relativamente ai fatturati della clinica che poco o nulla hanno a che fare con la presunta mancata congruenza tra cartelle cliniche e richieste di pagamento. Resta invece qualche passaggio oscuro che potrà essere chiarito da altri testimoni: Mariani ha avuto un atteggiamento contraddittorio su alcuni punti, non avendo spiegato in aula alcune cose che non era riuscita a spiegare nemmeno in fase di indagine relativamente alle responsabilità specifiche di Leccese, uno degli imputati con funzio ni di controllo sulle cartelle cliniche.

La teste ha confermato di aver ricevuto «nuovi elenchi oltre quelli già controllati per le prestazioni effettuate, e di non aver saputo gestire la cosa procedendo alla nomina della commissione per approfondimenti non essendoci un’interpretazione univoca sulla questione» e non essendo lei stessa padrona della materia. Ha ricordato che proprio «con Leccese, nell’anno precedente avevano accertato che c’erano dei problemi per cui erano state chieste le note di credito all’Istituto Clinico Lucano mentre successivamente, nel 2016, invece di chiedere nuovamente le note di credito, non avendo compreso la situazione che si era nuovamente verificata ha nominato la commissione esautorando Leccese dal suo incarico».

Al perché avesse proceduto a sollevarlo, Mariani ha semplicemente risposto che lo ha fatto «perché le giustificazioni che aveva ricevuto non sono state ritenute attendibili». Ma Leccese aveva ottenuto nel frattempo il nuovo elenco di cartelle dall’ICL e aveva per tanto compilato un nuovo elenco con doppio codice che però non era stato di fatto ancora sottoposto a contradditorio con la clinica stessa in attesa di comprendere come muoversi.

Una versione, sul sollevamento dall’incarico, che a questo punto lascia aperti molti interrogativi e fa presupporre che in quell’azione qualcosa non sia andata per il verso giusto, essendo venuto meno qualche tassello che avrebbe potuto risolvere la vicenda in maniera molto tranquilla.

Nella prossima udienza saranno ascoltati l’amministratore della Asp a cui spettava occuparsi dei pagamenti e l’attuale Direttore Sanitario della Azienda Sanitaria, D’Angola esperto di codicistica. Assieme a loro anche alcuni pazienti che dovranno ricordare le loro cartelle cliniche e le motivazioni degli interventi.


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