Le Cronache Lucane

QUANDO NENNI E SEGNI RECENSIRONO SCOTELLARO

Lettere lucane

Domani è 15 dicembre. E il 15 dicembre è un giorno triste, per la Basilicata. Perché il 15 dicembre – del 1953 – morì Rocco Scotellaro, il più popolare dei nostri poeti. Sarà bello domani leggere qualche ricordo di Antonio Martino, amico del poeta e fonte di memorie preziose come l’oro. Tra le tante cose che sempre vorrei dire su questo straordinario uomo, ce n’è una sulla quale non si è mai riflettuto abbastanza, e che dovrebbe insegnare qualcosa ai tanti giovinastri che si lamentano dell’attuale mercato editoriale: Rocco Scotellaro morì inedito. Nel senso che Scotellaro non provò mai il piacere di veder stampato un suo libro, nonostante ci provasse in ogni modo, anzitutto con Einaudi, dove pare che a ostacolarlo fossero Cesare Pavese e Natalia Ginzburg. E infatti i primi due libri suoi – “E’ fatto giorno” e “Contadini del Sud” – furono pubblicato solo nel 1954. Questo per far capire ai più lamentosi la pacchia nella quale si vive oggi, visto che è più facile pubblicare un libro che non pubblicarlo. Ma se il mondo editoriale del tempo era assai difficile, diverso e assai migliore era il rapporto tra politica e cultura. Ricordo solo che “E fatto giorno” fu recensito su “L’Avanti!” da Pietro Nenni, all’epoca segretario del Psi, e “Contadini del Sud” sul “Corriere della sera” da Antonio Segni, all’epoca Ministro della Pubblica istruzione. Purtroppo il divorzio tra politica e cultura, che è diventato evidente a partire dagli anni ‘80, ha portato la politica ad essere più arida e la cultura più autoreferenziale. Al netto di tante parole di circostanza istituzionale, sono davvero pochi – ma dire “pochi” è già un’esagerazione generosa – i politici lucani che domani sapranno dire parole vere e profonde su Scotellaro. Ricordo con un po’ di rammarico che un tempo in Consiglio regionale sedevano intellettuali come Nino Calice e in parlamento storici come Raffaele Giura Longo.

diconsoli@lecronache.info

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