Le Cronache Lucane

IL MONITO DI CLUSTER BASILICATA CREATIVA DOPO LA CACCIATA DI STABILE: «RESTIAMO ATTENTI OSSERVATORI SUGLI EVENTI FUTURI»

«La Lucania Film Commission sia motore per l’innovazione»


Preoccupazione nel settore dell’audiovisivo per le future sorti della Lucania Film Commission, il cui presidente Stabile è stato defenestrato una settimana fa dal CdA, che, in realtà, sin dall’inizio dell’attuale legislatura regionale di marca centrodestra, ha rappresentato l’“oggetto misterioso” del panorama lucano. Il Cio e Fondatore TBox- Chain Srl, già membro del direttivo Cluster industrie culturali e creative Basilicata, Michele Cignarale ha inteso comunicare che come lui, altri operatori del settore, rimarranno «attenti osservatori» rispetto a quanto accadrà nelle prossime ore alla Film Commission Lucana.

«Ma ci permettiamo – ha aggiunto Cignarale – di condividere alcune note che riportino l’attenzione non solo sulle nomine e sugli esperti da coinvolgere, ma sul ruolo e sulle strategie che dovrebbero mettersi in campo, affinché si possa investire sul sistema produttivo e imprenditoriale del cinema e dell’audiovisivo in Basilicata, un settore che conta più di 600 imprese attive, escludendo le filiere produttive a supporto e le ditte individuali». «Il Cinema – ha spiegato Cignarale -, così come tutto il comparto dell’audiovisivo e le filiere produttive connesse, favorisce l’imprenditoria giovanile e può essere a supporto di molti altri settori chiave per la nostra regione, come ad esempio il turismo, l’artigianato, il design, stimolando uno sviluppo territoriale a base culturale e valorizzando i nostri patrimoni culturali materiali e immateriali.

La Film Commission lucana si è rivelata uno strumento efficace per l’internazionalizzazione e la diffusione del Brand Basilicata nel mondo e deve continuare ad esserlo, ma per generare maggiore efficacia forse è giunto il momento di potenziare il lavoro sinergico tra la Regione, le Province e i Comuni, per generare maggiori investimenti e maggiore efficacia nel supporto alle attività e alle sfide che la Film Commission è portata a svolgere». «Serve un’azione sistemica – ha evidenziato Cignarale – che rinforzi gli investimenti nei settori produttivi culturali e creativi, attraverso nuove collaborazioni pubblico private sui territori, favorendo i nuovi talenti, le co-produzioni indipendenti, l’innovazione digitale che possa moltiplicazione la produzione di contenuti su supporti polimediali e infine supportando i festival lucani, che hanno saputo consolidarsi negli anni, non solo attraendo nomi importanti del cinema internazionale, ma anche stimolando ed educando giovani talenti e comunità locali a diventare protagonisti.

Servirebbe inoltre potenziare la struttura di supporto alle produzioni inedite, magari attraverso un fondo dedicato, quella della Puglia si chiama “Apulia Film Fund”, che possa supportare la produzione di lungometraggi e cortometraggi, piuttosto che di nuovi film d’animazione, documentari e format televisivi, agevolando lo sviluppo della filiera industriale e dell’audiovisivo in Basilicata, coinvolgendo professionalità e competenze diffuse su tutto il territorio regionale, incentivando la nascita e lo sviluppo di nuove imprese e potenziando attività di audience development, così da promuovere la cultura cinematografica tra i giovani e i meno giovani». «Infine sarebbe il momento di investire nei Cineporti e in un museo diffuso del Cinema in Basilicata – ha rimarcato il Cio e Fondatore TBoxChain Srl -, che possa valorizzare gli archivi e le collezioni pubblico/private sia lucane sia di amici e partner fuori regione e stimolare una nuova musealizzazione dei contenuti audiovisivi, interattiva ed immersiva. Il museo potrebbe avere come epicentro la città di Matera, estendendosi con altri luoghi espositivi in altri Comuni altrettanto importanti per il panorama cinematografico e audiovisivo lucano. Per supportare la creazione di un ecosistema legato all’industria del Cinema in Basilicata, la Regione si dovrebbe dotare di una legge sul Cinema, come già hanno fatto quasi tutte le regioni italiane, che normi il comparto e che contempli una strategia di sviluppo in connessione con Legge Cinema del MiC.

Per intenderci, lo scenario ideale vedrebbe il tema della cultura non parcellizzato in deleghe e competenze differenti, ma incentrato in un unico Assessorato alla Cultura, che possa divenire il riferimento istituzionale anche per i temi legati alle industrie culturali e creative e al turismo ». «In attesa di differenti scenari, senza voler troppo forzare la mano – ha concluso Cignarale -, il Cluster Basilicata Creativa può essere un forte alleato della Film Commission per attuare molte delle suggestioni raccontate in questo articolo, così come sarebbe utile costruire forti sinergie con progetti strategici quali ad esempio la “Casa delle Tecnologie Emergenti di Matera”, come auspicato dal Mise, poichè l’innovazione e la ricerca sono la chiave per spingersi verso nuove sperimentazioni e nuove frontiere ancora inesplorate del settore, accompagnando le imprese a immaginare nuovi scenari, come quelli legati al Vertical Movie o al riutilizzo dei contenuti filmici per generare interazioni con i fruitori».


 

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