Le Cronache Lucane

COSA SIGNIFICA AUGURARE AGLI ALTRI “BUON NATALE”?

Lettere lucane

Si stanno avvicinando le feste natalizie, e fra qualche giorno inizieremo a scambiarci frasi augurali generiche come “buone feste”, ma lo faremo senza sapere bene perché. Cosa festeggeremo, infatti? L’anno nuovo? Certamente l’anno nuovo. Ma prima? Cosa festeggeremo davvero la vigilia del 24 dicembre e il 25? La nascita di Gesù, o qualcosa di più nebuloso? La verità è che Gesù non è più presente nelle nostre vite di italiani moderni. Non lo sento nominare mai. A volte, semmai, lo sento bestemmiare. Per non parlare dei Vangeli, che nessuno più legge, se non i pochi che ancora frequentano abitualmente la messa. Eppure ogni santo 24 dicembre noi ci prepariamo a festeggiare Gesù, e lo facciamo facendoci gli auguri a mezzanotte, quando simbolicamente il Figlio di Dio rinasce nel nostro rito sbiadito. Quanto durerà ancora questa “farsa”?  Per quanto anni ancora troveremo la forza di difendere una cosa gigantesca alla quale però non crediamo più? Forse nei prossimi anni questa ricorrenza verrà arricchita di nuovi significati; oppure, più probabilmente, sarà soltanto un momento delle vacanze invernali che per consuetudine ci prendiamo da Natale a Capodanno. Sicuramente per molti le “vacanze natalizie” sono solo uno stress, perché in questi giorni di stasi emergono tutte le contraddizioni e i vuoti che il trambusto quotidiano riesce a nascondere: improvvisamente, infatti, ci si ritrova a fare i conti con incrinature e solitudini che il tran-tran quotidiano lascia a mezz’aria. Anch’io, come tutti, scriverò a tanti amici “buon Natale”; ma confesso di non sapere più bene cosa intendo dire – buon riposo? Buona vacanza? O cos’altro? E so che leggerò tanti messaggi melensi e insensati, nei quali Gesù sarà solo un pretesto per dire cose retoriche, sia pure in buona fede. È tutto molto triste, a dirla tutta. Ma tant’è. Purtroppo la fede è come l’amore: o c’è o non c’è.

diconsoli@lecronache.info

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