Le Cronache Lucane

IL SOGNO DI FELICITÀ DI LEGGERE IN UNA BIBLIOTECA

Lettere lucane

Ieri sera ho presentato un libro di poesie in una biblioteca di Roma,a Villa Leopardi. Non ci ero mai stato. Prima che la presentazione iniziasse, e dopo aver salutato le persone, mi sono messo a guardare gli scaffali ricolmi di libri, e mi è venuta una profonda nostalgia. Nostalgia di quando avevo tempo di trascorrere molte ore e finanche intere giornate in biblioteca – tempo che ora non ho più a causa degli impegni lavorativi e famigliari. Mentre guardavo i libri, mi sono ricordato di quando nei primi anni ‘90 frequentavo la biblioteca del mio paese, che all’epoca era custodita da Ezio Fittipaldi, un mio amico che ora non c’è più, purtroppo. Ezio era un sindacalista, e poiché spesso era impegnato in riunioni sindacali, a volte mi lasciava solo in biblioteca, e chiedeva a me di occuparmi di eventuali lettori. In quella libreria leggevo soprattutto poeti come Carducci e Scotellaro, ma ricordo anche l’intera collezione delle opere di Francesco Lomonaco, un filosofo lucano al quale sono affezionato anche emotivamente. Erano pomeriggi bellissimi, che non finivano mai – il tempo scorreva lento, e il cuore batteva ancora in armonia con la vita. Poi mi sono ricordato degli anni trascorsi nelle biblioteche universitarie a Roma, principalmente all’Alessandrina e alla Monteverdi. Spesso entravo al mattino presto, mi aggiravo tra gli scaffali e poi sceglievo a caso dei libri, che leggevo fino all’orario di chiusura. Era semplicemente meraviglioso. Ieri, dopo aver terminato di parlare, ho chiesto a uno degli impiegati gli orari di Villa Leopardi. Gli ho detto che ci sarei tornato per studiare e per scrivere. Ma mentre lo dicevo sapevo di mentire, perché quando le responsabilità sono troppe sono sempre meno le cose belle che riusciamo a fare per noi stessi. Ma ho avuto nostalgia, perché stare in una biblioteca a leggere senza incombenze è per me un sogno di felicità.

diconsoli@lecronache.info

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