Le Cronache Lucane

AQL, NIENTE DG MA CONSULENTI A GOGO

Complice il silenzio di via Verrastro, l’Au Andretta non nomina il Direttore ma si sbizzarisce in consulenze


Dopo 3 mesi dal termine della selezione della esterna Randstad, spesi 25mila € per un nulla di fatto


Il “bubbone” Acquedotto lucano continua a gonfiarsi e per non far deragliare la Regione sui binari della complicità per omissione, timidamente a via Verrastro c’è chi ha proposto di intervenire, ma per ora, Bardi& Co, continuano, inspiegabilmente, a perseguire la linea del silenzio assordante. Come se il “bubbone” non li riguardasse, dimentichi del fatto che la Regione, della più grande azienda pubblica lucana, è il socio di maggioranza.

Con l’Amministratore unico Alfonso Andretta, in tema di trasparenza, nulla è cambiato. Bisogna, pertanto, per ricostruire determinate vicissitudini, dai tratti allarmanti, ricorrere anche al taglia e cuci dei rumors. L’Acquedotto lucano, per volontà o comunque per responsabilità diretta dell’Amministratore unico, non ha un Direttore generale. Non ce l’ha non da poche ore o da qualche giorno, ma da mesi.

L’ex Marotta, il più longevo della storia di Aql, ha lasciato a settembre e l’Ufficio, per scala gerarchica, si tratta della seconda postazione subito successiva a quella dell’Au, carica apicale, è vacante, non c’è neppure il “classico” facente funzioni, da allora. Non solo ogni giorno in più che trascorre senza che il conferimento dell’incarico venga da Andretta firmato, aumenta la concretezza dell’ipotesi, a questo punto sempre meno ipotesi, di danno erariale in relazione all’esborso, via «affidamento diretto», di 24mila e 470 euro di soldi pubblici in favore dei privati di Randstad Italia Spa per il «servizio di ricerca e selezione di personale», ovvero per la gestione del Bando per l’individuazione del Dg di Aql, ma all’orizzonte potrebbero stagliarsi anche ben altre contestazioni di diverso profilo.

Alla base della motivazione dell’affidamento diretto, l’urgenza di procedere celermente, così da completare in poco tempo, l’elezione di Andretta risale al luglio scorso, il rinnovo della governance di Aql. Ma l’iter procedurale è ampiamente terminato ed esperito da ormai circa 3 mesi, ma della nomina non c’è traccia. L’Au ha da tempo fatto i colloqui con quelli della rosa dei 5 “papabili”,1 pugliese, 1 lucano, 1 laziale e 2 calabresi, eppure non procede. Nel frattempo, tuttavia, in Aql, di cose “strane” ne accadono.

Tra queste, meritevole di attenzione e menzione, l’affaire consulenze. Essendo formalmente sconosciute, la trasparenza con Andretta attirato dal binomio pubblici-gestione privata, latita, conveniente soffermarsi alla superficie che in ogni caso offre molti spunti. Andretta non ha un Dg e neanche ne nomina uno, ma si avvale di consulenze. Lo spunto, il Pnrr, anche se, qualora dimostrato il nesso, stando alle funzioni, tra gli incarichi esterni e l’assenza del Direttore generale, facilmente comprensibile come il “pasticcio” potrebbe avere consguenze ancora più grevi del già grave, nell’eventualità di accertamento, danno erariale. Qualcuno, timidamente, la spia l’ha accesa a via Verrastro, ma la Regione, complice per omissione, resta a guardare.

A fine mese, tra le sorprese, gli allibratori prevedono la batosta sul bilancio: da un anno all’altro, dall’attivo al passivo. Passivo, in attesa di ufficialità, ma stimato di valore a sei zeri. Non perde solo acqua, Acquedotto lucano, ma anche soldi a fiumi. L’Au Andretta, da parte sua, elargisce consulenze e che sia la Regione o un altro soggetto, a breve, il “ditino” dal buco nella diga verrà tolto: con destinazione alluvione, il “carrozzone” continua la marcia.


 

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