Le Cronache Lucane

SVIMEZ: MENO GENTE, PIÙ LAVORO

Summa (Cgil) insorge: «Quadro desolante su spopolamento, abbandono studi ed emigrazione »


Come evidenziato nel rapporto Svimez 2021, “L’economia e la società del Mezzogiorno”, nel Sud alla riduzione della popolazione pari a 141 mila unità, contribuiscono tutte le regioni che sperimentano sensibili cali particolarmente evidenti per la Basilicata (-10,2‰) e il Molise (-13,3‰).

Proprio da questo dato, «continua a crescere in modo irrefrenabile lo spopolamento al Sud e in Basilicata », ha incominciato il proprio commento al rapporto Svimez, il segretario regionale della Cgil, che ha evidenziato come la Basilicata abbia «il tasso di crescita tra i più bassi in Italia e il 12,7% di giovani che abbandonano prematuramente gli studi (12,7%): il quadro è desolante».

«La denatalità e lo spopolamento sono la faccia più evidente dello scarso investimento nelle politiche del lavoro – ha proseguito il segretario generale della Cgil Basilicata, Angelo Summa -. In assenza di lavoro e di lavoro di qualità, i giovani emigrano, lasciando la Basilicata in basso alle classifiche per sviluppo e innovazione. È una spirale senza fine contro la quale però oggi finalmente la Basilicata e il Mezzogiorno hanno gli strumenti necessari a invertire la rotta.

Mi riferisco al Piano del lavoro presentato da Cgil, Cisl e Uil al presidente della Regione Vito Bardi e alla straordinaria opportunità del Pnrr». «Senza scelte nette e un piano straordinario per l’occupazione al Sud – ha rimarcato il sindacalista -, a partire dalle pubbliche amministrazioni, non potrà esserci futuro assisteremo ad una desertificazione inarrestabile. Chi ricopre ruoli istituzionali, a partire dai parlamentari lucani, deve assumere la questione dell’occupazione quale priorità ». «La politica – ha concluso il segretario generale della Cgil Basilicata, Angelo Summa – deve occuparsi dei bisogni, analizzarne la condizione, leggere l’andamento economico e sociale di un territorio e affrontare battaglie politiche sul tema. Non c’è futuro se i giovani sono fuori dal mondo del lavoro con l’unica prospettiva di contratti precari, pur avendo competenze e istruzione ».


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