Le Cronache Lucane

LA SCIENZA NON È DIO E IL GREENPASS NON È IL NAZISMO

Lettere lucane

Anche in Lucania, come dappertutto, ci sono i No-Vax e i No-Greenpass – le due dissidenze non sono la stessa cosa, ma spesso tendono a coincidere. Confesso che sono molto dispiaciuto di una cosa: di sentir dire, soprattutto dai No-Greenpass, che loro lottano per la libertà, e dunque contro una dittatura. E il sottotesto è il seguente: chi non lotta è un asservito, un automa, un ottuso cameriere. Verrebbe da dire – ma davvero mi anima un profondo rispetto per le minoranze e per le dissidenze: “Ma come vi permettete?” Ricercatori, sanitari, società farmaceutiche, organismi internazionali e Stati sono tutti impegnati a contrastare una pandemia che sinora ha causato più di 5 milioni di morti. Vaccini, medicine e comportamenti responsabili sono le uniche armi a disposizione per sconfiggere il Covid. Ovviamente è un work in progress, e ogni giorno si rende necessario aggiustare il tiro e verificare laicamente cosa funziona e cosa no. Se lo Stato ha ritenuto di introdurre il Greenpass – una norma che limita le libertà di chi non intende vaccinarsi – è perché è dimostrato scientificamente che il vaccino riduce considerevolmente la possibilità di finire in terapia intensiva o di morire. Scelte estreme, dettate dalla disperazione e dalla speranza di lottare uniti contro un nemico pericoloso. Voglio essere chiaro: la scienza non è Dio, e fanno ridere i troppi che non hanno mai dubbi su di essa; ma il Greenpass non è una norma nazista, anche se capisco che non sia proprio simpaticissima. E dunque? Come sempre, gli estremismi fanno male, sopratutto quelli isterici e fanatici. Ma noi che ci siamo vaccinati e abbiamo il Greenpass non siamo complici di una dittatura, bensì cittadini che hanno avuto l’umiltà civile di fidarsi di chi ne sa più di noi – e ci sono, quelli che ne sanno più di noi. E dunque pretendiamo rispetto. Altro che “complici” di una dittatura.

diconsoli@lecronache.info

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