Le Cronache Lucane

TELEFONO DONNA, IN DIECI MESI 117 LE RICHIESTE DI AIUTO: DATI IN CRESCITA

Presentato il report annuale dell’associazione. La presidente Marroccoli: «Nel lockdown domande in calo sull’erronea convinzione che l’associazione non svolgesse più il suo servizio»


Presso la Sala dell’Arco del Comune di Potenza è stato presentato il rapporto annuale del lavoro dell’Associazione “Telefono donna”. In vista della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne che si celebrerà il prossimo 25 novembre, la Presidente dell’Associazione, Cinzia Marroccoli, ha esposto le attività svolte sul territorio nell’ultimo anno dall’associazione che, sin dal 1989, è un presidio a tutela delle donne vittime di violenza e un centro di consulenza sociale, psicologica, legale e di informazione.

«Nel 2021 sono aumentate le richieste di aiuto rispetto al 2020 che però è stato l’anno della pandemia – spiega la presidente Cinzia Marroccoli – e le donne hanno avuto più difficoltà a rivolgersi al Centro anti violenza sia perché temevano che le attività dell’associazione fossero state soppresse a causa dell’emergenza sanitaria, cosa che non è accaduta, sia per le maggiore problematicità connesse al lockdown». «Nel 2021 si sono rivolte all’Associazione 118 donne, di queste, 64 sono state poi seguite nei colloqui – ha spiegato-.

Si tratta di 20 donne che ci avevano già contattato l’anno scorso e di 44 nuove richieste di aiuto, soprattutto per maltrattamenti in famiglia. Dalla nostra esperienza, gli uomini autori delle violenze sono principalmente mariti ed ex coniugi, fidanzati e compagni. C’è, inoltre, una piccola percentuale di violenze perpetrate da altri familiari e, infine, da persone estranee alla famiglia. Le denunce quest’anno sono il 27%, percentuale in linea con gli anni precedenti.

Questo dato smentisce lo stereotipo delle donne che denunciano per vendetta o per avere gli alimenti, laddove, invece, se possono, preferiscono non farlo. L’associazione lavora anche in questa direzione, per far capire alle donne che è la denuncia che le tutela veramente». Un’ultima annotazione.

«Non possiamo non notare – conclude la presidente di telefono donna p, Cinzia Marroccoli – che in tanti casi le donne vittime di femminicidio avevano già denunciato gli episodi di violenza e se dopo la denuncia la violenza viene sottovalutata può dipendere dalla mancanza di formazione dei tribunali, sia in ambito penale che civile. Basti pensare alle donne a cui vengono sottratte i figli e che sono costrette a percorsi molto faticosi e dolorosi dopo la separazione per l’affidamento dei minori ». All’incontro di Potenza hanno partecipato anche esponenti dello Sportello Donne “Mariangela Latorre” di Venosa, recentemente inaugurato e dedicato ad una concittadina vittima di femminicidio il 21 ottobre2001.

«La situazione dell’Alto Bradano è in linea con il dato nazionale ed è di estrema criticità – spiega Teresa Asciutto – e per questo si è pensato di portare un punto di ascolto sul territorio per essere più vicino e dare un supporto alle donne vittime di violenza e discriminazione. Lo sportello si trova presso il Comune di Venosa sebbene sia un servizio autonomo da quelli sociali comunali e mette a disposizione 15 operatrici volontarie per fornire aiuto e le professionalità necessarie alle donne in difficoltà»

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