Le Cronache Lucane

PNRR, BASILICATA LASCIA O RADDOPPIA

All’evento di Confindustria, Bonomi e Somma: «I soldi ci sono, basta scuse. Occasione storica»


POLITICA E SINDACATI PREOCCUPATI PER BARDI, DAGLI SLOGAN AI FATTI LA STATISTICA CONDANNA IL GOVERNATORE


“Non c’è nulla di immutabile tranne l’esigenza di cambiare”. È con questa frase di Eraclito che il Presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma, chiama a raccolta tutti gli imprenditori lucani di fronte all’esigenza di trovare spunti per capire se lo slogan “Motore Mezzogiorno, Ripartenza Italia” possa tramutarsi in qualcosa di concreto e tangibile che permetta al nostro Paese, al Sud ed alla Basilicata di ripartire e trovare il proprio sviluppo economico ed industriale. Questo il pensiero di Somma espresso in apertura di lavori del congresso che ha visto la partecipazione del Presidente nazionale di Confindustira Carlo Bonomi, del Presidente della Regione Basilicata Vito Bardi e del Sindaco del capoluogo Mario Guarente. In video conferenza, i Ministri Mara Carfagna (Sud e Coesione Territoriale), Enrico Giovannini (Infrastrutture e Mobilità sostenibili) e il viceministro Alessandra Todde (Sviluppo Economico).

SOMMA: «GUARDARE ALLE POTENZIALITA’ DEL SUD. LE SFIDE SONO AUTOMOTIVE E ZES»

Per il Presidente lucano di Confindustria l’Europa sta lanciando una sfida collettiva che porti il nostro Paese ad essere più coeso e attento anche all’aspetto green dell’economia. Una sfida che si deve concretizzare anche attraverso il Pnrr per costruire un paese più innovativo, più dinamico e più inclusivo. Occorre abbattere i limiti imposti dai ritardi che si sono accumulati negli ultimi vent’anni e lavorare ad una cooperazione strategica. «In un ventennio- ha sottolineato Somma- l’Italia è cresciuta di meno rispetto al resto d’Europa ed in essa il Sud è stato ulteriormente penalizzato pagando il prezzo di una convergenza tutt’ora lontana. Il Sud si è dimostrato incapace, per debolezza strutturale, di risolvere distonie e di assumere una soggettività unitaria tale da superare la frammentazione di un regionalismo non in grado di raggiungere obiettivi».

Ha fatto un appello alla necessità di una «discontinuità col passato per evitare che le risorse pari a 210miliardidi euro destinati dal Pnrr ma anche dai Fondi Strutturali Europei e da altri interventi vengano indirizzate e gestite come semplice sommatoria di istanze locali svincolate da comuni priorità». Il Presidente lucano di Confindustria ha ricordato poi che in Italia si è avuto un trand di crescita superiore alle aspettative e per quanto riguarda la Basilicata la crescita è stata sostanziosa nei primi nove mesi dell’anno recuperando in parte il trand negativo dell’anno precedente.

Ma ha anche ricordato che sugli investimenti, per ogni euro destinato al Sud, quaranta centesimi rappresentano acquisti dibeni e servizi nelle altre regioni e non nel mezzogiorno e non in Basilicata. Si è parlato anche di ‘automotive’ che è parte fondamentale del Pil italiano e lucano. «L’auto in Italia e a Melfiha detto il Presidente di Confindustria Basilicata- necessita di cure urgenti per evitare danni irreversibili. Le aziende fornitrici di Stellantissanno bene che qualsiasi sistema dipende dalla sua competitività e sono in grado di reggere la sfida. Ma la loro eccellenza pare non valere più in nome di una presunta competitività».

Per questo Confindustria deve far sentire la sua voce al Presidente Draghi e al Governo perché l’automotivelucano e italiano non può esser lasciato solo. E poi scrive la sua ricetta: ammortizzatori sociali ad hoc per governare la transizione, formazione professionale di alto profilo, investimenti in innovazione tecnologica, riduzione del cuneo fiscale. Interventi da attivare immediatamente dando garanzie al tessuto produttivo regionale e al futuro di chi si è professionalizzato negli anni. «E’ tempo che se lo Stato italiano non può essere azionista del gruppo Stellantis come lo è la Francia, giochi almeno il ruolo di autorevole portatore di un interesse nazionale che non può essere messo da parte». Quanto alla viabilità, appare fondamentale intercettare il corridoio stradale Potenza-Salerno-Bari utile per interconnettere i territori campano, lucano e pugliese.

Come è utile intercettare la dorsale adriatica per sconfiggere l’isolamento. Sulla ZES, la zona economica speciale Somma ha sottolineato che la loro istituzione necessita di un quadro ordinamentale chiaro, con governance stabili e dotate di autonome strutture. Allo stato attuale invece, ci sono ancora ritardi nella nomina dei commissari straordinari di governo. Si gioca anche su questo il futuro dell’intero Sud che è una piattaforma logistica naturale per i traffici commerciali da est a ovest, da nord a sud e che con le aree ZES ha un incredibile potenziale di sviluppo che fa leva sull’economia del mare.

MINISTRO GIOVANNINI: «LE REGIONI INDICHINO PRIORITA’ COMUNI E GUARDINO ALL’ALTA VELOCITA’»

Il Ministro Enrico Giovannini è intervenuto sul rapporto con le regioni che sul Pnrrsanno di dover accelerare soprattutto per garantire la territorializzazione delle risorse che vanno ripartite tra regioni e comuni. «L’innovazione- ha detto il Ministro- sta nel fatto che per la prima volta i fondi vengono distribuiti perché a monte c’è già una progettualità. Distribuire questi fondi in cinque mesi è la vera novità di un piano economico che non fa riferimento solo alle grandi opere ma che guarda anche ai piccoli scenari». Ha parlato di formazione Giovannini in riferimento al Pnrr Academy che garantisce l’acquisizione di un importante Know-How ai responsabili unici dei procedimenti per preparare gli enti attuatori alle nuove procedure.

Ha poi spiegato che per il Sud «occorre realizzare l’investimento sull’alta velocità sulla direttrice Salerno-Reggio Calabria che deve trovare connessione verso Potenza e verso Taranto per interrompere l’isolamento di alcune regioni e per incentivare come scelta sistemica la tratta Bologna-Lecce sul versante adriatico». Un appello poi alle regioni affinché programmino un fondo di sviluppo e coesione identificando priorità comuni.

MINISTRO CARFAGNA: «IL SUD AFFRONTI LE SFIDE GLOBALI » Il Ministro per il Sud e la coesione Territoriale Mara Carfagna ha indicato la via futura al mezzogiorno: «essere protagonista delle sfide globali, quindi scrollarsi di dosso l’identificativo di un meridione periferiad’Europa. Il Sudha detto Carfagna- non ha bisogno contentini attraverso bonus e sussidi, ma deve imparare ad alzare la testa ed essere protagonista non solo nel Mediterraneo ma anche in Europa».

«Aver destinato al Mezzogiorno il 40%delle risorse del Pnnrè un’assunzione di responsabilità ed un passo importante perché la sfida è quella di spendere queste risorse, di spenderlebene e di farlo nei tempi previsti, ovvero in un prossimo quinquennio». Il messaggio della Carfagna è chiaro: «non si possono sprecare risorse per carenza di profili tecnici». A Confindustria che chiede di aumentare nella prossima manovra finanziarialerisorse per il taglio contributivo del cuneo fiscale il ministro per il Sud dà speranze: «credo che il Parlamento possa lavorare, d’intesa con il Governo, peraccogliere le giuste sollecitazioni». Sui ritardi di alcune Regioni, il Ministro sostiene che «c’è la possibilità di recuperare e di fornire al Governo le informazioni necessarie a programmare i Fondi strutturali europei 2021/2027».

VICEMINISTRO TODDE: «L’AUTOMOTIVE DA TRAINO GUARDANDO ALLE NUOVE SFIDE»

È tornata sul tema dell’automotive il viceministro Alessandra Todde che parlando di politica industriale ha ricordato che si parla di numeri importanti e soprattutto della consapevolezza dello Stato su quello che è il settore. «Si assiste ad una profonda trasformazione dovuta sia alla crisi climatica che all’elettrificazione e al passaggio ad un nuovo tipo di mobilità che è più sostenibile e che, proprio per andare incontro ai cambiamenti climatici, vedrà lo sviluppo della mobilità elettrica».

Per il futuro occorre- ha detto ancora il Viceministro- «adeguare capacità produttiva e stabilimenti, guardando ad investimenti in ricerca e sviluppo, alle tecnologie 4.0. e alla produzione attirando investimenti esteri e tutelando i lavoratori. A livello locale occorre ragionare sull’attrattività dei territori mediante progetti di nuove filiere e dei distretti industriali che devono essere competitivi e guardare alla logicistica, all’energia pensando a nuovi insediamenti che non devono restare cattedrali nel deserto ma che devono essere accompagnati da economie di Sistema in distretti vivi che possono irrobustire l’economia».

BARDI E GUARENTE: «NON FARE GLI ERRORI DEL PASSATO »

Intervenendo il Presidente della Regione Bardi ed il sindaco di Potenza Guarente hanno insistito sulla necessità di non perdere le opportunità del Pnrr per avere una visione strategia di sviluppo dalla Basilicata in linea con l’approvazione del Piano Strategico Regionale. «La pandemia- ha detto Bardi- ha aggravato i confini dell’economia lucana con squilibri sociali. Per cui, occorre puntare sulle imprese giovani per evitare lo spopolamento». Per Guarente «occorrono coraggio, ottimismo e voglia di invertire la rotta rispetto all’identikit che è stato fatto del Sud e della Basilicata che vede i suoi imprenditori alzare la testa nel tentativo di rendere la regione competitiva». Sul Pnrr- ha chiuso il Sindaco del capoluogo- «gli investimenti sono ambiziosi e segneranno il destino dell’Italia questa volta senza consentire, come avvenuto in passato, che faccendieri depredino le risorse lasciando scheletri di cemento e posti di lavoro mai creati».

CONFINDUSTRIA, BONOMI: «SIAMO ALLA BATTAGLIA DELLE BANDIERINE»

Ha esordito partendo dallo slogan ‘Motore Mezzogiorno. Ripartenza Italia’ il Presidente nazionale di Confindustria che ha posto le basi per la ripartenza del Paese. Bonomi riferendosi alla politica italiana che non ha capito quanto e come siano mutati i tempi ha sottolineato che «siamo difronte alla battaglia delle bandierine in cui la politica nazionale non riesce a trovare un equilibrio che abbatta i divari tra nord e sud del Paese. Bisogna dare risposte ai lavoratori e darne anche sul reddito di cittadinanza che non intercetta gli incapienti al nord e non incentiva la ricerca di lavoro al sud. Uno strumento che deve contrastare la povertà, ma lo deve fare davvero dando risposte ai cittadini».

Si rivolge ai Centri per l’Impiego ricordando che chi trova il lavoro ai cittadini è il settore dell’industria, delle aziende e non i Cpi che garantiscono un’occupazione solo al 3% dei futuri lavoratori. «L’emergenza odierna è quella di creare opportunità di lavoro, non scivoli per restare in stand by senza trovare un’occupazione. Mancano in Italia e al Sud le figure professionali per le imprese. E’ quindi da lì che bisogna partire per creare lavoro e occupabilità. Mettendo al centro la persona e garantendo la formazione». Scoperchia le pentole il Presidente di Confindustria quando sostiene che «non si può continuare ad agitare lo spetto della lotta tra dipendenti e imprenditori ma occorre comprendere che i problemi reali stanno nella creazione di finte cooperative e contratti pirata».

Cita Gohete ad un certo punto ricordando che «non è importante andare d’accordo ma è fondamentale andare tutti nella stessa direzione» e quindi- aggiunge Bonomi- «andare incontro al Pnrr ma con le riforme che l’Italia attende da trent’anni perché ci sono i mezzi e i soldi per avere un Paese moderno, efficiente ed inclusivo». Guardando al futuro e alla crescita del paese, Bonomi anticipa che sarà minima, appena dell’1,5% stimato nel 2033 e che i soldi che il paese prende oggi graveranno sulle future generazioni. Per cui- conclude il Presidente Nazionale di Confindustria- «gli imprenditori hanno tanti sogni ed è necessario metterliin condizione di realizzare quei sogni. Per evitare che domani i nostri figli ci rimproverino che tra il 2021 e il 2026,in cui era possibile fare qualcosa per il futuro dell’Italia, non abbiamo fatto nulla e cui chiederanno dove eravamo ».

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