Le Cronache Lucane

DALL’INCANDIDABILITÀ AL FALSO IDEOLOGICO PER ALTIERI NON SOLO MANCATA ELEZIONE

SCANZANO J. Per il non proclamato sindaco possibile contestazione penale sulla documentazione della sua candidatura

La voce tremula della presidente di seggio della sezione numero 1 di Scanzano Jonico nel leggere di fronte ad Altieri, Cariello e gli altri, la dichiarazione di incandidabilità, per Altieri stesso, così come redatta dalla Prefettura di Matera e dal presidente della Commissione elettorale circondariale, sempre di Matera, trasmessa, risuona come sintomo d’allarme sullo stato dell’arte nel comune già sciolto «essendo stati riscontrati fenomeni di infiltrazione e condizionamento da parte della criminalità organizzata», nonchè etichettato, in più inchieste dell’Antimafia di Potenza, come «base operativa del clan Schettino». Quanto accaduto alle amministrative di Scanzano Jonico, è evento così lineare che può essere ripercorso in qualsiasi senso, senza che il quadro complessivo valutativo ne risulti compromesso.
La non proclamazione de-gli eletti, però, si presta, più degli alti dettagli che hanno caratterizzato le amministrative locali, a rap-presentare il classico spartiacque.

DALLA NON RIABILITAZIONE PER L’ABUSO D’UFFICIO AL NUOVO REATO: FALSO IDEOLOGICO

Non ottenuta la riabilitazione in riferimento all’ultima condanna penale, per l’eletto sindaco Altieri, ma non proclamato tale, adesso, scoperta l’incandidabilità, l’ombra di una nuova contestazione penale: falso ideologico.
Da privato cittadino, Altieri, nonostante il dovere giuridico di dire il vero, ha attestato, in un atto pubblico e nel depositare la propria candidatura, una circostanza come veritiera, ma che tale, successivamente, è risultata non essere.
Se è vero, in linea generale, che il provvedimento di riabilitazione estingue l’incandidabilità, è altrettanto vero, fino a prova contraria, che Altieri non poteva candidarsi a sindaco. Nel suo caso, è stato acquisito un parere del Presidente del Tribunale di Sorveglianza di Potenza, Paola Stella, che ha chiarito come fosse esclusa dal provvedimento concessivo della riabilitazione, la sentenza della Corte d’Appello di Potenza del 16 novembre 2012, ovvero di conferma della sentenza di condanna per il reato di abuso d’ufficio in concorso e punito con l’aggravante della recidiva emessa in data 25 novembre 2010 dal Tribunale di Matera e irrevocabile il 17 gennaio 2014.
Il gioco degli equivoci, che però non ha funzionato, è stato incentrato sul fatto che da pluripregiudicato, Altieri ha ottenuto, nel 2018 e dalla presidente Stella, la riabilitazione, ma per il pregresso rispetto alla condanna citata e non anche per l’abuso d’ufficio in questione.
Se autodichiarare il falso in atti pubblici è un reato, e lo è, da parte sua, volendo nei limiti consentiti azzardare una sorta di difesa, l’unica possibile per Altieri, parzialmente, e non in maniera solida, nonchè scartando il falso innocuo e il falso inutile, sembra quella del rifugiarsi nel falso grossolano.
Tesi difensive a parte, e avendo presente che buona fede e mala fede saranno dati eventualmente da accertare da chi di competenza, proprio nelle prime amministrative di Scanzano Jonico dopo il lungo Commissariamento, dall’eletto sindaco, ma non proclamato tale, è stato commesso un reato che oltre che etico, apre a risvolti penali.

LA LEGA E IL NASCONDINO SULLE RESPONSABILITÀ

Dalle premesse delle amministrative di Scanzano, già era intuibile come il ritorno alle urne attirasse particolare interesse. Per riportarne alcuni elementi, uno dei candidati sindaci, Altieri, non riabilitato per il reato di abuso d’ufficio e il suo capolista, il consigliere regionale della Lega, Pasquale Cariello, indagato dall’Antimafia di Potenza.
Le responsabilità politiche della vicenda Scanzano Jonico, per quanto dalla Lega al centrodestra lucano tutto, con Bardi in primis che si diletta impropriamente a dare lezioni di etica ed estetica politica, ora giochi a nascondino, sono pesanti.
Come da costume italiano, però, nessuno, tra i diretti interessati, se ne fa carico. Eppure, la Lega che su Scanzano Jonico con Cariello si è fatta da garante del ritorno alla normalità, così non è stato, ha un leader nazionale, Salvini, che ogni giorno sputa sentenze sul ministro dell’Interno Lamorgese. Tralasciando Salvini, un Bardi orante in versione maggiore, difficile, per non dire impossibile, non concentrarsi sulla figura del senatore lucano della Lega, Pasquale Pepe. Proprio lui, vice presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie, ha svolto un ruolo attivo ne-gli accertamenti sulla formazione delle liste elettorali dei Comuni, come Scanzano, al voto. Giovedì 4 novembre, l’ufficializzazione degli esiti delle verifiche.
Con riferimento al rinnovo del Consiglio comunale e del sindaco di Scanzano Jonico, accertato dalla Commissione che «la candidatura a sindaco di Mario Altieri, sostenuto dalla lista “Scanzano Rinasce”, risulta in violazione della cosiddetta «Legge Severino, poichè «sulla base degli atti acquisiti, il candidato Mario Altieri risulta aver riportato una condanna irrevocabile alla pena di anni uno e mesi tre di reclusione, inflitta per il reato di abuso di ufficio» e «la pena risulta eseguita alla data dell’11 febbraio 2015 in affidamento in prova con esito positivo», ma «allo stato degli atti, tale condanna non risulta inclusa fra i titoli per i quali il Tribunale di sorveglianza di Potenza ha concesso la riabilitazione con ordinanza del 12 dicembre 2018».
In conclusione: «Tale con-danna rientra nel novero delle cause di incandidabilità».
L’intervento prima della proclamazione degli eletti, oltre a modificare il corso degli eventi, ha fatto salta-re il gioco degli equivoci. Ammesso, ma ancora non concesso, che Altieri sia stato colto da abbaglio, risulta davvero poco credibile che la Lega regionale e Cariello, che è consigliere regionale, siano stati anch’essi innocentemente in appati nell’errore della riabilitazione. Se la volontà popolare, in materia di elezioni, va rispettata, di certo non può essere ingannata, altrimenti gli elettori inconsapevoli complici di una farsa politica.

Le Cronache Lucane
error: Contentuti protetti