Le Cronache Lucane

ALTIERI E CARIELLO: “CASCANO”SUI DISABILI E SULLA STRUTTURA “LA CITTÀ DELLA PACE”

Il candidato sindaco e il candidato alla carica di consigliere, durante un comizio, usano termini impropri e sui social si scatena la polemica: «Vergogna»

Domani i cittadini di Scanzano Jonico andranno a votare per rinnovare le cariche di sindaco e le cariche dei consiglieri comunali che governeranno la città per i prossimi 5 anni. Ieri, come detto anche da Cronache, il presidente della Commissione parlamentare Antimafia Nicola Morra ha dichiarato “impresentabile” Mario Altieri perché ha riportato una condanna di un anno e tre mesi con l’aggravante della recidiva per fatti risalenti al 2006 e per la quale, a detta della Commissione parlamentare Antimafia, non è stato ancora riabilitato. Il candidato sindaco è appoggiato dalla Lega, il cui leader regionale ricordiamolo è il senatore Pasquale Pepe che “per uno scherzo del destino” ricopre il ruolo di vicepresidente della Commissione Antimafia, A sostenere il candidato del centro destra a Scanzano anche il consigliere regionale della Lega Pasquale Cariello, Una doccia fredda tanto per il candidato Altieri quanto per la Lega Basilicata. In realtà, però, non è questa l’unica bega da risolvere. Nelle scorse ore, infatti, è diventato virale lo stralcio di un video che ritrae i candidati Mario Altieri e Pasquale Cariello durante un comizio parlare della “Città della Pace” una struttura da destinare alla realizzazione di un centro diurno per disabili, con al suo servizio un lido attrezzato. I termini utilizzati per parlare dei ragazzi disabili, trattati alla stregua di un “pacco” che lo si lascia da qualche parte e poi lo si va a riprendere, non è piaciuto ai concittadini, nè tantomeno al mondo dei social che si è immediatamente scatenato in commenti: «Gentili signori, da madre di bambino autistico mi auguro che mio figlio non incontri mai persone come voi. Mio figlio non è un peso. La non inclusione di mio figlio nella comunità per me è un peso. E io non ho bisogno di una struttura che tenga il mio bambino mentre io sono al mare, io ho bisogno di una struttura che permetta a mio figlio di stare con la sua famiglia e con altri bambini e di fare parte di un gruppo, non di essere ghettizzato perché autistico» scrive un utente per poi terminare il post con un secco: «vergogna». «Un lager per disabili praticamente» afferma un altro utente del social network. E poi c’è anche chi difende le parole dei due candidati: «Hanno detto chiaramente che vogliono aiutare queste persone e le loro famiglie». Sì, nel video affermano di voler aiutare le famiglie a «lasciare il figlio lì mentre loro vanno al mare». Diciamo pure che non hanno usato i termini più giusti per riferirsi a una problematica tanto delicata come è quella del sostegno alle famiglie dei ragazzi disabili che spesso vengono lasciati soli proprio dalle Istituzioni che dovrebbero fare di tutto per tutelarli e rendere loro “la vita più facile”. Non è mancata, nelle scorse ore, nemmeno la strumentalizzazione delle frasi dette da parte delle liste degli avversari, ma questo fa parte della campagna elettorale an-che se non è corretto. Una campagna elettorale arrivata alle battute finali e che è stata fino all’ultimo molto accesa. Ricordiamo che i candidati alla carica di sindaco sono Raffaello Ripoli, Rocco Durante e poi vedremo come si evolverà la situazione di Mario Altieri.
Ricordiamo anche alla comunicazione del senatore Morra, Altieri ha, immediatamente, replicato sulla questione della “impresentabilità” chiedendo la rettifica di quanto detto: «l’istanza di riabilitazione è stata presenta nell’anno 2018 al Tribunale e la riabilitazione viene richiesta sulle risultanze della documentazione acquisita e degli accertamenti svolti dal Tribunale e non certa-mente parcellizzata ad uso e consumo dei riabilitanti. È chiaro quindi che il provvedimento di riabilitazione del 12 dicembre 2018 ricomprende tutta la vita giudiziaria del proponente, pertanto il sottoscritto non solo è presentabile ma è abilitato ad esercitare le funzioni di sindaco così come previsto dalla legge».

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