Le Cronache Lucane

LA BRUTTA ABITUDINE DI VEDERE TUTTO BIANCO O NERO

Lettere lucane

Ci sono due tipi di lucani: quelli che sono andati via e non ci pensano nemmeno, a ritornare (e tendono a criticare ogni cosa della propria terra); e quelli per cui la Lucania è un paradiso (e vale sia per chi è rimasto, sia per chi è emigrato). Tanti anni fa feci un’intervista a Marcello Veneziani, e lui mi disse una frase che mi servì molto per chiarire il mio pensiero. Mi disse: “Bisogna imparare ad abitare più mondi”. È una frase in apparenza semplice, che però, a meditarla a fondo, ha qualcosa di dirompente. Noi tendiamo a dualizzare il nostro pensiero, a renderlo oppositivo, contrastivo, manicheo: o bianco o nero, o di qua o di là, o bene o male, ecc. Io credo che la nostra mente tenda a ingabbiarsi, e abbia difficoltà a concepire la convivenza di aspetti in apparenza contrastanti. La mente è più larga di quanto pensiamo, ma per pigrizia, o forse per paura di convivere con la complessità e le contraddizioni, tendiamo a semplificare, ad avere posizioni nette, prive di sfumature. Io credo si possa andare via dalla Lucania e vivere la Lucania anche a distanza; così come penso si possa amare la Lucania anche criticandone alcuni aspetti; e credo si possa essere tradizionalisti e, allo stesso tempo, moderni; favorevoli allo sviluppo industriale e rispettosi del paesaggio e della natura; arrabbiati con gli aspetti più degenerati della politica e, al contempo, ragionevoli, riformisti, consapevoli della complessità di gestire la cosa pubblica; atei e guidati da cultura religiosa; innovativi e conservatori; stanziali e migranti, ecc. Il guaio è che sempre meno persone sanno “abitare più mondi”, e quasi sempre ci si ritrova a parlare con persone che hanno idee tagliate con l’accetta, e che tendono a essere perentori nelle proprie posizioni. È un peccato, perché la mente, anziché essere un oceano, con loro diventa un piccolo lago prevedibile, noioso e senza orizzonti.

diconsoli@lecronache.info

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