?’???????? ?? ?????: ?? ??????????????? ? ??????? ???????? ??? ??????, ??????????? ? ??????????, è il nome del convegno svoltosi nel ????? ????????? ?? ??????? ??? ? ?????.
L’appuntamento, tra storia e in
novazione di settore, ha posto particolare attenzione ad uno dei più grandi maestri dell’enologia moderna, originario di Ruoti, Michele Carlucci.
 l lavoro è frutto di un accordo siglato circa tre anni fa con un protocollo di intesa tra Comune di Ruoti, Alsia Basilicata di Potenza, Scuola di Enologia di Avellino e l’Associazione Recupero e Tradizioni Ruotesi.

“Bisogna ripartire da ciò che i nostri territori offrono, da ciò che chiamiamo tradizione che oggi, unita all’innovazione, permette di portare avanti un progetto ambizioso di valorizzazione non solo del territorio ma anche delle persone -ha sottolineato il Sindaco Anna Maria Scalise– Ad oggi sono stati realizzati due campi sperimentali coi vitigni di Asprigno, uno dei quali in territorio di Ruoti, un lavoro durato ben tre anni e seguito anche dall’Amministrazione comunale per conto del Consigliere Felice Faraone. Con questo progetto ci si pone l’obiettivo di promuovere un percorso di studio e valorizzazione del settore vitivinicolo del territorio. In tutto ciò non rinunciamo alla celebrazione del personaggio ruotese Michele Carlucci, Maestro dell’Enologia moderna”.

“E’ per noi un orgoglio onorare la figura di un illustre figlio della nostra terra -ha dichiarato la Vicesindaco Maria Troiano– il professore Michele Carlucci, uno dei più grandi maestri della viticoltura italiana e mondiale.

Come Associazione  ci preme esaltare l’attività e l’opera di questo glorioso studioso lucano, che con i suoi studi, le sperimentazioni e iniziative ha fornito un orientamento importantissimo per l’agricoltura nei suoi molteplici aspetti, e soprattutto nel settore vitivinicolo.

Infatti l’Associazione Recupero Tradizioni Ruotesi, che si occupa della valorizzazione della storia locale e in particolare delle personalità che si sono distinte nella nostra comunità, si è dedicata allo studio della figura di Michele Carlucci. Questo progetto è nato circa 4 anni, in collaborazione con l’ex direttore dell’Alsia Domenico Romaniello, e ha visto subito dopo il coinvolgimento dell’Amministrazione comunale, e dell’Istituto Superiore Istruzione Secondaria “De Sanctis-D’Agostino” di Avellino, avviando così un rapporto di collaborazione attraverso un Protocollo di Intesa (Promozione e valorizzazione della Cultura e dei territori di Ruoti: la Vite, il Vino, l’Uomo), finalizzato proprio alla condivisione e attuazione di questo processo di valorizzazione del territorio che riguarda, appunto, l’Asprinio e la figura di Michele Carlucci.

Nello specifico ci occuperemo del recupero del patrimonio documentario dell’archivio Carlucci, attualmente conservato nei locali dell’associazione. E’ costituito da materiale eterogeneo, da documenti, da appunti, e fotografie, progetti e disegni, materiale a stampa, e pubblicazioni scientifiche. Non mancano documenti che appartengono alla sfera personale e familiare. Da questa prima ricognizione risulta che l’Archivio si presenta non organizzato, e lo stato di conservazione generale delle carte non presenta particolari criticità.

In ogni caso sarà necessario un’operazione di spolveratura e di pulitura all’avvio dei lavori, che si svolgeranno con l’impiego di professionisti specializzati nel recupero e nella gestione del patrimonio culturale, soprattutto in ambito archivistico per la realizzazione delle attività di schedatura, di riordino, di inventariazione e della digitalizzazione dell’archivio. Tutto ciò permetterà finalmente la completa valorizzazione di questa importante figura di studioso e scienziato attraverso la fruizione e la diffusione di questo materiale documentario finora sconosciuto.

Bisogna ringraziare la famiglia Carlucci e la famiglia Imbrenda che sono stati i custodi di questo patrimonio documentario, e un ricordo particolare al caro dottor Giovanni Imbrenda, pronipote di Michele Carlucci, per il grande supporto che forniva alle nostre ricerche e alle nostre attività. Con lui ebbe iniziò questa fase di salvaguardia dell’archivio.

L’Asprinio è quasi del tutto scomparso nella produzione locale, ma con questo progetto, in collaborazione con ALSIA e con gli studi scientifici e tecnici del CREA di Turi è stato possibile recuperare e moltiplicare l’Asprinio e un vitigno nero sconosciuto. Ad oggi sono stati realizzati due campi sperimentali, di cui uno nel territorio di Ruoti, grazie alla disponibilità di un terreno della famiglia De Carlo Gennaro. A lui e a tutti quei produttori ruotesi Vito Simone, Rocco Gentilesca e Rocco Rado, vanno i nostri ringraziamenti per aver permesso il recupero di questi vitigni autoctoni.

Chi ha avuto la fortuna di ritrovarsi a sorseggiare i pregevoli vini di Ruoti non si è potuto esimere dall’esaltarne le qualità e rendergli omaggio…, e c’è chi l’ha esaltato fino ad innalzarlo al Paradiso, come fa Benedetto Buccico in uno scherzoso poemetto in vernacolo ruotese che ha per protagonista un umile contadino di Ruoti che porta con se per offrire a Dio un fiasco di vino, una soppressata e un caciocavallo stagionato. In un impeto di amore per la sua terra, afferma Buccico, sono convinto che il vino di Ruoti non ha pari in alcun altro angolo della terra. E in questo banchetto festoso viene chiamato anche Carlucci a volerne illustrare i pregi.

Michele Carlucci ebbe la fortuna di avere genitori molto attenti e scrupolosi, curarono la sua infanzia nel migliore dei modi, e l’ambiente di Ruoti, dove dominava e domina l’agricoltura e con clima montano influì a formare il suo animo sensibile. La passione per l’agricoltura e per l’insegnamento, nata fin dall’infanzia e accresciuta via via, la vasta cultura biologica, umanistica e sociale, la grande attitudine per la sperimentazione biologica-tecnica al fine di migliorare la cultura della vite e la produzione del vino, furono le caratteristiche principali che definiscono la figura di Michele Carlucci. Per quanto la sua produzione scientifica testimoni la sua vasta cultura, è solo una visione parziale della sua figura, come afferma il Prof. Giovanni Dalmasso, “solo chi ebbe la fortuna di conoscerlo e di praticarlo può sapere quali tesori di nobiltà e di bontà albergava nella sua anima luminosa, quali ricchezze racchiudesse dietro la semplicità dei suoi modi e della sua parola, la sua mente elettissima”.

Tutto ciò si evince dal ricordo dei suoi allievi e da coloro che furono legati a lui da sentimenti di profonda devozione. Anche dalle sue carte e dai suoi scritti si nota il suo amore per la più scrupolosa precisione, i suoi quaderni sono pagine fittissime di appunti.

Dopo il 1929 si ritirò a vita privata e fece ritorno proprio a Ruoti nel suo paese natio.  Carlucci oltre che illustre studioso, fu un amico sincero, collega affettuoso, e alla scuola dedicò tutta la sua attività, molto attento all’istruzione e all’educazione morale e sociale dei giovani, infatti in una sua frase afferma:

Raccomando ai pronipoti di essere operosi, intraprendenti, onesti, in modo da rendersi utili alle rispettive famiglie e portare il loro contributo al miglioramento dell’Agricoltura ruotese, acciò possa svilupparsi la ricchezza pubblica e rendere il comune soggiorno gradito per coloro che vi debbono permanere” Michele Carlucci

Come dimostrato dal lavoro che si sta portando avanti, occorre proseguire questa azione continuando l’acquisizione di testimonianze per arricchire il nostro patrimonio. E con questo progetto ci auguriamo di far rivivere l’opera di Carlucci e far conoscere e trasmettere il valore e il senso più profondo di ciò che Michele Carlucci ci ha lasciato” ha concluso Troiano.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
error: Contentuti protetti