Le Cronache Lucane

I SEGRETARI GENERALI CGIL CISL UIL : INSODDISFATTI DOPO L’INCONTRO CON DRAGHI

Tavolo teso tra Mario Draghi ed i segretari generali dei sindacati CGIL CISL UIL

LE DICHIARAZIONI A CALDO DOPO L’INCONTRO CON MARIO DRAGHI 


📌 In corso a Palazzo Chigi l’incontro tra il premier Draghi ed i leader di #CgilCislUil sulla Legge di bilancio
CGIL Confederazione Generale Italiana del Lavoro
CISL Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori
UIL – Unione Italiana del Lavoro

🟥 MAURIZIO LANDINI, SE NON CAMBIA NULLA CI MOBILITEREMO

“Se giovedì il Consiglio dei Ministri dovesse confermare questa impostazione valuteremo le iniziative da mettere in campo per ottenere risultati per il futuro del Paese, per i giovani”

Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini al termine dell’incontro tra sindacati e il Presidente del Consiglio, Mario Draghi su manovra e pensioni.

👉 Per approfondire: 

L’INCONTRO

Manovra e pensioni, l’accordo non c’è
Foto: Marco Merlini

26/10/2021 – 21:43

Tavolo teso tra Draghi e i sindacati.
Landini: “Il governo deve investire sul mondo del lavoro o sarà mobilitazione. Non è più accettabile che la crescita continui a produrre precarietà”

Clima teso al tavolo tra il premier Draghi (che ha lasciato l’incontro per un altro impegno) e i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Landini Sbarra e Bombardieri. Il confronto è proseguito con i ministri Brunetta, Franco e Orlando e riprenderà probabilmente domani per “approfondire alcuni aspetti specifici“, fa sapere Palazzo Chigi.

La manovra al centro del confronto non raccoglie il favore dei sindacati mentre sulle pensioni, come largamente atteso, il dialogo si è tradotto in una sorta di braccio di ferro. Al centro il no delle tre sigle sindacali ad un ritorno alla legge Fornero seppure dilazionata negli anni; no a quota 102, sì invece ad un pensionamento flessibile dai 62 anni di età con 20 anni di contribuzione minima.

“Di accordi non ce ne sono stati. Abbiamo chiesto delle risposte al governo e ad oggi non ce le ha date: ci ha ribadito che il perimetro della manovra è quello presentato, con 600 milioni di spesa per la riforma delle pensioni, ma con tale cifra non fai una riforma degna di questo nome”

Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini al termine dell’incontro con il governo.

“Ci hanno confermato – ha proseguito il numero uno di Corso Italia – che allo stato quelle sono le decisioni prese e giovedì dovranno discutere. Noi abbiamo reso esplicito il nostro giudizio: il governo deve investire sul mondo lavoro e non contro.
Se la decisione del governo confermerà questa impostazione – ha concluso – è chiaro che nei giorni successivi dovremo valutare quali iniziative mettere in campo per portare a casa risultati per i giovani e il Paese”

 

Manovra: Luigi Sbarra (Cisl)
Giudizio di assoluta insoddisfazione

Ufficio Stampa Cisl ~ Roma, 26 ottobre

“Il giudizio della Cisl è di assoluta insoddisfazione.

Questa legge di stabilità rischia di venire avanti con grandi insufficienze e squilibri per effetto del mancato dialogo e confronto con le parti sociali e il sindacato”

Lo ha dichiarato Luigi Sbarra Segretario Generale della Cisl,al termine dell’incontro con il Governo.

Nel merito ci sono poche luci e troppe ombre.
Bene l’intervento di proroga dell’Ape sociale, con un un ulteriore ampliamento della platea, la proroga di opzione donna, le risorse per il rinnovo dei contratti pubblici, il rafforzamento di 2 miliardi per il sistema sanitario nazionale.

Ma c’è un giudizio assolutamente negativo su alcune questioni che abbiamo posto in maniera precisa.
Ci sembrano largamente insufficienti le risorse per finanziare la riforma degli ammortizzatori sociali, non vengono assicurati stanziamenti adeguati per la legge sulla non autosufficienza che per noi è un tema centrale atteso che 3,5 milioni di cittadini vivono in difficoltà.
La previdenza e le pensioni non possono essere considerate un dettaglio nella contabilità generale ne’ un costo economico ma rappresentano una colonna della sostenibilità sociale.
Occorre una riforma complessiva in direzione di una maggiore equità: sbagliato ritenerle un lusso, un privilegio, una regalia: per noi le pensioni sono un diritto fondamentale della persona dopo una intensa attività lavorativa. Abbiamo per questo chiesto misure di flessibilità in uscita a partire dai 62 anni o con 41 anni di contributi a prescindere dall’età anche per evitare penalizzazioni verso generazioni che hanno già sofferto la crisi economica e l’emergenza sanitaria.
La flessibilità può rappresentare anche un forte stimolo al ricambio generazionale.
Servono certezze per incentivare l’adesione dei giovani alla previdenza complementare e l’allargamento della quattordicesima mensilità per i pensionati, insieme a una pensione di garanzia per giovani e donne.
Su questi temi non abbiano ricevuto risposte, le criticità sul finanziamento della riforma degli ammortizzatori sociali, le mancanze sul tema delle pensioni, l’assenza di finanziamenti per la legge sulla non autosufficienza e le inerzie sul tema della riduzione della tassazione fiscale sul lavoro dipendente e sulle pensioni, ci portano a ritenere insufficiente il confronto con il Governo.
Per tali ragioni nelle prossime ore decideremo unitariamente, anche alla luce del testo che sarà approvato dal cdm, come dare luogo ad una fase di mobilitazioni con manifestazioni a sostegno delle nostre proposte e rivendicazioni”

#sapevatelo2021

‼️ PIERPAOLO BOMBARDIERI UIL
NON siamo soddisfatti dell’incontro con Draghi.

I 3 miliardi previsti per gli ammortizzatori sociali non sono sufficienti. 

Sono previsti 8 miliardi per la riforma fiscale ma il Governo non sceglie e lascia decidere al Parlamento dove impiegare queste risorse.


È tempo di pensare a lavoratori e pensionati di questo Paese, impiegando quelle risorse per Irpef e cuneo fiscale.


Nessuna scelta nemmeno sulla riforma del welfare, nessuna risposta per chi ha versato per 41 anni contributi a prescindere dall’età anagrafica.

Così non ci stiamo.
Nei prossimi giorni valuteremo forme e strumenti di mobilitazione.

https://fb.watch/8U92es2hkE/ 

La riforma Fornero era e rimane sbagliata, perché non distingueva le differenze tra lavoratori ma si basava sulle risorse disponibili.

Bisogna smetterla di basarsi sul principio di “fare cassa“: serve un sistema delle pensioni che consideri i bisogni delle categorie di contribuenti, dei precari, dei giovani, delle donne.

Senza compromessi politici o aspettative elettorali.

❌ L’incontro di ieri con il Governo è andato male perché nella manovra, così come ci è stata illustrata, non ci sono risposte alle tante richieste e proposte che il sindacato ha fatto negli ultimi mesi. Sulle pensioni il Governo ci ha detto che bisogna tornare alla normalità, e da quello che si capisce è la legge Fornero. Noi, ovviamente, non siamo d’accordo.

Lo abbiamo ribadito nell’intervista di oggi con Fanpage.it.


Puoi leggerla qui 👉 www.fanpage.it/politica/bombardieri-uil-a-fanpage-it-la-manovra-del-governo-e-sbagliata-vuole-tornare-alla-fornero

Bombardieri (Uil) a Fanpage.it:

“La manovra del governo è sbagliata, vuole tornare alla Fornero”

Il segretario generale della Uil ha spiegato in un’intervista a Fanpage.it il perché dello strappo consumatosi ieri sera con il governo: “L’incontro è andato male perché nella manovra, per come ce l’ha illustrata il governo, non ci sono risposte alle tante richieste fatte negli ultimi mesi”, ha annunciato Bombardieri.

I fondi per la riforma degli ammortizzatori sociali sono stati ridotti di due terzi, sulle pensioni viene prospettato il ritorno alla Fornero e la riforma fiscale non interverrà sul taglio del cuneo.

Sciopero generale? “Non si minaccia, si fa”

L’incontro di ieri sera tra governo e sindacati si è concluso con una fumata nera. All’uscita da Palazzo Chigi i tre sindacalisti hanno parlato di grande insoddisfazione, con tanto di minaccia di una mobilitazione nel caso in cui l’esecutivo non ripensi a quanto scritto nella legge di Bilancio. Mancano ventiquattro ore al Consiglio dei ministri in cui dovrebbe essere approvata la manovra, ma le trattative sembrano in stallo. Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil, ha spiegato a Fanpage.it cosa è successo ieri sera e quali sono i motivi dello strappo improvviso tra governo e sindacati.

Segretario Bombardieri, perché l’incontro di ieri con il governo è andato male? Si è parlato di un Draghi contrariato che ha abbandonato il tavolo…

Draghi se n’è andato scusandosi perché aveva un altro impegno. L’incontro è andato male perché nella manovra, per come ce l’ha illustrata il governo, non ci sono risposte alle tante richieste e proposte che il sindacato ha fatto negli ultimi mesi. Ci sono poche risposte parziali che non possono essere soddisfacenti rispetto alla situazione del Paese, che secondo noi va affrontata tutelando i più deboli, donne, giovani e chi durante la pandemia è rimasto indietro.

Questo scontro si è consumato sul tema delle pensioni?

No, si è parlato di tanti temi, a partire dalla riforma degli ammortizzatori sociali. Era stato chiuso un accordo con il ministro Orlando che prevedeva un impianto con un costo fra i sette e gli otto miliardi per garantire un ammortizzatore sociale a tutti i lavoratori e le lavoratrici. Serviva a semplificare il sistema e le aziende avrebbero tutte contribuito alla costruzione di questa salvaguardia sociale. In manovra i miliardi sono tre, e noi non sappiamo quanto e come l’accordo sarà modificato.

Poi c’è il la riforma fiscale…

Ci hanno detto che avrà una dotazione economica di otto miliardi di euro e ovviamente noi chiediamo che siano utilizzati per il taglio del cuneo fiscale, per aumentare il potere di acquisto di lavoratrici e lavoratori dipendenti e per una rimodulazione dell’Irpef, per poter dare soldi ai pensionati di questo Paese. Ma il governo ci ha detto che quei soldi dovranno essere utilizzati per la riforma dell’Irpef e dell’Irap, quindi non si parla di cuneo fiscale, e rimanda ai lavori fatti dalla commissione parlamentare senza fare una scelta. E poi voglio ricordare che nel corso della pandemia sono stati dati alle aziende 170 miliardi di euro senza nessuna condizionale. Per carità in modo giusto, perché andava fatto uno sforzo per aiutarle, ma ora è il momento di dare soldi a lavoratrici e lavoratori di questo Paese, è il loro turno.

Qual è il programma del governo sulle pensioni? Cosa c’è in questa manovra?

Nessuno ci ha parlato di Quota 102 o 104, sappiamo solo che ci sarà un investimento da 600 milioni per rafforzare per quest’anno l’Ape social, allargandolo alle categorie identificate come lavoratori che svolgono mansioni usuranti, e confermare Opzione donna. In entrambi i casi si tratta di misure solo per quest’anno. Noi abbiamo chiesto di affrontare la riforma delle pensioni in modo strutturale, perché dal primo gennaio 2022 per chi non rientra in queste categorie riscatta la Fornero. Il sistema pensionistico così com’è strutturato crea problemi e disuguaglianze in modo particolare per giovani e donne. E inoltre chi ha lavorato 41 anni deve poter andare in pensione a prescindere dall’età anagrafica. Su tutto questo il governo non ha risposto, anzi.

Ma quindi non ci sarà nessuno scivolo, nessuna Quota, il prossimo anno? Il governo vi ha detto che si torna alla Fornero?

Il governo ci ha detto che bisogna tornare alla normalità, e da quello che si capisce è la legge Fornero. Noi, ovviamente, non siamo d’accordo. Però non ci hanno detto nulla rispetto alle decisioni che intendono assumere. Forse perché Draghi deve fare una mediazione politica.

Oggi sono piovute accuse nei vostri confronti. Dicono che difendete i garantiti, che organizzate mobilitazioni per le pensioni ignorando i giovani…

Ho letto i due tweet di oggi di Renzi e Calenda. È vergognoso che chi ha precarizzato il lavoro in questo Paese, chi ha inserito il Jobs act, chi ne ha fatto la sua filosofia di vita oggi spieghi a noi che dobbiamo pensare ai giovani. Parliamo di chi, per risolvere le crisi industriali, è sempre stato dalla parte delle aziende e oggi dice che bisogna tutelare i lavoratori. Il sistema di precarizzazione del lavoro, che Renzi ha contribuito in modo determinante a costituire, costringe i giovani a entrare nel mondo del lavoro molto più tardi e senza la possibilità di avere una retribuzione solida e stabile per tutta la vita. Dovrebbero solo vergognarsi, perché è un chiaro tentativo di fare una speculazione politica e seminare odio dividendo le generazioni con un mero obiettivo elettorale.

Se il governo non accetterà di venirvi incontro proclamerete lo sciopero generale?

Lo sciopero si fa, non si minaccia. Ora aspettiamo di vedere cosa deciderà il Consiglio dei ministri sulla manovra, ma siamo pronti a trattare fino all’ultimo minuto dell’ultima ora possibile per trovare un accordo. Se il governo confermerà le sue scelte organizzeremo una mobilitazione, modi e tempi saranno discussi nelle prossime ore.

‼️Renzi e Calenda ci criticano, ma sono loro ad aver precarizzato il lavoro‼️
Ci accusano di andare contro i giovani ma forse è sfuggito a Draghi che tra le nostre proposte c’è anche una pensione di garanzia per i giovani. Dopo la pandemia tutto può essere messo in discussione: le grandi crisi sono occasioni per grandi cambiamenti.
Sciopero generale?

Nulla è escluso, non abbiamo cancellato il termine sciopero dal nostro vocabolario.


Non perdere questa intervista! 👉 www.huffingtonpost.it/entry/bombardieri-renzi-e-calenda-ci-criticano-ma-loro-hanno-precarizzato-il-lavoro_it_61793194e4b0931432126079?utm_hp_ref=it-homepage

CGIL : IL GOVERNO NON DÀ RISPOSTE 
🟥 UNA LEGGE DI BILANCIO PER I GIOVANI

All’incontro di ieri con il Presidente del Consiglio Mario Draghi abbiamo chiesto azioni immediate per assicurare un futuro al Paese, ai giovani.

Abbiamo chiesto che in legge di Bilancio vengano inserite misure per le giovani generazioni a partire dal contrasto alla precarietà.
La crescita non può fondarsi su contratti a termine, di somministrazione, a chiamata. Il futuro del Paese deve fondarsi sul lavoro stabile e di qualità.
Inoltre, sempre per i giovani, abbiamo chiesto misure per i salari bassi e interventi previdenziali e fiscali. 

Il Governo su questo non dà risposte


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