Le Cronache Lucane

POTENZA, NASCE LA SEZIONE TERRITORIALE DELLA RETE DEL LAVORO AGRICOLO DI QUALITÀ

Protocollo siglato da Prefettura, Inps, Inail, Ispettorato del lavoro, sindacati e associazioni contro lo sfruttamento di manodopera e caporalato

Tra gli obiettivi principali fare massa con le aziende per emergere dal sommerso e premiare quelle più virtuose

POTENZA. Firmato in Prefettura a Potenza un protocollo d’intesa che istituisce la sezione territoriale provinciale della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità.
A firmare il documento sono stati in tanti: organi istituzionali, sindacati e organizzazioni settoriali. Con il Prefetto Annunziato Vardè, i soggetti promotori e partner come l’Inps, l’Inail, la Regione Basilicata, l’Ispettorato Territoriale del Lavoro. E poi l’Ente bicamerale Agricolo, Confagricoltura, Coldiretti e Cia a cui si sono aggiunti i sindacati Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil.
Il percorso che ha portato alla stipula del protocollo di intesa ha visto l’Inps come parte attiva a cui è settato il compito di curare l’istruttoria anche a seguito dell’esigenza emersa di recente in vari incontri attraverso i quali si è chiesto di accelerare su tale iniziativa. Sollecitazioni erano venute in tal senso dal tavolo prefettizio sulla lotta al fenomeno del caporalato. La rete del Lavoro Agricolo di Qualità, più volte richiesta proprio dalle parti sindacali di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil, parte dalle disposizioni legislative in materia di contrasto ai fenomeni del lavoro nero, dello sfruttamento lavorativo in agricoltura e di riallineamento retributivo nel settore agricolo ed è destinata ad unire sotto l’egida del lavoro legale le varie aziende del comparto anche attraverso metodiche di premialità e di incentivo all’emersione dal sommerso. Alle aziende spetterà il compito di garantire la qualità dei processi produttivi e dei prodotti che valorizzino il proprio potenziale economico e promuovano la crescita dei territori. Un protocollo in tal senso era stato siglato a luglio scorso da Anci con i Ministeri dell’Interno, del Lavoro e Politiche sociali, delle politiche Agricole e Forestali basato su intese interistituzionali soprattutto nelle aree a maggiore rischio e, come quelle del Sud, a maggiore vocazione di caporalato.
Obiettivo del Protocollo provinciale potentino è quello di promuovere un tessuto aziendale in cui prevalgano i principi etici ed organizzativi in cui si valorizzino il potenziale economico e si promuova la crescita dei territori. Tutto passa dal-la definizione di proposte concrete relative a meccanismi premianti per quelle aziende che vogliano accedere a contributi e misure economiche nazionali e locali. Inoltre, le aziende e le istituzioni dovranno condividere programmi personalizzati per far accedere al mondo del lavoro legale le vittime di sfruttamento in agricoltura. Basilare anche la garanzia di condizioni igienico-sanitarie e logistiche per chi è impegnato nella raccolta stagionale. Questi soggetti sono prevalentemente stranieri e la maggior parte di loro, se non tutti, finiscono nelle maglie del caporalato. Alle aziende il compito di applicare i contratti di lavoro e le norme di sicurezza.
Per il Prefetto di Potenza, «si è istituita una Rete di legalità in uno dei settori più delicati del panorama lavorativo lucano ma certamente trainante per l’economia della regione» Quello dell’agricoltura-ha detto il Prefetto Vardè- «è un settore vulnerabile in cui va contrastato il fenomeno sempre crescente del caporalato. Per i lavoratori stagionali va realizzato un sistema di accoglienza ben delineato e corretto».
«L’iniziativa della Rete per il Lavoro Agricolo di Qualità- ha detto ancora Vardè- si rivolge a quelle aziende che assicurano la giusta professionalità e serietà perché per regolarizzare questi rapporti di lavoro e assicurare condizioni dignitose ai lavoratori in agricoltura, occorre che le aziende siano affidabili, serie e che stipulino contratti regolari di lavoro offrendo condizioni dignitose ai lavoratori stessi».
Per il Prefetto occorre individuare le aziende che possano collaborare con lo Stato e con gli Enti Locali per attuare iniziative di contrasto al lavoro nero e alle formesi sfruttamento. Per incentivare l’iscrizione delle aziende agricole a questa rete, serve un sistema premiale che preveda la possibilità di accedere ad incentivi e contributi introdotti dal-le leggi vigenti. «Bisogna prevedere anche rapporti privilegiati con gli organi dello Stato- ha concluso Vardè- per far emergere lo sfruttamento dei lavoratori e mettere in atto un efficace contrasto che veda in primo piano proprio le aziende». Nel Protocollo d’intesa prevista una task force congiunta tra Inail, Inps, Ispettorato del lavoro e Forze dell’ordine che possano contrastare efficacemente il triste fenomeno dello sfruttamento di manodopera in agricoltura.

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