Le Cronache Lucane

RIAPRE IL “BAR DEL TRIBUNALE”: SI RITORNA A PRENDERE IL CAFFÈ

Il punto ristoro resta sotto sequestro. Stipulato un contratto in deroga tra l’Amministratore giudiziario e l’Amministrazione comunale

POTENZA. Resta tutto sotto sequestro, ma l’Amministratore Giudiziario ha dato il via libera alla riapertura del “Bar del Tribunale” chiuso dallo scorso me-se di aprile a seguito dell’operazione denominata “Iceberg” che ha portato in carcere un sodalizio criminale legato al clan pignolese capeggiato da Saverio Riviezzi, dedito al malaffare e che proprio nel bar all’interno del Palazzo di Giustizia potentino aveva i suoi affari illeciti legati anche al riciclaggio di denaro. Il clan aveva proprio nel bar “l’occhio e le orecchie”: era lì che si carpivano i segreti della Procura e che si anticipavano anche alcune mosse degli inquirenti. Fino a che il pentolone del malaffare non è stato scoperchiato e i due gestori Salvatore Sabato e Barbara Nellsono stati arrestati (il primo associato al carcere, la seconda ai domiciliari) assieme al capoclan Saverio Riviezzi e ad altre persone. In carcere, in quell’inchiesta, 17 soggetti tra cui anche il figlio dello storico capoclan, Vito ed il fratello Domenico Riviezzi, Abdelkebir Moukhtari, Angelo Quaratino, Michele e Gerardo Russo, Giuseppe Ca-panella, Giovanni Piscopo, Gerardo Lama,Salvatore Sabato. Tre persone ai domiciliari e tre con obbligo di firma, tra cui il figlio minore del presunto boss. Oggi, in attesa della celebrazione del procedimento giudiziario che coinciderà con il periodo totale di sequestro della struttura, si è finalmente stipulato un “contratto in deroga” tra Amministratore giudiziario e l’Amministrazione comunale per garantire il servizio di ristoro e caffetteria per la massiccia utenza che frequenta il Palazzo di Giustizia del capoluogo. Individuato anche un gestore pro tempore tra gli ex dipendenti del bar, che dovrà ora tornare ad essere a disposizione dell’attività garantendo anche un’elevata attenzione a ciò che accade all’interno del bar. Attenzione che senz’altro resterà alta soprattutto da parte della Procura e del Comune.

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